Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa di San Floriano Martire

Chiesa di San Floriano Martire
S. Floriano Martire

VERONA
Piazza Della Pieve - San Floriano, San Pietro in Cariano (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
La pieve di San Floriano ha origini molto antiche, dagli storici fatte risalire agli ultimi anni della dominazione longobarda (fine VIII sec.) Come confermato dalla copiosa presenza di reperti di epoca romana inglobati nelle murature e sparsi nel terreno circostante, è molto probabile che la chiesa originaria di epoca longobarda, sia stata edificata sullo stesso luogo ed in sostituzione, di un precedente edificio di culto pagano, forse dedcato a Giove. La chiesa altomedievale venne nel XII... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La pieve di San Floriano ha origini molto antiche, dagli storici fatte risalire agli ultimi anni della dominazione longobarda (fine VIII sec.) Come confermato dalla copiosa presenza di reperti di epoca romana inglobati nelle murature e sparsi nel terreno circostante, è molto probabile che la chiesa originaria di epoca longobarda, sia stata edificata sullo stesso luogo ed in sostituzione, di un precedente edificio di culto pagano, forse dedcato a Giove. La chiesa altomedievale venne nel XII sec. sostituita da un edificio in stile romanico, a pianta basilicale e dotato di chiostro e schola sacerdotum per la formazione dei chierici della pieve. Nel corso dei secoli l'edifico romanico subì importanti modifiche, dettate dalle tendenze e dai gusti del momento. Una radicale trasformazione occorse nei primi anni del XVIII sec. allorchè l'interno venne snaturato da una serie di interventi di stile barocco. Degli anni sessanta del Novecento è un radicale restauro che ebbe principalmente l'obiettivo di ridare all'interno della chiesa la sua fisionomia originale, pre-manomissioni settecentesche. Negli ultimi dieci anni, frequenti sono stati gli interventi di restauro conservativo sull'intero complesso chiesastico. Oggi l'edificio si presenta in ottime condizioni. Esternamente si segnalano la singolare facciata e l'imponente torre campanaria. All'interno degno di nota il ciborio, collocato nel prebiterio alle spalle dell'altare, i capitelli, il fonte battesimale e gli affreschi negli intradossi delle campate, nella parete sud e nelle cappelle.

Pianta

Impianto planimetrico di tipo basilicale a tre navate scandite in sette campate e separate da pilastri a sezione rettangolare alternati a colonne. Il presbiterio, a pianta rettangolare e concluso da abside emergente a sviluppo semicircolare, mantiene la medesima larghezza della navata centrale verso cui si prolunga con un basamento rialzato di tre gradini fino che occupa l’ultima campata dell’aula, e che si estende anche alle campate terminali delle navate minori, dove il livello della pavimentazione si riduce di un’alzata; tali spazi ospitano gli altari minori. Ulteriori altari trovano sede lungo i fianchi delle navate laterali. Il piano su cui si imposta l’altare maggiore, complanare al vano absidale, presenta un rialzo di un ulteriore gradino. Dal fianco sinistro del presbiterio si accede all’ambiente della sacrestia, ospitata in un corpo di fabbrica minore posto in collegamento con la torre campanaria che si eleva addossata al fianco settentrionale dell’aula. L’ingresso principale all’aula, con bussola lignea interna, presenta una soglia complanare alla quota del sagrato esterno; due ingressi laterali si aprono in corrispondenza della quinta campata delle navate minori. Lungo il fianco meridionale della chiesa si svolge il braccio settentrionale del chiostro porticato che funge da elemento di collegamento con l’adiacente complesso delle opere parrocchiali.

Facciata

Facciata ricoperta da un paramento di conci squadrati in pietra calcare, tripartita da due costoloni di sezione triangolare, poggianti su due are votive di epoca romana capovolte, a simboleggiare il capovolgimento del paganesimo ed il trionfo della cristianità. La gronda è coronata da archetti rampanti in tufo sormontati da un fregio lavorato a denti di sega. Il portale, di forma rettangolare in marmo rosso, è sormontato da un protiro pensile a protezione di un affresco ora illeggibile. Sopra il protiro è aperto un rosone, sormontato da una piccola apertura a forma di croce. Ai lati del portale due alte finestre a tutto sesto illuminano le navate laterali. Sul lato sinistro della facciata un arco rampante controbilancia il gemello arco terminale del portico presente sul fianco destro.

Strutture di elevazione

Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante in conci squadrati di pietra calcarea locale, legati con malta di calce e con tessitura a filari orizzontali regolari. Sul fianco settentriona

VIII sec. - IX sec. (origini e costruzione intero bene )

La pieve di S. Floriano sorge su preesistenze di periodo romano, probabilmente un edificio votivo (forse dedicato a Giove Ottimo Massimo), come suggeriscono i numerosi reperti inglobati nelle murature della chiesa e sparsi nel terreno circostante. Nonostante sia difficile stabilire con certezza quando l'edificio di culto cristiano sostituì quello pagano, in base ad alcuni elementi di epoca tardo longobarda o franca, è ipotizzabile collocare la costruzione della prima chiesa alla fine dell'VIII sec. Di tale edificio originario rimane oggi solo parte del muro nord (come dimostra la tessitura muraria, a ciottoli di fiume e non in blocchi di tufo come nel resto dell'edificio di fase successiva) rivolto verso la strada della Valpolicella ed il tratto di abside tra il campanile e la sagrestia. Si trattava probabilmente di un edificio ad aula unica, con colonne e capitelli finemente decorati a sostegno delle capriate lignee. L'abside era semicircolare, ma più piccola di quella attuale.

XII sec. - XII sec. (ricostruzione intero bene)

Del XII sec. è la ricostruzione in forme romaniche della pieve di S. Floriano, forse in conseguenza del rovinoso terremoto che coinvolse il nord Italia nel 1117. Risultò un edificio che poco si discosta da quello attuale (che ha subito inevitabili rimaneggiamenti nel corso dei secoli), con elegante facciata rivolta ad occidente, a corsi alternati di tufo e cotto (tipico del romanico veronese), pianta a tre navate e copertura a capriate sotenute da colonne e pilastri. Coeva alla ricostruzione romanica è l'edificazione del chiostro dei canonici adiacente all'edificio chiesastico. A San Floriano era attiva anche una Schola sacerdotum, che fungeva da piccolo seminario.

1454 - 1460 (costruzione volte interne ed apertura rosone intero bene)

Tra 1454 e 1460, su ordinata (faciant oculum ecclessiae) del vescovo Ermolao Barbaro (1453-1471), venne aperto il rosone tutt'ora visibile.

1567 - 1609 (rifacimento chiostro)

Tra 1567 e 1609 l'allora rettore della chiesa, don Cristoforo Dionisi, fece riedificare secondo il gusto del tempo (tardo-rinascimentale) il chiostro sul lato meridionale dell'edificio chiesastico (con arco simmetrico posto sul lato settentrionale).

1626 - 1626 (Costruzione altare laterale)

Nel 1626, come recita il testo di una iscrizione,il parroco Bernardino Corradi fece erigere l'altare dove oggi si trova la pala con la Vergine del Rosario.

1670 - 1670 (costruzione altare laterale)

Nel 1670 venne eretto l'altare dell'Immacolata, posto alla fine della navata meridionale.

1731 - 1748 (riconfigurazione barocca intero bene)

L'arciprete Pietro Peretti nel corso del suo mandato a S. Floriano riconfigurò la chiesa secondo il gusto barocco. Tra 1731 e 1748 venne collocata la trabeazione sopra gli archi della navata centrale, pilastri e colonne furono ricoperti di encausto e marmorino, i preziosi capitelli vennero scalpellati. Vennero aperte delle finestre rettangolari nella navata centrale e furono eseguite le volte nella cappelle laterali. L'insieme di questi radicali interventi snaturò la struttura interna della chiesa, dandole un aspetto artefatto.

1871 - 1871 (posa in opera pavimento)

Nel 1871 venne posto in opera l'attuale pavimentazione in marmo a circa sessanta cm. sopra quello precedente che era costituito da grossi mattoni in cotto intervallati da numerose tombe di famiglie locali.

1890 - 1904 (Allungamento Area presbiterale)

Nel 1904 l'area presbiterale venne allungata e fu aggiunta la nuova abside neo-romanica.

1960 - 1960 (restauro intero bene)

Nel 1960, durante alcuni di restauro che coinvolsero gran parte del complesso chiesastico (volti principalmente a riportare la chiesa alla struttura che aveva prima della conversione barocca settecentesca), furono rinvenuti numerosi reperti antichi. Il più rilevante è costituito da una pietra (utilizzata come materiale di reimpiego per la csotr

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