Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa di San Martino Vescovo

Chiesa di San Martino Vescovo

VERONA
Via Don Calabria, 6 - Bure, San Pietro in Cariano (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
Bure è un paesino della Valpolicella, frazione del comune di S. Pietro in Cariano. La chiesa di S. Martino è documentata a partire dal XIII sec. ma è probabile che la sua origine sia da collocare al secolo precedente. Fu a lungo cappella soggetta alla pieve di San Giorgio di Valpolicella prima e in seguito a Sant'Ambrogio. Ricostruita nel corso del XVIII sec. in stile neoclassico, nel 1922 fu ampliata con l'aggiunta di due navatelle laterali. La torre campanaria, nelle sue forme attuali,... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Bure è un paesino della Valpolicella, frazione del comune di S. Pietro in Cariano. La chiesa di S. Martino è documentata a partire dal XIII sec. ma è probabile che la sua origine sia da collocare al secolo precedente. Fu a lungo cappella soggetta alla pieve di San Giorgio di Valpolicella prima e in seguito a Sant'Ambrogio. Ricostruita nel corso del XVIII sec. in stile neoclassico, nel 1922 fu ampliata con l'aggiunta di due navatelle laterali. La torre campanaria, nelle sue forme attuali, risale agli anni ottanta dell'Ottocento. Eretta in parrocchia nel 1920, venne consacrata dal vescovo Cardinale nel 1937. Esternamente presenta facciata neoclassica, rivolta ad occidente. Torre campanaria merlata. Internamente ha pianta a tre navate, quattro altari laterali, con abside poligonale a tre lati. La soffittatura della navata è a botte, quella della navatelle è a crociera. Copertura a doppia falda in coppi. Pavimentazione in piastrelle di cemento. All'interno,sono conservate alcune statue raffiguranti la Madonna, S. Luigi e S. Agnese, tutte provenienti dalla Val Gardena.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico a tre navate, di cui quella centrale di larghezza doppia rispetto alle laterali, separate da due file di pilastri polistili a sezione rettangolare; il presbiterio, rialzato di due gradini, presenta una pianta quadrangolare della stessa larghezza della navata centrale, ed è concluso da un ridotto ambiente absidale emergente a sviluppo poligonale a tre lati. Le campate che concludono le navate minori verso il presbiterio si dilatano lateralmente in due cappelle, ospitanti rispettivamente l’altare della Madonna, sul lato settentrionale, e l’altare del Sacro Cuore, sul lato opposto. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, è preceduto all’esterno da un sagrato lastricato sopraelevato di un gradino rispetto al piazzale antistante. Ciascuna delle due navate laterali presenta un accesso indipendente dal fronte principale. Lungo il fianco settentrionale dell’aula si colloca un ambiente adibito a sede dei confessionali, anch’esso accessibile dall’aula. Sul fianco destro del presbiterio è collocata la sacrestia, sul lato opposto un ambiente adibito a magazzino e centrale termica. La torre campanaria si eleva addossata alla parete meridionale del presbiterio, in posizione intermedia tra la sacrestia e la testata orientale della navata destra.

Facciata

Facciata neoclassica rivolta ad occidente. All'edificio si può accedere tramite tre portali, due laterali (sormontati da oculi) in corrispondenza delle navate laterali ed quello principale, situato nel mezzo. Quest'ultimo, di forma rettangolare, sormontato da una finestra a lunetta raffigurante "S. Martino che dona il suo mantello", è inquadrato da tre coppie di lesene non scanalate di ordine tuscanico, poggianti su alte zoccolature e reggenti la trabeazione che introduce al registro superiore. Quest'ultimo, di dimensioni inferiori rispetto a quello inferiore, si raccorda ad esso tramite due eleganti volute. Due coppie di lesene, anch'esse tuscaniche, incorniciano una nicchia in cui è inserita la statua del "Cristo benedicente". Più in alto chiude il prospetto il semplice frontone con timpano decorato con una mitria vescovile. Sul vertice sommitale campeggia una croce di ferro incastonata in un supporto litico.

Strutture di elevazione

Le strutture portanti verticali sono realizzate in muratura mista a sacco costituita in prevalenza da conci di pietra calcarea locale legati con malta di calce, a cui si alternano elementi in laterizio e ciottoli di fiume. All’interno della chiesa i pilastri in muratura che separano le navate assolvono al sostegno dei setti murari sovrapposti e della struttura voltata e di copertura.

Strutture di orizzontamento e/o voltate

La navata centrale è coperta da una volta a botte caratterizzata da un semplice apparato decorativo che disegna finte costolonature trasversali che scandiscono la superficie in tre campate; le camp

XI sec. - 1290 (origini e costruzione intero bene)

Il paese di Bure è documentato come centro demico a partire dall'XI sec. La chiesa di S. Martino compare citata in alcuni documenti, prevalentemente testamenti, a partire dal XIII sec. (1215, 1223, 1247, 1270, 1290). La sua origine pare però sia da collocare al secolo precedente. Era allora una cappella soggetta alla Pieve di S. Floriano (mentre l'altra chiesa del paese, S. Micheletto, apparteneva alla Pieve di Sant'Ambrogio di Valpolicella) certamente in stile romanico. Dell'edificio di questa fase oggi non rimane alcuna struttura superstite.

1530 - 1605 (visite pastorali carattere generale)

Tra 1530 e 1541 si susseguirono le visite pastorali del vescovo Giberti (1524-1543). Egli definisce la cappella di S. Martino "sine cura, dependentem a plebe Sancti Ambrosii". Vi celebra tale "Andreas, ordinis Servorum". L'edificio necessita di alcuni interventi, in particolare la posa del pavimento. Dalla visita successiva del vescovo Lippomano (1548-1558), a Bure nel 1553, apprendiamo che S. Martino era dotata di cimitero (situato dove ora sorge il teatro parrocchiale), mentre dal resoconto del vescovo Ag. Valier (1565-1606), in loco nel 1605, veniamo a sapere che gli altari erano allora due, il maggiore ed uno laterale, dedicato alla Beata Vergine e mantenuto dall'omonima confraternita.

1658 - 1658 (Elezione del cappellano Carattere generale)

Come si evince da un elenco rinvenuto in archivio parrocchiale,a partire dal 1658 gli abitanti di Bure ottennero di poter eleggere annualmente il proprio cappellano.

XVIII sec. - XIX sec. (ampliamento intero bene )

Nel corso del XVIII sec. la cheisa di S. Martino in Bure venne modificata nelle forme attuali, ampliandola in lunghezza e dotandola di una seconda cappella laterale, simmetrica rispetto all'altra, in modo da creare una croce latina. Tale situazione è riscontrabile nel Catasto Austriaco di metà secolo. Negli anni ottanta del XIX sec. si mise mano al campanile dandogli l'aspetto attuale. Nel 1887 venne dotato di un nuovo concerto campanario a cinque campane.

1920/07/25 - 1920/07/25 (erezione in parrocchia carattere generale)

Il 25 luglio 1920 la chiesa di S. Martino in Bure venne eretta in parrocchia autonoma con decreto del vescovo di Verona Bartolomeo Bacilieri (1900-1923).

1922 - 1922 (costruzione navate laterali)

Nel 1922, mentre era parroco don Alessandro Zanetti, la chiesa venne ulteriormente ampliata con la costruzione di due navate laterali.

1937/04/29 - 1937/04/29 (consacrazione altare carattere generale)

Nel 1937 l'altar maggiore fu solennemente consacrato dal vescovo Girolamo Cardinale (1923-1954).

1995 - 1995 (restauro e tinteggiatura esterna intero bene)

Tra agosto e ottobre del 1995 si operò sull'edificio con un intervento di restauro conservativo e di tinteggiatura della facciata esterna.

Mappa

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