Chiese in Provincia di Verona - città di Grezzana: Chiesa delle Sante Maria e Elisabetta

Chiesa delle Sante Maria e Elisabetta

VERONA / GREZZANA
Via Roma, 74 - Grezzana (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
Antiche ed in parte oscure le origini della pieve di Grezzana. Compare citata in un documento dell’839 (permuta di alcuni terreni tra Audiberto, abate di S. Maria in Organo e Audone, rettore della chiesa di S. Martino in Grezzana). Figura nell’elenco delle pievi del territorio veronese concesse da Papa Eugenio III al vescovo di Verona Tebaldo II. L’originario edificio venne riedificato in forme romaniche nel corso del XIII sec.. Anche la torre campanaria appartiene a tale fase costruttiva. Un... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Antiche ed in parte oscure le origini della pieve di Grezzana. Compare citata in un documento dell’839 (permuta di alcuni terreni tra Audiberto, abate di S. Maria in Organo e Audone, rettore della chiesa di S. Martino in Grezzana). Figura nell’elenco delle pievi del territorio veronese concesse da Papa Eugenio III al vescovo di Verona Tebaldo II. L’originario edificio venne riedificato in forme romaniche nel corso del XIII sec.. Anche la torre campanaria appartiene a tale fase costruttiva. Un primo ampliamento dell’edificio risale al 1765, al quale ne seguirono altri tre nel 1896, nel 1900 e tra 1946 e 1951 (l’ultimo dei quali trasformò radicalmente la fisionomia, portandolo alle forme attuali). Nel corso dei lavori di ampliamento, due metri al di sotto il piano di calpestio, emersero consistenti strutture di epoca romana, che hanno fatto ipotizzare la pre-esistenza di un edificio di culto pagano. Esternamente oggi l’edificio si presenta con facciata a salienti rivolta ad occidente, caratterizzata dal protiro pensile a protezione del portale e dal grande oculo soprastante. Addossata al fianco settentrionale della chiesa si eleva la possente torre campanaria romanica. L’impianto planimetrico è di tipo basilicale ad aula rettangolare a tre navate separate da arcate su colonne in marmo rosso Verona; presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini concluso con un’abside a sviluppo semicircolare. L’ambiente interno della chiesa è coperto dalla sovrapposta struttura di copertura in latero-cemento con travature portanti a vista, a doppia falda in corrispondenza della navata centrale e del presbiterio, a falda unica per le navate laterali, a padiglione a chiusura del coro. La pavimentazione è realizzata in lastre rettangolari di nembro rosato. Buone le condizioni di conservazione dell’edificio.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico di tipo basilicale ad aula rettangolare a tre navate, separate da due file di cinque colonne su plinti a pianta quadrata; le navate laterali si collocano ad una quota rialzata di tre gradini rispetto il piano di calpestio della navata centrale. L’asse maggiore longitudinale si prolunga con il presbiterio quadrangolare, rialzato di tre gradini e protetto da balaustra, di ampiezza di poco ridotta rispetto alla navata maggiore, e concluso con il coro emergente a sviluppo semicircolare. Due altari minori sono collocati in testa alle navate laterali: l’altare dedicato alla Madonna Pellegrina, nella navata destra, l’altare del S. Cuore sul lato opposto. La prima campata della navata sinistra accoglie l’antico fonte battesimale. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata verso un ridotto sagrato antistante, ed è accessibile discendendo tre gradini interni; su entrambi i fianchi longitudinali dell’aula è presente un’entrata laterale. Sul lato settentrionale della chiesa si eleva addossata la possente torre campanaria romanica, la cui porzione inferiore risulta in minima parte inglobata nella navata sinistra; in aderenza al fianco orientale del campanile, e direttamente comunicante con la navata, si colloca l’ambiente della sacrestia, da cui è possibile raggiungere la cappella feriale e gli ambienti dell’adiacente casa canonica e delle opere parrocchiali che completano verso nord il complesso parrocchiale.

Facciata

Facciata a salienti rivolta ad occidente. Al centro si apre il portale d’ingresso di forma rettangolare, sovrastato da un timpano retto da mensolette modanate e protetto superiormente da un protiro pensile. Sopra il protiro un grande oculo illumina l’interno dell’edificio. Ciascuno dei due corpi laterali presenta un’apertura a monofora. Sul vertice sommitale, infissa in un supporto litico, campeggia una croce in ferro.

Strutture di elevazione

Le strutture portanti di elevazione sono realizzate in muratura di pietra mista legata con malta di calce, con prevalenza di conci di pietra calcare della Lessinia. Le navate interne

839 ante - 839 (origini e costruzione intero bene)

La chiesa di S. Maria in Grezzana figura per la prima volta in un atto emanato il 7 marzo dell’839 da Audiberto, abate di S. Maria in Organo, il quale permutò con Audone, rettore della chiesa di S. Martino in Grezzana (e futuro vescovo di Verona), un terreno confinante con la suddetta chiesa di S. Martino con un altro appezzamento di terra , confinante con la chiesa ed il monastero di S. Maria. Nell’ 839 dunque a Grezzana esistevano già due chiese, una dedicata a S. Martino (edificata in epoca franca e ora scomparsa), e una dedicata a S. Maria (la futura pieve).

1145 - 1145 (bolla di Papa Eugenio III carattere generale)

La chiesa di S. Maria compare nella famosa bolla emanata da Papa Eugenio III nel 1145 tra le pievi soggette all’autorità dell’allora vescovo Tebaldo II (1135-1157). Nel documento è definita: “cum capellis et decimis et familiis”.

XIII sec. - XIII sec. (costruzione intero bene)

L’originaria chiesetta di S. Maria venne ricostruita in forme romaniche nel corso del XIII sec.

1213 - 1213 (erezione campanile)

La torre campanaria della pieve di Grezzana venne edificata nel 1213 anche se la parte inferiore è sicuramente anteriore al resto della struttura. Per la costruzione vennero utilizzati anche materiali di reimpiego provenienti dai numerosi edifici di epoca romana della zona.

1525 - 1541 (rifacimento copertutra )

La copertura della pieve, in precarie condizioni, venne rifatta tra 1525 e 1541.

1706 - 1706 (collocazione altare maggiare)

Del 1706 è la collocazione del nuovo altare maggiore barocco.

1765 - 1765 (ampliamento intero bene)

Nel 1765 la chiesa venne ampliata i lunghezza ed alzata. La si dotò di una controsoffittatura a botte e fu messa in comunicazione con il campanile mediante un locale intermedio. In tale occasione venne inoltre rimaneggiata l’area presbiterale con il rifacimento di presbiterio e dell’ abside.

1896 - 1896 (ampliamento intero bene)

Nel 1896 vennero edificati tre locali sul fianco nord della chiesa. In quello più prossimo all’ingresso venne collocato il fonte battesimale (monolitico di epoca romana).

1900 - 1900 (costruzione e rinnovamento oratorio e facciata)

Nel 1900 a lato del fianco sud della chiesa venne edificato l’oratorio. Nello stesso anno venne rinnovata la facciata in stile neoclassico e caratterizzata dal portale rettangolare sormontato da frontone e dalla scansione di quattro lesene terminanti con capitelli corinzi.

1946 - 1951 (ampliamento intero bene)

Tra 1946 e 1951 la chiesa venne ampliata e radicalmente modificata su progetto dell’arch. Francesco Banterle. Esternamente la facciata neoclassica venne rifatta nelle forme attuali. L’interno, ad aula unica, venne portato a tre navate tramite l’apertura delle murature laterali con arcate a tutto sesto, sostenute da colonne. Presbiterio ed abside vennero ampliati nelle forme attuali. Due altari furono edificati in sul fondo delle navatelle, rispettivamente dedicati al Sacro Cuore e alla Madonna Pellegrina. Terminati i lavori l’edificio venne benedetto dal vescovo Girolamo Cardinale (1923-1954) il 21 novembre del 1951.

1950 - 1951 (restauro campanile )

Tra 1950 e 1951 ebbe luogo il restauro del campanile di Grezzana, in cattive condizioni statiche. I blocchetti di tufo vennero costituenti il fusto dell’antica torre campanaria furono rimossi e numerati, mentre il pre-esistente basamento in pietra venne mantenuto. Su questo venne impostata venne impostata un’intelaiatura in cemento armato. Venne poi composta una muratura in calcestruzzo alla quale vennero ancorati i blocchetti in tufo precedentemente smontati e numerati.

1955 - 1955 (posa pavimentazione e rivestimento marmoreo)

L’antica pavimentazione della navata, nella quale erano inserite anche lastre tombali, venne demolita e sostituita con piastrelle in granulato di marmo nel 1955. Allo stesso anno risale il rivestimento marmoreo delle pareti. Pavimentazione

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