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Camion fuori strada, muore l’autista

La vittima è un 64enne di Rodigo che lavorava per un’azienda di Ceresara. L’incidente nel Veronese, forse per un malore

RODIGO . Erano appena partiti per una consegna, un carico di travi di cemento da portare in un’azienda di Vicenza. Gastone Toni, 64 anni, di Rodigo, alla guida del tir davanti; Emilio Orlandi, 51 anni, anche lui di Rodigo, amico fraterno e collega da 40 anni, al volante del camion che seguiva.

All’improvviso Emilio ha visto lo Scania dell’amico che, senza nemmeno sterzare, si infilava nel piccolo fossato laterale, ha visto le ruote che perdevano aderenza e il camion con carico e rimorchio rovesciarsi completamente, bloccando la cabina contro il terreno erboso.

È subito accorso in aiuto dell’amico, ma non poteva estrarlo da solo: ha chiamato i vigili del fuoco, il 118 e la polizia stradale. Una volta estratto, Gastone Toni, però, era già deceduto. Probabile, anche se non ancora confermato, che a provocare l’incidente sia stato un malore, forse un infarto, che gli ha fatto perdere il controllo del mezzo.

La tragedia si è consumata ieri mattina alle 6.30 nel Veronese, sulla provinciale 2 che da Raldon porta a Villafontana, frazione di Oppeano.

I due colleghi, che lavorano entrambi per l’azienda di trasporti Translombarda di Ceresara, la sera prima, terminata l’ultima consegna, avevano lasciato uno dei due camion a Villafontana, sapendo di dover ripercorrere lo stesso tragitto il giorno dopo. Nel parcheggio sono saliti ognuno a bordo del proprio tir e sono partiti alla volta di Vicenza.

Cinque chilometri dopo, o poco più, la tragedia. Il camion a rimorchio di Toni, uno Scania 340, è finito oltre il ciglio di destra e si è rovesciato completamente.

Subito è partita la macchina dei soccorsi, i vigili del fuoco di Verona hanno tagliato parte dell’abitacolo del mezzo per liberare il conducente. Il personale del 118 ha tentato di rianimare l’uomo, ma è stato tutto inutile. Il suo cuore si era già fermato. Come si diceva, forse a causa di un infarto. La salma è stata composta alle camere mortuarie dell’ospedale Borgo Roma di Verona. Ma potrebbe non essere necessaria l’autopsia.

Gastone Toni era molto conosciuto in paese: il padre era stato titolare di una storica impresa edile e fino a quattro anni fa lui stesso gestiva la propria azienda di trasporti. Poi l’impresa è entrata in crisi ed è stata chiusa. Quindi Toni, insieme ad Emilio Orlandi che era suo dipendente, era stato assunto qdalla Translombarda.

Gastone Toni lascia la moglie Anna Bompieri e i figli Ilaria e Simone.

Daniela Marchi

Pubblicato su Gazzetta di Mantova