Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa della Madonna Assunta

Chiesa della Madonna Assunta
Dormizione della Madre di Dio Madonna della Via Secca

VERONA
Via Madonna - Madonna dell'Uva Secca, Povegliano Veronese (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
L’edificazione ed il toponimo della chiesa della Madonna dell’Uva Secca pare essere collegata ad una locale tradizione popolare, secondo la quale, anticamente, in un giorno di particolare calura, quando ormai era prossima la vendemmia, passò dal borgo una donna vestita poveramente, ma dallo sguardo intenso. Vedendo i bei grappoli chiese ai contadino di poterne avere uno, ma nessuno volle accontentarla. Come per una condanna all’avarizia di quella gente nei giorni seguenti l’uva si secco... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

L’edificazione ed il toponimo della chiesa della Madonna dell’Uva Secca pare essere collegata ad una locale tradizione popolare, secondo la quale, anticamente, in un giorno di particolare calura, quando ormai era prossima la vendemmia, passò dal borgo una donna vestita poveramente, ma dallo sguardo intenso. Vedendo i bei grappoli chiese ai contadino di poterne avere uno, ma nessuno volle accontentarla. Come per una condanna all’avarizia di quella gente nei giorni seguenti l’uva si secco improvvisamente e il raccolto andò perduto. Ripensando allo sguardo penetrante della povera signora, alcuni credettero di riconoscere in lei la Vergine Maria, che aveva mandato quel castigo a causa dell’offesa ricevuta. Così si cercò dio rimediare edificando una chiesetta e le viti ripresero a dare frutti rigogliosi. Nelle fonti la chiesa è menzionata per la prima volta in un documento redatto dal Comune di Verona, nel 1178 (ecclesia “sanctae Mariae ad vithesiceum”). Tuttavia, il rinvenimento di alcune strutture e sepolture sotterranee di epoca romana ubicate all’interno delle fondamenta perimetrali della chiesa, lascia ipotizzare un’origine molto più antica, forse di epoca alto medievale. dell’edificio insiste su pre-esistenze di epoca romana (strutture murarie, tombe e due sarcofagi). Decorata ad affresco tra XIII e XIV sec., già a partire dal Cinquecento è meta di numerosi pellegrini e devoti attratti dall’immagine raffigurante la Vergine e conosciuto come “il sonno della Vergine” in essa custodita e probabilmente connessa alla tradizione popolare sopracitata. L’edificio attuale, integralmente restaurato tra 1987 e 1992, è il risultato della ricostruzione occorsa tra 1605 e 1611. Esternamente si presenta con facciata a capanna rivolta ad occidente. Torre campanaria addossata al fianco meridionale della chiesa. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio quadrangolare rialzato di un gradino concluso con il coro a fondale piatto; lungo i fianchi della navata due semi-cappelle laterali ospitano l’altare di S. Antonio, a sinistra, e l’altare dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria, sul lato opposto. Le pareti interne conservano lacerti di decorazioni ad affresco risalenti al XIII e XIV sec; il presbiterio è inquadrato da un ampio arco trionfale con decorazioni a tempera; l’elegante altare maggiore barocco in marmi policromi ospita al centro un trittico con al centro l’affresco raffigurante la “Dormizione della Beata Vergine Maria”, in basso l’”Incoronazione” e in alto l’”Assunzione”. Copertura a due falde con struttura portante composta da capriate lignee a vista; orditura secondaria di tipo tradizionale e manto in coppi; il presbiterio è sovrastato da una volta a botte, intonacata e tinteggiata. La pavimentazione dell’aula è realizzata in lastre di pietra calcarea bianco-rosata e marmo rosso Verona; il presbiterio è pavimentato in quadrotte di marmo rosso Verona e marmo biancone a corsi diagonali, e con lastroni di pietra calcarea bianco-rosata con riquadrature in marmo rosso Verona.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica aula rettangolare a marcato sviluppo longitudinale, con presbiterio quadrangolare, rialzato di un gradino e concluso, oltre l’altare maggiore, con il coro a fondale piatto. Lungo i fianchi della navata, in posizione prossima al presbiterio, si aprono due semi-cappelle di ridotta profondità che ospitano l’altare di S. Antonio, sul lato settentrionale, e l’altare dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria sul lato opposto. Sul fianco meridionale del presbiterio si colloca il locale della sacrestia; sullo stesso lato si eleva addossata la torre campanaria; lungo il fianco sinistro della chiesa si sviluppa un corpo edilizio minore ospitante alcuni locali di servizio. L’ingresso principale della chiesa si apre al centro della parete di facciata; è presente un’entrata laterale sul fianco meridionale dell’aula; lungo la parete di controfacciata insiste il soppalco ligneo della c

1178 ante - 1178 (origini e costruzione intero bene )

L’edificazione (ed il toponimo) della chiesa della Madonna dell’Uva Secca pare essere collegata ad una locale tradizione popolare che narra di una eccezionale apparizione della Vergine. Nelle fonti è citata per la prima volta in un documento redatto dal Comune di Verona nel 1178 (ecclesia “sanctae Mariae ad vithesiceum”). Tuttavia, il rinvenimento di alcune strutture e sepolture sotterranee di epoca romana ubicate all’interno delle fondamenta perimetrali della chiesa, lascia ipotizzare un’origine molto più antica, forse di epoca alto medievale.

1327 ante - 1327 (decorazione ad affresco interno )

Nel corso della prima metà del XIV sec. l’interno dell’edificio fu impreziosito da una serie di decorazioni ad affresco. Nel corso di recenti lavori di restauro sulla chiesa, sull’interno del muro perimetrale di settentrione è stata rinvenuta un’affrescatura recante la data 1327 (“MCCCXXVII”)

1526 - 1594 (venerazione per l’immagine della Vergine carattere generale)

Le visite pastorali del XVI sec., condotte dal vescovo Gian Matteo Giberti (1526 e 1533) e quella del vescovo Agostino Valier (1594) descrivono una chiesa in precarie condizioni ma meta di numerosi pellegrini e devoti attratti da un’immagine della Vergine (connessa alla tradizione popolare) in essa custodita.

1605 - 1611 (ricostruzione intero bene)

Tra 1605 e 1611 l’edificio fu riedificato nelle forme attuali. Dell’edificio precedente, dalle forme romaniche con torre campanaria addossata al fianco settentrionale, rimangono oggi solo una porzione delle pareti laterali (con lacerti d’affresco del XIV sec.) e l’immagine della Vergine, trasportata dall’originaria collocazione presso un altare laterale all’attuale collocazione dietro all’altare maggiore.

1956 - 1956 (rifacimento provvisorio campanile, copertura)

Nel 1956, a causa dell’usura e delle intemperie, crollò la copertura a cipolla del campanile. L’anno successivo fu collocata una copertura provvisoria piramidale in cemento.

1969 - 1969 (collocazione portale d'ingresso)

Risale al 1696 la collocazione del portale d’ingresso di gusto barocco. Un medaglione posto al di sopra del manufatto reca il seguente testo: “D.O.M. ET B.M.V. TUTELARI ANO DNI MDCVIC”.

1987 - 1992 (restauro intero bene)

Tra 1987 e 1992 il Santuario della Madonna dell’Uva Secca fu integralmente restaurato. Dapprima si mise in sicurezza l’edificio con il consolidamento statico delle strutture portanti (arco trionfale), il rifacimento del tetto della chiesa ed il ripristino della copertura a cipolla del campanile (1987-1990). Successivamente si provvide al restauro delle decorazioni ad affresco sparse lungo le pareti laterali e la venerata immagine della Vergine posta dietro l’altar maggiore, denominata il “sonno di Maria”.

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