Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa di San Prosdocimo

Chiesa di San Prosdocimo

VERONA
Gazzo Veronese (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
La chiesa di S. Prosdocimo a Pradelle di Gazzo ha origini molto antiche. Pare che la sua fondazione sia da collegarsi a quella del monastero di S. Maria a Gazzo, eretto dai Benedettini proveniente da Padova, il cui primo vescovo e santo patrono è proprio S. Prosdocimo. La chiesa viene citata per la prima volta nell'860 allorché il vescovo di Verona Audone stilò un documento proprio "in ecclesia Sancti Prosdocimi". Qualche secolo più tardi la nostra è chiamata pieve e figura nella bolla di... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di S. Prosdocimo a Pradelle di Gazzo ha origini molto antiche. Pare che la sua fondazione sia da collegarsi a quella del monastero di S. Maria a Gazzo, eretto dai Benedettini proveniente da Padova, il cui primo vescovo e santo patrono è proprio S. Prosdocimo. La chiesa viene citata per la prima volta nell'860 allorché il vescovo di Verona Audone stilò un documento proprio "in ecclesia Sancti Prosdocimi". Qualche secolo più tardi la nostra è chiamata pieve e figura nella bolla di papa Eugenio III (Piae postulatio voluntatis) nella quale sono elencate le pievi e le chiese soggette all'autorità del vescovo di Verona Tebaldo II. La chiesa ordierna venne eretta sul finire del XV sec.. Difficile stabilire se sia stata edificata sulle rovine dell'edificio di cui parlano le fonti o se invece esso, situato in un luogo diverso da quello attuale, sia andato distrutto o sia stato demolito. Incertezza vi è anche attorno allo status dell'edificio in epoca moderna. Il vescovo Giberti vi si riferisce definendolo in alcune occasioni come semplice cappella, in altre come chiesa parrocchiale. Certamente la chiesa venne consacrata nel 1553 dal vescovo Luigi Lippomano. Attualmente la chiesa è di proprietà della parrocchiale di Gazzo, dalla quale dipende anche pastoralmente. Oggi si presenta con facciata a capanna rivolta a ponente. Torre campanaria molto semplice, adiacente al latosettentrionale della chiesa. L'interno è ad aula unica terminante con presbiterio a pianta rettangolare a abside a fondale semicircolare. Soffittatura a botte e copertura a doppia falda in coppi. Pavimentazione in piastrelle squadrate in cotto. Buone le condizioni di conservazione dell'edificio. All'interno, dietro l'altar maggiore è conservato un trittico quattrocentesco, recentemente restaurato, raffigurante "la Madonna con i SS. Rocco e Prosdocimo", opera attribuita al pittore veronese Nicola Giolfino (1476-1555).

Pianta

Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare a marcato sviluppo longitudinale; presbiterio a pianta quadrangolare, rialzato di due gradini, concluso da un abside emergente a sviluppo semicircolare, il cui piano è rialzato di un ulteriore gradino. Lungo il fianco meridionale della navata si colloca l’altare della Madonna, ospitato in un ridotto sfondamento della parete; sul lato opposto si apre una cappellina a pianta quadrata (in cui è posizionato il fonte battesimale) corrispondente al livello inferiore della torre campanaria che si eleva in addossamento al fianco settentrionale della chiesa. In prossimità dell’ingresso, sullo stesso lato, un’apertura consente l’accesso all’antico battistero, definito da un corpo edilizio minore a pianta quadrata posto in affiancamento al corpo edilizio principale. Il fianco sinistro del presbiterio è posto in comunicazione con la sacrestia, che si inserisce in un complesso edilizio che insiste lungo l’intero lato meridionale della chiesa. L’ingresso principale si apre al centro della parete di facciata, raggiungibile superando due gradini a partire dal sagrato antistante.

Facciata

Facciata a capanna, rivolta a ponente, intonacata di un color giallo tenue. Al centro si apre il portale d'ingresso di forma rettangolare, sormontato da una lunetta, un tempo forse dipinta ad affresco, oggi vuota. Sopra il portale un finestra rettangolare illumina l'interno. All'interno del timpano un tempo era aperto un oculo, ora murato. Sul vertice sommitale degli spioventi e su quelli laterali sono collocati tre pinnacoli poggianti su tre alti pilastrini a pianta quadrata.

Strutture di elevazione

Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di mattoni pieni di laterizio a tessitura regolare e legati con malta di calce. Sono presenti tiranti metallici trasversali in corrispondenza dell’arco trionfale, della facciata e dell’archeggiatura intermedia lungo la navata. I paramenti esterni presentano lacerti di intonacatura fortemente degradata; i paramenti interni sono intonacati e tinteggia

860 ante - 1145 (origini e costruzione intero bene )

La chiesa di Pradelle ha origini molto antiche. Citata per la prima volta in un documento redatto nell'860 dal vescovo di Verona Audone ("in ecclesia Sancti Prosdocimi"), pare che la sua fondazione sia da collegarsi a quella del monastero di S. Maria Maggiore a Gazzo, eretto da Benedettini provenienti da Padova, il cui primo vescovo fu proprio S. Prosdocimo. Qualche secolo più tardi (1145) la chiesa di S. Prosdocimo figura nella bolla di papa Eugenio III nella quale sono elencate tutte le pievi soggette all'autorità del vescovo di Verona ("plebem sancti Prosdocimi cum capellis decimis et curte usque ad veterem alveum Tartari").

XV sec. - XV sec. (costruzione intero bene )

La chiesa odierna venne edificata nel corso del XV sec. Difficile stabilire se tale edificio sia una ricostruzione della chiesa antica o se quest'ultima sia stata demolita e quella odierna sia stata costruita ex novo in un altro luogo, l'attuale.

1529 - 1541 (visite pastorali vescovo Giberti carattere generale)

Le visite pastorali del vescovo Giberti (1524-1543) forniscono dati discordanti. Nella prima visita (1529)l'edificio viene citato come "ecclesie Sancti Prosdocimi del la Pradelle, capella sine cura", nel 1530 e nel 1532 parla di "eparrochialem ecclesiam Sancti Prosdocimi episcopi" ed infine nel 1541 "ecclesiam Sancti Prosdocimi (...) in qua non est capellanus ad praesens". Difficile pertanto stabilire quale fosse lo status della chiesa nella prima metà del XV sec., se semplice cappella non curata come attestato nelle visite del 1529 e del 1541 o se chiesa parrocchiale come risulterebbe da quelle del 1530 e 1532.

1553/04/29 - 1553/04/29 (consacrazione carattere generale)

In data 29 aprile 1553 la chiesa venne consacrata dal vescovo Luigi Lippomano (1548-1558).

1559 - 1595 (visita pastorale vescovo Liruti Ag. e Valier Ag. carattere generale )

Nella del 1559 del vescovo Agostino Lippomano (1558-1560) e in quella del 1595 del vescovo Agostino Valier (1565-1605) si sollecitano i fedeli ad edificare il campanile, a costruire la sagrestia e a chiudere con una recinzione il cimitero.

XVIII sec. - XVIII sec. (erezione altare della Madonna della Cintura)

Nel corso del XVIII sec. venne eretto l'altare della Madonna della Cintura.

1986 - 1986 (cappella soggetta alla parrocchiale di Gazzo carattere generale)

A partire dal 1986 la chiesa di Pradelle è cappella della vicina chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore in Gazzo.

1986 - 1990 (restauro intero bene )

Tra 1986 e 1990 la chiesa beneficiò di un necessario restauro. Poco tempo prima chiesa e campanile erano stati danneggiati da un fulmine nel 1986. Restaurate le strutture danneggiate, venne inoltre collocata la nuova pavimentazione con mattoni a vista e furono tinteggiate le pareti interne ed esterne.

Mappa

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