Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa della Madonna delle Grazie

Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa della Bastia

VERONA
Via Bastia - Isola della Scala (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
La chiesa di Madonna delle Grazie ha origini antiche. Edificata in epoca barbarica, tra VIII e IX sec., venne riedificata in forme romaniche (pianta basilicale) nel 1126. Situata all'interno della cerchia muraria dei Conti di Isola della Scala, era parte di un complesso costituito da convento e ospedale. Il castello venne demolito dagli Scaligeri nel XIII sec. mentre la chiesa venne conservata e rinnovata nelle forme attuali nel quattrocento. Risale a questo secolo la costruzione in loco da... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di Madonna delle Grazie ha origini antiche. Edificata in epoca barbarica, tra VIII e IX sec., venne riedificata in forme romaniche (pianta basilicale) nel 1126. Situata all'interno della cerchia muraria dei Conti di Isola della Scala, era parte di un complesso costituito da convento e ospedale. Il castello venne demolito dagli Scaligeri nel XIII sec. mentre la chiesa venne conservata e rinnovata nelle forme attuali nel quattrocento. Risale a questo secolo la costruzione in loco da parte dei dominatori veneziani di un fortilizio in legno destinato a proteggere la popolazione locale e chiamato "Bastita", da cui deriva l'odierno toponimo di chiesa della Bastia. Altro toponimo con cui l'edificio è conosciuto è chiesa della Madonna delle Grazie, derivante dalla devozione popolare nei confronti di una statuetta in gesso raffigurante una "Madonna con Bambino", recentemente restaurata (2008). L'edificio si presenta oggi con facciata romanica, a capanna, rivolta a occidente, caratterizzata dal portale rinascimentale e dal rosone soprastante. L'interno è ad aula unica con due altari laterali, presbiterio a pianta quadrata ed abside a fondale piatto. Copertura a doppia falda in coppi sostenuta da capriate lignee a vista. Buone le condizioni di conservazione dell'edificio.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica ampia aula rettangolare ad asse maggiore longitudinale, conclusa con un abside emergente a pianta quadrata, il cui piano rialzato di un gradino si prolunga verso la navata. Lungo i fianchi laterali si collocano simmetricamente due altari laterali: l’altare del Crocifisso sul lato meridionale, l’altare della Madonna sul fianco opposto. La torre campanaria si eleva addossata al fianco settentrionale del volume absidale, da cui avviene il collegamento con l’ambiente al livello inferiore. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre in posizione leggermente disassata nella parete di facciata; lungo il fianco meridionale è presente un ingresso laterale, attualmente non utilizzabile.

Facciata

Facciata romanica, a capanna, rivolta ad occidente. Al centro si apre il portale d'ingresso rinascimentale a tutto sesto, incorniciato da due finestre di forma rettangolare e sovrastato dal rosone. subito sopra il portale, alla sua sinistra, ancora visibile la lapide che ricorda la fondazione della chiesa, il cui testo recita: "CHEBIZO WARIENTO ET ANNO A.D. MCXXVI HOC OPUS FECERUNT"

Strutture di elevazione

Le strutture portanti di elevazione sono realizzate in muratura mista legata con malta di calce, con paramento esterno lasciato a vista, caratterizzata da un articolato palinsesto di tessiture murarie riconducibili alle principali fase edilizie o a puntuali interventi di rimaneggiamento. La facciata principale e la porzione occidentale della parete settentrionale sono costituite in prevalenza da mattoni pieni di laterizio, di dimensioni variabili e disposti a filari regolari; sono presenti puntuali conci di tufo e pietra calcarea. Le rimanenti strutture murarie presentano una tessitura eterogenea, con l’alternanza di corsi in ciottoli di fiume e conci di tufo a sottili corsi di mattoni. Le strutture angolari sono rinforzate da blocchi squadrati di pietra calcarea.

Strutture di orizzontamento e/o voltate

L’aula interna è coperta dalla struttura lignea della copertura a due falde con travature e capriate a vista. Il vano dell’abside è chiuso da una volta a crociera in muratura intonacata su peducci pensili.

Coperture

La struttura portante della copertura a due falde sovrapposta alla navata è costituita da cinque capriate lignee a schema statico semplice con monaco centrale e saette di controventatura, poggianti su mensole in pietra in corrispondenza dell’innesto nelle murature; l’orditura secondaria è costituita da arcarecci e travetti con sovrapposto manto di tavelle in laterizio; manto di copertura in coppi di laterizio. Il corpo absidale presenta una copertura ad unica fal

VIII sec. - IX sec. (origini e costruzione intero bene)

Le origini della chiesa "delle Grazie"o della "Bastia" a Isola della Scala sono molto antiche. Lo testimonia la presenza in facciata di bassorilievi decorati di derivazione longobarda o carolingia, che collocano la sua costruzione ad un periodo compreso tra l'VIII ed il IX sec. Tale edificio, che verosimilmente presentava pianta ad aula unica ed era finemente decorato, venne probabilmente distrutto dal rovinoso terremoto del 1117.

1126 - 1126 (costruzione intero bene )

Come risulta dall'iscrizione posta in facciata sopra l'angolo sinistro del portale di'ingresso, l'edificio di fase successiva venne edificato nel 1126 da Chebizo, Wariento e Annone ("CHEBIZO WARIENTO ET ANNO A.D. MCXXVI HOC OPUS FECERUNT"). Essa sorse all'interno del castello, esistente sin dall'XI sec. appartenne ai signori di Isola della Scala, i Conti da Palazzo, fino al XIII sec. allorchè fu distrutto dai signori Scaligeri. La chiesa di allora differiva da quella attuale e comprendeva anche un ospedale ed un convento. Essa aveva facciata a salienti, con la navata principale più alta di quelle laterali (delle quali si può tutt'ora leggere l'andamento delle falde del tetto, impostato sugli archetti pensili visibili in facciata). Originariamente l'ingresso doveva essere protetto da un protiro pensile simile a quello oggi murato sul lato sinistro. Anche l'interno era suddiviso in una navata e due navatelle.

XV sec. - XV sec. (rinnovamento intero bene )

Nel corso del XV sec., durante la dominazione veneziana, la chiesa fu radicalmente modificata, assumendo le forme attuali. L'impianto planimetrico venne trasformato da tre ad un unica navata, il corpo centrale abbassato e le ali laterali alzate, creando una copertura a capanna. Fu aperto il rosone in facciata e collocato un nuovo portale di gusto rinascimentale (rimuovendo il protiro pensile romanico). A questa fase sono attribuiti gli affreschi (raffiguranti principalmente la Vergine) che impreziosiscono l'interno dell'edificio. In questi anni la chiesa cominciò ad essere chiamata "della Bastia", in quanto i Veneziani in questa zona costruirono una "bastita", una sorta di fortilizio prottetto da palizzate lignee, all'interno del quale si rifugiava la popolazione locale in caso di pericolo.

1412 - 1412 (collocazione ed erezione fonte battesimale e campanile)

Una iscrizione incisa sul fonte battesimale (RAINERIUS SINDICUS ET MASSARIUS FECIT FIERI DE MCCCXII), ricorda che esso venne commissionato nel 1412 da Rainerius, sindaco e massaro di Isola della Scala. A lui si deve anche l'erezione o il completamento della torre campanaria.

1541 - 1526 (visite pastorali vescovo G.M.Giberti carattere generale)

Il vescovo di Verona G.M. Giberti (1524-1543) fu in visita alla chiesa della Bastia a più riprese (1526-1541). Sin dalla prima visita (1526) ci informa che la chiesa era un tempo dotata di un ospedale. Il parroco, interrogato a riguardo, riferisce che un tempo tale ospedale (xenodochium) era provvisto di tre letti destinati ai poveri ("erant tres lecti, ubi hospitabantur pauperes"). E infatti nelle visite successive del Giberti egli vi si riferisce chiamandola "ecclesie Sanctae Mariae a Bastia nuncupata de l'hospitale". E' dunque probabile che per qualche periodo la chiesa fosse dotata di una sorta di ospedale per i poveri (che poi decadde) e che quindi venisse chiamata dell'ospedale. Quando nel XV sec. i Veneziani costruirono il fortilizio cominciò a prendere piede il toponimo "della Bastia" o "della Bastiglia" fino ad obliterare completamente il toponimo precedente.

XVIII sec. - XVIII sec. (apertura finestre in facciata)

Nel corso del XVIII sec. vennero aperte le due finestre rettangolari in facciata.

1950 - 1960 (erezione torre campanaria)

La torre campanaria venne eretta negli anni cinquanta del Novecento in sostituzione del campanile precedente, situato sullo stesso lato ma più in prossimità dell'ingresso laterale.

2008

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