Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa di San Biagio

Chiesa di San Biagio
S. Biagio

VERONA
Cogollo, Tregnago (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
L'attuale parrocchiale di Cogollo è frutto di numerosi rifacimenti, anche consistenti, avvenuti nel corso dei secoli. Una prima chiesetta dalle forme romaniche venne edificata tra XI e XII sec. e secondo la tradizione, consacrata da Papa Lucio III. Eretta in parrocchia nel 1449, venne ampliata nel 1503 e tra 1743 e 1747. L'odierno campanile fu innalzato nel 1740 in sostituzione della torre precedente ed in posizione più avanzata. Nel XX sec. , grazie alla generosità di un parrocchiano, tale... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

L'attuale parrocchiale di Cogollo è frutto di numerosi rifacimenti, anche consistenti, avvenuti nel corso dei secoli. Una prima chiesetta dalle forme romaniche venne edificata tra XI e XII sec. e secondo la tradizione, consacrata da Papa Lucio III. Eretta in parrocchia nel 1449, venne ampliata nel 1503 e tra 1743 e 1747. L'odierno campanile fu innalzato nel 1740 in sostituzione della torre precedente ed in posizione più avanzata. Nel XX sec. , grazie alla generosità di un parrocchiano, tale Fabio Sisto Zerbato, il complesso chiesastico raggiunse le dimensioni e le forme attuali (1940). Esternamente l'edificio si presenta oggi con facciata rinascimentale a capanna, rivolta ad occidente. Pianta a croce latina. L'aula è movimentata lateralmente da quattro cappellette laterali, è intersecata trasversalmente dal transetto terminiante con due altari, dedicati a S. Giovanni Bosco e a S. Biagio. Presbiterio a pianta quadrata terminante con un'abside a fondale semicircolare. Una controsoffitratura piana copre l'aula fino all'area in cui essa si interseca con il transetto, dove la copertura è costituita da una cupola apianta ottagonale. Copertura a doppia falda sopra aula e presbiterio, a padiglione a tre falde al di sopra del transetto e a padiglione a otto falde al di sopra della cupola. Pavimentazione in piastrelle di marmo lucidato. Buone le condizioni di conservazione dell'edificio.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico a croce latina, caratterizzata da un’unica navata con cappelle laterali, un ampio transetto con i bracci di ridotta profondità, ed il presbiterio, rialzato di tre gradini e protetto da balaustra, concluso con un’abside emergente a sviluppo semicircolare. Lungo i fianchi laterali della navata si aprono quattro cappelle laterali a pianta quadrata, due per lato, ospitanti altrettanti altari minori collocati su un piano rialzato di un gradino e protetti da una balaustra: gli altari di S. Giuseppe e di S. Antonio, sul lato settentrionale, gli altari del S. Cuore e della Madonna sul lato opposto. In prossimità dell’ingresso, sul lato meridionale, si colloca il battistero, mentre sul lato opposto si eleva la torre campanaria, addossata alla struttura muraria della chiesa. Due altari sono collocati a conclusione dei bracci laterali del transetto: l’altare di S. Giovanni Bosco, a sinistra, l’altare di S. Biagio, a destra. La crociera del transetto è sottolineata da quattro colonne libere poste in prossimità dei pilastri murari angolari. Sul fianco settentrionale del presbiterio si colloca la sacrestia, sul lato opposto l’antico Oratorio adibito a cappella feriale. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, presenta una soglia rialzata rispetto il livello del sagrato esterno; lungo il fianco meridionale della navata è presente un ingresso laterale.

Facciata

Facciata a capanna rivolta ad occidente. Quattro lesene di ordine ionico inquadrano il portale d'ingresso, sovrastato da nicchia contenente la statua del patrono. Ai lati del portale altre due nicchie ospitanti le statue della Vergine e di altro santo. Frontone rinascimentale, interrotto nella parte inferiore. Nella cesura un rosone ora murato e decorato con una pittura parietale di difficile interpretazione. Sul vertice sommitale campeggia una croce di ferro. L'intero prospetto è edificato con pietra tenera della Lessinia.

Strutture di elevazione

Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di pietrame misto legato con malta di calce, con prevalenza di conci di pietra calcarea locale. Quattro colonne in muratura contribuiscono al sostegno della struttura muraria del tamburo ottagonale e della cupola che copre la crociera del transetto. I paramenti esterni ed interni si presentano intonacati.

Strutture di orizzontamento e/o voltate

L’ambiente dell’aula, fino all’intersezione con il transetto, è coperto da una controsoffittatura piana con struttura in cantinelle di legno intonacate e collegate ad una centinatur

XI sec. - XII sec. (origini e costruzione intero bene)

A Cogollo anticamente due erano le chiese: quella di S. Vitale, all'interno del castello vescovile di Cogollo appunto, oggi scomparsa, e quella di S. Biagio, oggi chiesa parrocchiale. Quest'ultima pare sia stata fondata tra l'XI ed il XII sec. dai monaci benedettini che risiedevano nel monastero di Monte S. Pietro, sopra Badia Calavena, e dal monastero originariamente dipendeva, per poi passare divenire cappella appartenente alla pieve di Tregnago. Tale edificio era in stile romanico campestre, di piccole dimensioni, ad auletta unica.

1183 - 1183 (consacrazione carattere generale)

Pare che la chiesa di S. Biagio in Cogollo fu consacrata da papa Lucio III, quando fu per qualche tempo ospite del monastero di Badia Calavena. In questa occasione sicuramente consacrò anche la chiesa di S. Pietro in Silvis (o S. Pietro in Monte), su monte S. Pietro. A ricordo di tale evento, all'interno della chiesa è murata una lapide recante il seguente testo: "PETRA ALTARIS QUOD HIC DICITUR A LUCIO P.P. TERTIO SACRATUM".

1449 - 1529 (erezione in parrocchia carattere generale)

La chiesa di S. Biagio venne eretta in parrocchia autonoma nel 1449, svincolandosi dalla Pieve di S. Maria Assunta in Tregnago, da cui dipendeva. Una legame pastorale dovette comunque rimanere ancora a lungo con la pieve matrice, se nel corso della sua visita pastorale del 1529, il vescovo G. Matteo Giberti, parlando della chiesa di S. Biagio a Cogollo la definisce "ecclesia parrocchialis" dotata di fonte e di santissimo sacramento, ma anche "capella plebis Tregnaci". A Cogollo era ed e' tuttora soggetta la cappella, ora santuario, dei SS. Brigida e Severo, in località Scorgnano.

1503 - 1503 (ampliamento intero bene )

Da un documento datato 1503, conservato nell'archivio storico della chiesa parrocchiale di Cogollo, si evince che in quell'anno, l'allora parroco don Bernardino, acquistò da tale Giovanni dalla Riva fu Barnaba, un pezzo di terra dietro l'abside della chiesa di S. Biagio, al fine di ampliarla. La chiesa venne pertanto allungada di 10 m. verso levante e le fu dato impianto a croce latina.

1740 - 1742 (demolizione e costruzione torre campanaria)

Tra 1740 e 1742 il vecchio campanile, situato nel lato sud all'altezza del transetto realizzato nel 1503, venne demolito ed avanzato a lato della facciata, sempre sul lato meridionale.

1743 - 1747 (costruzione sagrestia e altri locali)

TRra 1743 e 1747 venne costruita la sagrestia, dietro l'abside, spostata più a settentrione. Venne realizzato il nuovo coro quadrato a concluisone del presbiterio rettangolare realizzato nel 1503. Sul fianco nord dell'aula della cheisa originaria, vennero costruite tre stanzette comunicanti tra loro.

1750 - 1750 (posa in opera pavimento alla veneziana)

Nel 1750 venne collocata la nuova pavimentazione alla veneziana.

1772 - 1772 (decorazione ad affresco navata )

Nel 1772 il pittore Giorgio Anselmi realizzò nel soffitto della navata, una decorazione ad affresco raffigurante "S. Biagio in gloria".

1888 - 1888 (sostituzione orologio del campanile )

Nel 1888 il comune pose sul campanile l'attuale orologio in sostituzione di quello vecchio, ormai inservibile.

1891 - 1891 (restauro intero bene )

Il paese di Cogollo nel 1891 venne colpito da un violento terremoto che causò danni alla chiesa ed al campanile. In particolare fu danneggiata la cella campanaria, prontamente consolidata, ed il soffitto decorato dall'Anselmi, che venne restaurato dal pittore Salesio Pegrassi (1812-1879).

1919 - 1919 (restauro copertura )

Nel 1919 venne condotto un necessario intervento di restauro sulla copertura, ammalorata in più punti.

1923 - 1923 (posa in opera pavimentazione in mattonelle cementizie)

Nel 1923 l'interno della chiesa venne pavimentato con mattonelle cementizie in sostituzione del pavimento alla veneziana posato nella metà del Settecento.

1927 - 1927 (rinnovamento facciata )

E

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