Chiese in Provincia di Verona - città di Albaredo D'adige: Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta
S. Maria Assunta

VERONA / ALBAREDO D'ADIGE
Via Chiesa, 25 - Albaredo d'Adige (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
Nell’893 Berengario I, duca del Friuli, donò alla contessa Gisla la “Curte de Albaredo”. Nel 1191 è ricordata la “ecclesia Sanctae Mariae apud Albaredum”. Nel 1347 la chiesa di S. Maria è parrocchia e pieve con arciprete. L’edificio fu restaurato nella seconda metà del XV sec. e fu ampliato nel 1560. La chiesa attuale è il risultato dalla ricostruzione avvenuta tra 1734 e 1737. La consacrazione risale al 1749. Nel 1927 fu nuovamente ampliata in lunghezza. Esternamente si presenta con facciata... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Nell’893 Berengario I, duca del Friuli, donò alla contessa Gisla la “Curte de Albaredo”. Nel 1191 è ricordata la “ecclesia Sanctae Mariae apud Albaredum”. Nel 1347 la chiesa di S. Maria è parrocchia e pieve con arciprete. L’edificio fu restaurato nella seconda metà del XV sec. e fu ampliato nel 1560. La chiesa attuale è il risultato dalla ricostruzione avvenuta tra 1734 e 1737. La consacrazione risale al 1749. Nel 1927 fu nuovamente ampliata in lunghezza. Esternamente si presenta con facciata a capanna. Orientamento a occidente. Torre campanaria addossata al fianco meridionale del presbiterio. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con profondo presbiterio quadrangolare rialzato di due gradini concluso con il coro a fondale piatto; lungo i fianchi dell’aula sei cappelle laterali accolgono gli altari di S. Antonio, del S. Cuore e dell’Addolorata, sul lato settentrionale, e gli altari di S. Teresa, di S. Giuseppe e della Madonna, sul lato opposto. I prospetti interni sono ritmati da lesene con capitelli d’ordine ionico su cui si imposta la trabeazione sommitale con fregio iscritto; lungo le pareti sono poste pregevoli opere pittoriche. La navata è coperta da una volta a botte a sezione semiellittica, decorata a tempera con semplici cornici modanate ed elementi ornamentali; il presbiterio è sovrastato da una cupola con decorazione a cassettoni. Copertura a due falde con struttura lignea portante e manto in coppi di laterizio. La pavimentazione dell’aula è realizzata in quadrotte di marmo rosso Verona e marmo biancone; il presbiterio è pavimentato con lastre quadrate di rosso ammonitico.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica aula rettangolare a marcato sviluppo longitudinale, con profondo presbiterio quadrangolare rialzato di due gradini, di ampiezza ridotta e concluso con il coro a fondale piatto. Lungo i fianchi dell’aula si aprono sei semi-cappelle laterali emergenti di ridotta profondità, tre su ciascun lato e fra loro prospicienti, in cui trovano sede gli altari di S. Antonio, del S. Cuore e dell’Addolorata, sul lato settentrionale, e gli altari di S. Teresa, di S. Giuseppe e della Madonna, sul lato opposto. Sul fianco meridionale del presbiterio insistono il locale della sacrestia e la torre campanaria; sul lato opposto si colloca la cappella feriale. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata; lungo entrambi i fianchi dell’aula è presente un’entrata laterale.

Facciata

Facciata a capanna. Orientamento a occidente. Due coppie di paraste con capitelli ionici la tripartiscono. Centralmente si apre il portale d’ingresso sormontato da un protiro timpanato retto da due colonne con capitelli d’ordine ionico. Oltre il portale un ampio oculo illumina l’interno dell’edificio. Chiude il prospetto il timpano aggettante con cornice decorata a kyma ionico (o ad ovuli). Sul vertice sommitale campeggia una croce in pietra.

Strutture di elevazione

Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di mattoni pieni in laterizio legati con malta di calce e con tessitura regolare. I paramenti murari esterni sono privi di intonacatura; le pareti interne sono intonacate e tinteggiate.

Strutture di orizzontamento e/o voltate

L’aula è coperta da un’ampia volta a botte a sezione semiellittica con unghie laterale, dipinta a tempera con semplici cornici modanate ed elementi ornamentali. Il presbiterio è sovrastato da una cupola impostata su pennacchi sferici angolari, con oculo circolare sommitale, decorata a cassettoni con rosette centrali. Le strutture voltate sono realizzate in canniccio intonacato collegato ad un sistema di centinature lignee portanti.

Coperture

Copertura a due falde con struttura portante costituita da capriate lignee; orditura secondaria composta da arcarecci e travetti con sovrapposte tavelle in cotto; manto in coppi di laterizio.

Pavimenti e pavimentazioni

La pavimentazione della navata è realizz

893 - 1191 (origini carattere generale )

Nell’893 Berengario I, duca del Friuli, donò alla contessa Gisla la “Curte de Albaredo”. Nel 1191 è ricordata la “ecclesia Sanctae Mariae apud Albaredum”.

1347 - 1347 (pieve parrocchiale carattere generale )

Nel 1347 la chiesa di S. Maria è parrocchia e pieve con arciprete.

XV sec. - XV sec. (restauro intero bene )

L’edificio fu restaurato nella seconda metà del XV sec. ad opera dell’arciprete commendatario Bartoloneo Cartolari.

1560 - 1560 (ampliamento intero bene )

Nel 1560 l’edificio fu ampliato in larghezza con la costruzione di due navatelle laterali. Conseguentemente la facciata, prima di allora a capanna, fu riedificata a salienti.

1734 - 1737 (costruzione intero bene )

Tra il 1734 ed il 1737 la chiesa di S. Maria fu riedificata nelle forme attuali.

1749 - 1749 (consacrazione carattere generale )

Il nuovo edificio fu consacrato la terza domenica dell’ottobre del 1749 dal vescovo di Verona Giovanni Bragadino (1733-1758).

1927 - 1927 (ampliamento intero bene )

Nel 1927 l’edificio fu ampliato in lunghezza in direzione della facciata.

1942/06/07 - 1942/06/07 (consacrazione carattere generale )

Il giorno 7 giugno 1492 Antonio Zio, suffraganeo del vescovo di Verona Giovanni Michiel (1471-1503) consacrò nuovamente la chiesa e l’altare dei SS. Rocco e Sebastiano.

1967 - 1998 (restauro copertura ed interno)

Durante il mandato di don Alfonso Sembenini, parrocco dal 1967 al 1998, si registrano alcuni interventi di restauro sulla copertura e sull’interno dell’edificio.

Mappa

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