Chiese in Provincia di Verona - città di : Chiesa di San Giacomo e Santa Giustina

Chiesa di San Giacomo e Santa Giustina
S. Giacomo e S. Giustina

VERONA
Palazzolo, Sona (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo nacque come cappella soggetta alla pieve di S. Giustina in Palazzolo. Documentata sin dal 1436 , dell’edificio originario rimane oggi solo una parte della torre campanaria (fino alla cella a bifore). Nel1530 il fonte battesimale fu trasferito dalla antica pieve di S. Giustina, alla chiesa dei SS. Filippo e Giacomo perché più comoda per gli abitanti del paese. Consacrata nel 1743, tra 1813 e 1821 la chiesa venne demolita e riedificata nelle forme... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo nacque come cappella soggetta alla pieve di S. Giustina in Palazzolo. Documentata sin dal 1436 , dell’edificio originario rimane oggi solo una parte della torre campanaria (fino alla cella a bifore). Nel1530 il fonte battesimale fu trasferito dalla antica pieve di S. Giustina, alla chiesa dei SS. Filippo e Giacomo perché più comoda per gli abitanti del paese. Consacrata nel 1743, tra 1813 e 1821 la chiesa venne demolita e riedificata nelle forme neoclassiche attuali. La facciata fu completata tra 1899 e 1900. Esternamente l’edificio si presenta con facciata a capanna rivolta ad ovest. Torre campanaria addossata al fianco meridionale della chiesa. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con pseudo-transetto e presbiterio quadrangolare rialzato di due gradini, concluso con abside semicircolare; lungo i fianchi dell’aula si aprono quattro semi-cappelle in cui sono collocati gli altari di S. Luigi e della Madonna, sul lato settentrionale, gli altari del S. Cuore e del Santissimo, sul lato opposto. I prospetti interni sono ritmati da snelle lesene con capitelli compositi a sostegno di un’alta trabeazione modanata sommitale; le pareti sono ornate con opere pittoriche inserite all’interno di cornici a stucco. La navata è coperta da una volta a botte con unghie laterali decorata a tempera con un motivo a finto cassettonato; una volta a crociera con cornici e motivi ornamentali sovrasta la crociera del transetto; il presbiterio è chiuso da una cupola ribassata decorata a cassettoni in prospettiva; il catino absidale è ornata con un dipinto raffigurante Gesù Benedicente attorniato da Santi, opera del pittore Agostino Pegrassi. Copertura a due falde con travature e capriate lignee portanti; manto in coppi di laterizio. La pavimentazione della navata è realizzata in quadrotte di marmo rosso Verona, marmo grigio venato e marmo biancone posate a corsi obliqui; il piano del presbiterio è realizzato in quadrotte di marmo rosso Verona e pietra bianca.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica aula rettangolare ad asse maggiore longitudinale, presbiterio a pianta quadrangolare, rialzato di due gradini e di ampiezza ridotta rispetto la navata, concluso con abside semicircolare sopraelevata di due ulteriori gradini. Lungo i fianchi dell’aula si aprono quattro semi-cappelle emergenti, due su ciascun lato e fra loro prospicienti, in cui sono collocati gli altari laterali: gli altari di S. Luigi e della Madonna, sul lato settentrionale, l’altare del S. Cuore e l’altare del Santissimo (o di S. Luigi), sul lato opposto; le due cappelle prossime al presbiterio, di profondità maggiore, si configurano come i bracci laterali di uno pseudo-transetto. La parete settentrionale del presbiterio si apre verso un’aula minore per i fedeli (cappella del Crocifisso) a pianta quadrangolare; sul lato opposto si eleva addossata la torre campanaria; la sacrestia si colloca sul lato meridionale dell’abside. L’ingresso principale della chiesa, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata.

Facciata

Facciata a capanna in stile neoclassico. Orientamento ad occidente. Due coppie di semicolonne con capitelli di ordine corinzio reggono la trabeazione ed inquadrano centralmente un nicchione rientrante nel quale si apre il portale d’ingresso di forma rettangolare. L’architrave reca la seguente incisione: “JESUS CHRISTUS VINCIT REGNAT IMPERAT A.D. MCM”. Corona il prospetto il timpano con cornice aggettante decorata a modiglioni e denti di sega.

Strutture di elevazione

Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di pietrame misto, composto da conci di pietra calcarea, tufo e mattoni legati con malta di calce. I paramenti esterni ed interni sono intonacati e tinteggiati.

Strutture di orizzontamento e/o voltate

La navata interna è coperta da una volta a botte con unghie laterali, scandita da costolonature lisce trasversali e decorata a tempera con un

1436 ante - 1436 (origini e costruzione intero bene)

La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo nacque come cappella soggetta alla pieve di S. Giustina in Palazzolo. Documentata sin dal 1436 di essa rimane oggi solo una parte della torre campanaria (fino alle prima cella campanaria a bifore).

1530 - 1530 (trasferimento del fonte battesimale carattere generale)

Nel1530 il fonte battesimale fu trasferito dalla antica pieve di S. Giustina, alla chiesa dei SS. Filippo e Giacomo perché più comoda per gli abitanti del paese. Il vescovo Gian Matteo Giberti nel corso di una delle sue frequenti visite pastorali a Palazzolo (1533) spiega le motivazioni di tale trasferimento: “quae ecclesia (SS. Filippo e Giacomo), licet non sit propriaparochialis, tamen propter maiorem hominum commoditatem magis frequentatur et in ea tenetur Sacramentum”.

1743/10/03 - 1743/10/03 (consacrazione carattere generale)

La chiesa venne consacrata in data 3 ottobre 1743 dal vescovo di Verona Giovanni Bragadino.

1813 - 1821 (ricostruzione intero bene)

Tra il 1813 ed 1821 la chiesa dei SS. Filippo e Giacomo venne demolita e ricostruita nelle forme neoclassiche attuali. Del vecchio edificio venne mantenuta solo la torre campanaria che fu soprelevata con la costruzione del tamburo e della seconda cella campanaria. I lavori di ricostruzione del tempio sono ricordati con una lapide posta in facciata, il cui testo recita: “AERE PLEBIS ALIORUMQUE OBLATO POSSDENTIUM HAEC ECCLESIA ANNI VIX OCTO BERNARDINO JSALBERTI PLEBANO V F FAMIS TEMPORIBUS ET BELLI QUASI A FUNDAMENTIS COMPLETA INTUS ADMIRATUR KADIS APIS ANNO MDCCCXXI”.

1899 - 1900 (completamento facciata)

Tra 1899 e 1900 venne completata la facciata, rimasta incompleta. L’evento è ricordato da una lapide posta sul cornicione, il cui testo recita: “CRISTU VINCIT REGNAT IMPERAT A.D. MCM”.

1950 - 1950 (decorazione pittorica catino del transetto)

Risale al 1950 la decorazioni ad affresco del catino del transetto, opera del pittore veronese Agostino Pegrassi (Carlo Donati, Agostino Pegrassi, Albano Vitturi. Arte sacra a Verona (1900-1950)) raffigurante “la Madonna incoronata da Dio Padre tra la gloria di angeli”.

1957 - 1957 (aperture a serliana presbiterio)

Nel 1957 vennero realizzate le aperture a serliana a lato del presbiterio. Esse mettono in comunicazione la cappella del Crocefisso e la base del campanile con il presbiterio, consentendo una buona visibilità dall’altare maggiore ed una migliore partecipazione da parte dei fedeli.

Mappa

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