Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa di Sant'Antonio Abate

Chiesa di Sant'Antonio Abate

VERONA
Monte Sant'Antonio Abate - Vestenavecchia, Vestenanova (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
La chiesetta di S. Antonio Abate sorge a 510 m/slm. su uno sperone di basalto chiamato "la Frata", situato al centro tra i paesi di Vestenavecchia e Vestenanova. Fu la prima chiesa dell'alta Val d'Alpone, edificata nel XII sec. in forme romaniche. Tra XIV e XVI fu impreziosita con decorazioni ad affresco, alcune delle quali attribuite al Morone. Divenuto lazzareto ed intonacata a calce viva nel 1630, nel corso della sua lunga storia fu anche riparo per le bestie e rfugio per i partigiani in... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesetta di S. Antonio Abate sorge a 510 m/slm. su uno sperone di basalto chiamato "la Frata", situato al centro tra i paesi di Vestenavecchia e Vestenanova. Fu la prima chiesa dell'alta Val d'Alpone, edificata nel XII sec. in forme romaniche. Tra XIV e XVI fu impreziosita con decorazioni ad affresco, alcune delle quali attribuite al Morone. Divenuto lazzareto ed intonacata a calce viva nel 1630, nel corso della sua lunga storia fu anche riparo per le bestie e rfugio per i partigiani in tempo di guerra. Un accurato restuaro avvenuto tra 1980 e 1987 l'ha riportata all'antico splendore. Esternamente essa si presenta con facciata a capanna semplice, tipica del romanico campestre. Internamente ha pianta ad auletta unica e copertura a capriate lignee.

Pianta

Chiesetta con impianto planimetrico ad unica aula rettangolare a marcato sviluppo longitudinale con orientamento nord-ovest sud-est; presbiterio a pianta rettangolare con asse leggermente inclinato, di larghezza ridotta rispetto l’aula e articolata su tre livelli, con parete absidale a fondale piatto. Sul lato destro del presbiterio si colloca il piccolo ambiente della sacrestia. L’ingresso principale si apre centralmente in facciata; un ingresso laterale è presente sul fianco meridionale della navata. La torre campanaria si eleva addossata al fianco sinistro del presbiterio, adiacente al corpo edilizio della sacrestia.

Facciata

Semplice facciata a capanna dai caratteri tipici dell’architettura romanica campestre. Orientamento a nord-est. Al centro si apre il portale arcuato con contorni in pietra calcarea locale e capitelli a semplice modanatura, sormontato da un piccolo oculo circolare. Una cornice in aggetto conclude il prospetto segnando la linea delle falde del tetto.

Strutture di elevazione

Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di pietrame misto allettato con malta di calce, con prevalenza di conci di pietra calcarea locale; gli elementi angolari sono rinforzati con blocchi squadrati di pietra calcarea.

Strutture di orizzontamento e/o voltate

L’ambiente dell’aula è coperto dalla struttura lignea di copertura con capriate a vista. L’ambiente del presbiterio è coperto da una volta a botte in muratura sulla quale si estende senza soluzione di continuità il pregevole ciclo di affreschi che interessa le pareti d’ambito. Il piccolo vano della sacrestia è coperto da una volta a crociera in muratura su peducci pensili in pietra.

Coperture

La struttura portante della copertura a due falde sovrapposta all’aula è realizzata con un sistema di cinque capriate lignee a schema statico semplice con monaco centrale e staffature metalliche a rinforzo dei collegamenti tra le membrature; in corrispondenza degli innesti nelle pareti d’ambito le catene lignee poggiano su mensole in pietra a semplice modanatura; orditura secondaria di tipo tradizionale costituita da arcarecci e travetti lignei; tavolato ligneo sottocoppo e manto di copertura in coppi di laterizio.

Pavimenti e pavimentazioni

La pavimentazione dell’aula e del presbiterio è realizzata in lastre rettangolari di nembro rosato locale.

Prospetti interni

L’ambiente interno dell’aula è caratterizzato da una sobrietà e linearità compositiva e decorativa, accentuata da un trattamento cromatico uniforme delle pareti e da una soffusa illuminazione naturale, che accompagna lo sguardo verso l’elemento centrale della composizione spaziale, rappresentato dall’ambiente del presbiterio decorato da preziosi affreschi, introdotto dalle pitture murarie che si svolgono attorno l’arco trionfale. Le pareti interne dell’aula, un tempo anch’esse affrescate, conservano limitati frammenti di affresco unicamente nella parete di controfacciata.

Prospetti esterni

I prospetti esterni, dalla geometria semplice e lineare, presentano un’intonacatura in parte degradata; sul fianco meridionale si apre l’ingresso laterale con contorni in pietra calcarea, cui si sovrappone una finestratura

XII sec. - XII sec. (origini e costruzione intero bene )

Le origini della chiesa di S. Antonio Abate sono da collocare al XII sec. Essa rappresenta l'edificio di culto più antico dell'alta Val d'Alpone. L'edificio originario non era molto diverso nelle forme da quello attuale, con pianta ad aula unica, abside semicircolare, copertura a capriate e pareti finemente decorate con Santi. Tale edificio cominciò a perdere di importanza nel XV sec., allorchè ai piedi del monte venne edificata una nuova chiesa, dedicata ai SS. Zenone ed Urbano, che ben presto divenne chiesa parrocchiale di Vestenavecchia.

XIV sec. - XVI sec. (decorazione ad affresco interno)

Al periodo compreso tra la fine del XV e i primi anni del XVI sec. appartiene il bel ciclo pittorico compreso tra l'arco trionfale ed il catino absidale. Si tratta di affreschi attribuiti al pittore veronese Francesco Morone(1471-1529), raffiguranti i profeti nell'arco e Dio Padre con i quattro evangelisti nel catino. Dello stesso periodo, ma di mano diversa, è l'Ecce Homo dipinto sopra l'arco trionfale e la Trinità a lato dello stesso. Al XIV sec. è attribuito l'affresco raffigurante il patrono S. Antonio Abate, visibile sulla parete di fondo dell'abside.

1530/06/25 - 1530/06/25 (visita pastorale Giberti carattere generale)

Il 25 giugno 1530 giunse in visita a Vestenavecchia il vescovo di Verona Giberti (1524-1543). Egli soggiornò nella nuova chiesa parrocchiale dei SS. Zenone e Urbano ed inviò il suo Vicario sul colle soprastante dove giace la chiesa di S. Antonio Abate. E' curioso riportare un fatto allora accaduto: il Vicario al ritorno riferisce che la chiesa è in condizioni di conservazioni accettabili, che è sprovvista di rendite e che le elemosine sono in mano di alcune persone del luogo con grande svantaggio per la chiesa. Il vescovo si impegna a risolvere la questione.

1630 - 1631 (intonacatura a calce viva interno )

Tra 1630 e 1631 il nord Italia fu scosso da una violenta epidemia di peste che colpì anche Vestena, dimezzandone la popolazione. Per tentare di ridurre il contagio vennero intonacate a calce viva le pareti interne degli edifici. Ne è testimonianza il dipinto dell'altare di S. Rocco conservato nella chiesa parrocchiale di Vestenanova, dove viene rappresentata una realistica processione verso la nostra chiesa, con trasporto dei corpi degli appestati.

1634 - 1634 (erezione altare di S. Rocco)

Gli abitanti di Vestena scampati al contagio, come adempimento di un voto fatto dalla comunità, nel 1634 ottennero dal vescovo il permesso di erigere un nuovo altare intitolato a S. Rocco, patrono degli appestati.

1943 - 1945 (occupazione da parte dei partigiani carattere generale)

Durante l'ultimo conflitto mondiale, tra 1943 e 1945 la chiesa venne utilizzata come rifugio dai partigiani. Da allora, fino agli anni ottanta del XX sec. rimase in condizioni di abbandono e degrado.

1980 - 1987 (restauro intero bene )

Tra 1980 e 1987 l'edificio beneficiò di un necessario intervento di restauro globale. In questa occasione tornarono alla luce le decorazioni ad affresco obliterate e rese illeggibili dalla seicentesca intonacatura a calce viva.

Mappa

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