Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa della Decollazione di San Giovanni Battista

Chiesa della Decollazione di San Giovanni Battista
decollazione di S. Giovanni Battista

VERONA
Quinzano, Verona (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
La chiesa di S. Giovanni Battista in Quinzano venne edificata per volere dell’Arcidiacono Pacifico, quinzanese di origine. L’erezione in pieve risale all’844. Dello stesso anno è il testamento del Pacifico, nel quale si specifica l’esistenza di uno xenodochio (a lato della pieve) e che alla morte dei nipoti sia la chiesa che l’ospedale siano sottoposti all’autorità del Capitolo della Cattedrale, di cui l’Arcidiacono faceva parte. Tale soggezione è effettivamente confermata da una breve di... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di S. Giovanni Battista in Quinzano venne edificata per volere dell’Arcidiacono Pacifico, quinzanese di origine. L’erezione in pieve risale all’844. Dello stesso anno è il testamento del Pacifico, nel quale si specifica l’esistenza di uno xenodochio (a lato della pieve) e che alla morte dei nipoti sia la chiesa che l’ospedale siano sottoposti all’autorità del Capitolo della Cattedrale, di cui l’Arcidiacono faceva parte. Tale soggezione è effettivamente confermata da una breve di papa Alessandro III datata 1177 e sarà vigente fino alla metà del XIX sec. Tra 1785 e 1793 la chiesa di s. Giovanni venne ampliata e ristrutturata in forme neoclassiche su progetto dell’arch. veronese Luigi Trezza, mentre del 1824 è la torre campanaria (anch’essa progettata dal Trezza). Nel 1901 si mise nuovamente mano alla chiesa rinnovandola nelle forme attuali (su progetto dell’arch. Gottardi). Esternamente l’edificio si presenta con facciata a capanna in stile neoclassico. Orientamento a settentrione. Torre campanaria addossata al fianco orientale della canonica. Impianto planimetrico a croce latina, con unica navata longitudinale con altari laterali, transetto trasversale, presbiterio rialzato di tre gradini concluso con abside a sviluppo semicircolare. I prospetti interni sono scanditi da lesene con capitelli ionici su cui si imposta l’alta trabeazione modanata con fregio iscritto che si sviluppa cingendo l’intero perimetro interno; le pareti sono ornate con dipinti raffiguranti le storie di S. Giovanni Battista, opera del pittore Adolfo Mattielli; di Agostino Ugolini la pala d’altare con la “Decollazione di S. Giovanni Battista. La navata ed i bracci del transetto sono coperti da una volta a botte scandita da costolonature e decorata a finto cassettonato; la crociera del transetto è sovrastata da una cupola emisferica con decorazione a cassettoni e con una finta balaustrata perimetrale; il catino absidale è decorato con il dipinto raffigurante il ”Cristo benedicente tra S. Zeno, S. Pietro apostolo, S. Giovanni Battista e S. Giuseppe”, attribuito del pittore Adolfo Mattielli. La pavimentazione è realizzata in quadrotte di marmo rosso Verona e marmo biancone posate a corsi obliqui; il piano del presbiterio è caratterizzato da un disegno geometrico in marmi policromi. Copertura a due falde con travature e capriate lignee portanti e manto in coppi di laterizio; coperto a padiglione a quattro falde in corrispondenza del transetto.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico a croce latina, definita da un’unica navata longitudinale, transetto trasversale, presbiterio di ridotta profondità concluso con l’abside a sviluppo semicircolare, ed il cui piano rialzato di tre gradini si prolunga fino ad occupare parte della crociera. Lungo i fianchi della navata si aprono quattro semi-cappelle laterali emergenti, due su ciascun lato e fra loro prospicienti, ospitanti gli altari della Madonna della Misericordia e del S. Cuore, sul lato meridionale, e gli altari di S. Raimondo e della Madonna in Trono (o della Madonna del Rosario) sul lato opposto; i bracci laterali del transetto si concludono, al centro della parete di fondo, con la cappellina del Crocifisso, a sinistra, e con la cappellina della Madonna della neve, a destra. Sul fianco meridionale del presbiterio si colloca l’ambiente della sacrestia; sul lato opposto è presente un locale di servizio. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata, preceduto da una breve scalinata esterna. Lungo il fianco settentrionale della navata si colloca l’antico Oratorio (adibito a cappella feriale), mentre lungo la parete opposta si eleva in addossamento la torre campanaria; sullo stesso lato insiste il complesso edilizio della casa canonica.

Facciata

Facciata a capanna in stile neoclassico. Orientamento a settentrione. Due coppie di semicolonne ioniche inquadrano il portale d’ingresso a tutto sesto, protetto da un protiro di gusto classicheggi

813 - 1177 (origini e costruzione intero bene)

Le origini della pieve di S. Giovanni Battista in Quinzano sono antiche. Essa venne edificata nell’813 per volere dell’Arcidiacono Pacifico (776-844), uno dei personaggio di maggior rilievo nella storia della chiesa veronese e quinzanese di origine. L’erezione in pieve risale all’844. Dello stesso anno è il testamento del Pacifico, nel quale si specifica l’esistenza di uno xenodochio (a lato della pieve) e che alla morte dei nipoti sia la chiesa che l’ospedale siano sottoposti all’autorità del Capitolo della Cattedrale, di cui l’Arcidiacono faceva parte. Tale soggezione è effettivamente confermata da una breve di papa Alessandro III datata 1177 e sarà vigente fino alla metà del XIX sec. (quando otterrà il riconoscimento di appartenenza alla giurisdizione vescovile).

1785 - 1793 (costruzione intero bene)

Tra 1785 e 1793 la chiesa di s. Giovanni venne ampliata e integralmente rinnovata in forme neoclassiche su progetto dell’arch. veronese Luigi Trezza.

1824 - 1824 (erezione campanile)

Risale al 1824 l’erezione della torre campanaria. Progetto a cura dell’arch. Luigi Trezza.

1882/09/08 - 1882/09/08 (consacrazione carattere generale)

L’edificio venne consacrato dal vescovo di Verona Luigi di Canossa l’8 settembre del 1882.

1901 - 1901 (rinnovamento intero bene)

Nel 1901 l’edificio venne rinnovato nelle forme attuali su progetto dell’arch. don Angelo Gottardi.

Mappa

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