Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa di San Massimo Vescovo

Chiesa di San Massimo Vescovo
S. Massimo Vescovo di Verona

VERONA
Via B. Romagnoli, 13 - Verona (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
In un documento del 780 viene menzionata la chiesa di S. Massimo, con attiguo convento di monache, come sussidiaria della parrocchiale di S. Procolo. Tra la fine del IX e i primi anni del X Verona ed il nord Italia furono devastate dalla calata degli Ungari. Le chiese di S. Procolo e di S. Massimo, situate fuori dalle mura cittadine, furono distrutte nel corso di un’incursione di quel popolo. Verso la metà del X sec. il vescovo di Verona Milone (950-961 e 968-998) concesse ai sacerdoti di S.... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

In un documento del 780 viene menzionata la chiesa di S. Massimo, con attiguo convento di monache, come sussidiaria della parrocchiale di S. Procolo. Tra la fine del IX e i primi anni del X Verona ed il nord Italia furono devastate dalla calata degli Ungari. Le chiese di S. Procolo e di S. Massimo, situate fuori dalle mura cittadine, furono distrutte nel corso di un’incursione di quel popolo. Verso la metà del X sec. il vescovo di Verona Milone (950-961 e 968-998) concesse ai sacerdoti di S. Procolo le decime dei terreni circostanti per la ricostruzione della loro chiesa e di quella di S. Massimo. Nel 1459 la chiesa di S. Massimo venne separata dalla chiesa di S. Procolo ed eretta in parrocchia. Tra il 1303 ed il 1329 Cangrande della Scala, signore di Verona, fece edificare una nuova possente cinta muraria, molto più ampia di quella di epoca romana e comunale, comprendente la città antica, i nuovi borghi e le chiese di S. Procolo e S. Zeno. La chiesa di S. Massimo rimase esterna, a ridosso delle mura. Nel 1518 la Repubblica di Venezia, per motivi di carattere difensivo, ordinò la distruzione di ogni edificio e borgo nelle vicinanze delle mura (spianata), tra cui anche la chiesa ed il borgo di S. Massimo. Nel 1520 la chiesa venne ricostruita più a nord, nell’attuale paese di S. Massimo, che dalla chiesa prese il nome. Tale edificio, con semplice facciata a capanna e pianta ad aula unica rettangolare, è tutt’ora visibile e corrisponde con l’oratorio dell’attuale parrocchiale. L’attuale chiesa parrocchiale, disegnata dall’arch. veronese Luigi Trezza, venne eretta tra 1880 e 1889. Esternamente l’edificio si presenta con facciata in stile neoclassico. Orientamento ad occidente. Torre campanaria posta sul retro della chiesa. Impianto planimetrico ad unica ampia aula rettangolare con quattro altari laterali, pseudo-transetto in prossimità del presbiterio, quest’ultimo rialzato di tre gradini e concluso con abside a sviluppo semicircolare; lungo i fianchi dell’aula sono disposti gli altari di S. Luigi e della Madonna del Carmine, sul lato settentrionale, e gli altari dell’adorazione del Magi e del S. Cuore sul lato opposto. I prospetti interni, intonacati e tinteggiati, sono ritmati da lesene d’ordine composito su cui si imposta l’alta trabeazione con cornice sorretta da mensoline. Lo spazio interno è coperto da un’ampia volta a botte con unghie laterali, scandita da costolonature trasversali e con crociera in corrispondenza del transetto. Le pavimentazioni sono realizzate in marmo rosso Verona e pietra calcarea bianca. Copertura a due falde con travature lignee portanti e manto in coppi di laterizio. Buone le condizioni di conservazione dell’edificio.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica ampia aula rettangolare ad asse maggiore longitudinale, preceduta da un modesto vestibolo di ingresso di ampiezza ridotta, e con pseudo-transetto definito da due bracci laterali emergenti di ridotta profondità; il presbiterio, rialzato di tre gradini e di ampiezza ridotta rispetto la navata, è concluso con un’abside a sviluppo semicircolare. Lungo i fianchi dell’aula sono disposti quattro altari laterali, due su ciascun lato e fra loro prospicienti, alloggiati all’interno di modesti sfondamenti delle pareti d’ambito, e di cui quelli prossimi al presbiterio collocati in corrispondenza dei bracci del transetto: l’altare di S. Luigi e l’altare della Madonna del Carmine sul lato settentrionale, l’altare dell’adorazione del Magi e l’altare del S. Cuore sul lato opposto. Sul lato meridionale del presbiterio si colloca la sacrestia. L’ingresso principale si apre al centro della parete di facciata; è presente un’entrata laterale sul fianco settentrionale dell’aula. Sul fianco meridionale dell’aula insiste l’antico Oratorio cinquecentesco.

Facciata

Facciata in stile neoclassico. Orientamento ad occidente. Due coppie di paraste con capitelli corinzi poggianti su due alte zoccolature e reggenti la trabeazione, incorniciano il

780 - X sec. (origini e costruzione intero bene )

In un documento del 780 viene menzionata la chiesa di S. Massimo, con attiguo convento di monache, come sussidiaria della parrocchiale di S. Procolo. Tra la fine del IX e i primi anni del X Verona ed il nord Italia furono devastate dalla calata degli Ungari. Le chiese di S. Procolo e di S. Massimo, situate fuori dalle mura cittadine, furono distrutte nel corso di un’incursione di quel popolo.

X sec. - X sec. (ricostruzione intero bene)

Verso la metà del X sec. il vescovo di Verona Milone concesse ai sacerdoti di S. Procolo le decime dei terreni circostanti per la ricostruzione della loro chiesa e di quella di S. Massimo.

1459/04/18 - 1459/04/18 (erezione in parrocchia carattere generale)

La chiesa di S. Massimo venne separata dalla chiesa di S. Procolo ed eretta in parrocchia in data 18 aprile 1459. Il parroco di S. Massimo aveva però il dovere in “signum ricognitionis” di donare ogni anno alla chiesa di S. Procolo una candela del valore di un soldo. Decreto a firma del vescovo di Verona Ermolao Barbaro.

1518 - 1520 (demolizione intero bene)

Tra il 1303 ed il 1329 Cangrande della Scala, signore di Verona, fece edificare una nuova possente cinta muraria, molto più ampia di quella di epoca romana e comunale, comprendente la città antica, i nuovi borghi e le chiese di S. Procolo e S. Zeno. La chiesa di S. Massimo rimase esterna, a ridosso delle mura. Nel 1518 la Repubblica di Venezia, per motivi di carattere difensivo, ordinò la distruzione di ogni edificio e borgo nelle vicinanze delle mura (spianata), tra cui anche la chiesa ed il borgo di S. Massimo.Nel 1520 la chiesa venne ricostruita più a nord, nell’attuale paese di S. Massimo, che dalla chiesa prese il nome. Tale edificio, con semplice facciata a capanna e pianta ad aula unica rettangolare, è tutt’ora visibile e corrisponde con l’oratorio dell’attuale parrocchiale.

1791/09/16 - 1791/09/16 (consacrazione carattere generale)

La consacrazione del nuovo edificio risale al 16 settembre del 1791.

1880 - 1889 ( costruzione intero bene)

L’attuale chiesa parrocchiale, disegnata dall’arch. veronese Luigi Trezza, venne eretta tra 1880 e 1889.

1980 - 1986 (restauro intero bene)

Tra il 1980 ed il 1986 la chiesa venne restaurata internamente ed esternamente. Progetto a cura dell’arch. Paolo Giacomelli.

2002 - 2002 (restauro Statue in facciata e portale laterale )

Risale al 2002 l’intervento di restauro sulle statue poste in facciata e sul portale laterale. Progetto a cura dell’arch. Paolo Giacomelli.

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