Chiese in Provincia di Verona - città di Malcesine: Chiesa di Santo Stefano Protomartire

Chiesa di Santo Stefano Protomartire
S. Stefano Protomartire

VERONA / MALCESINE
Via Parrocchia - Malcesine (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
Secondo la tradizione l’antica pieve di S. Stefano Protomartire in Malcesine fu edificata in sostituzione di un precedente edificio di culto pagano dedicato a Iside. Certo è che a metà dell’VIII sec. a Malcesine esisteva una chiesa intitolata a S. Stefano, nella quale, al principio del IX sec, per ordine del vescovo di Verona Ratoldo (803-840) furono onorevolmente collocati i corpi dei Santi eremiti Benigno e Caro. Dal 1562 al 1769 la pieve fu amministrata dai Padri Olivetani del monastero di... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Secondo la tradizione l’antica pieve di S. Stefano Protomartire in Malcesine fu edificata in sostituzione di un precedente edificio di culto pagano dedicato a Iside. Certo è che a metà dell’VIII sec. a Malcesine esisteva una chiesa intitolata a S. Stefano, nella quale, al principio del IX sec, per ordine del vescovo di Verona Ratoldo (803-840) furono onorevolmente collocati i corpi dei Santi eremiti Benigno e Caro. Dal 1562 al 1769 la pieve fu amministrata dai Padri Olivetani del monastero di S. Maria in Organo in Verona, i quali, nel corso della prima metà del XVIII sec. la riedificarono nelle forme neoclassiche attuali. Esternamente l’edificio si presenta con facciata in stile neoclassico rivolta ad occidente. Torre campanaria addossata al fianco settentrionale della chiesa. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare con asse maggiore longitudinale, con pseudo-transetto centrale, presbiterio quadrangolare rialzato di due gradini e concluso con il coro a sviluppo poligonale a tre lati; lungo i fianchi della navata si aprono sei cappelle laterali in cui trovano sede gli altari della Deposizione, dei SS. Benigno e Caro e del S. Cuore, sul lato meridionale, e gli altari di S. Giuseppe, della Madonna del Rosario e della Madonna Addolorata, sul lato opposto. I prospetti interni sono ritmati da lesene con capitelli corinzi su cui s’imposta l’alta trabeazione con fregio decorato a festoni; le pareti sono ornate con opere pittoriche e nicchie con statue; al centro della parete absidale è posta la pala raffigurante il Santo Patrono, opera di Felice Boscaratti; dello stesso autore sono le tele ai lati del presbiterio, raffiguranti “Davide e Abigail” e “Rebecca che riceve doni da Abramo”. La navata è coperta da una volta a botte scandita da costolonature trasversali, con vela centrale decorata con il dipinto della “Gloria di S. Stefano”, opera del pittore Odoardo Perini; della stessa mano l’affresco della volta a vela del presbiterio, raffigurante il “Martirio di S. Stefano”. Copertura a due falde con strutture lignee portanti e manto in coppi di laterizio. Pavimentazione in marmi policromi.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica ampia aula rettangolare con asse maggiore longitudinale, con pseudo-transetto centrale, presbiterio quadrangolare rialzato di due gradini e di ampiezza ridotta, concluso con il coro a sviluppo poligonale a tre lati. Lungo i fianchi della navata si aprono sei semi-cappelle laterali di ridotta profondità, tre su ciascun lato e fra loro prospicienti, di cui quelle mediane corrispondenti ai bracci laterali del transetto, in cui trovano sede gli altari della Deposizione, dei SS. Benigno e Caro e del S. Cuore, sul lato meridionale, e gli altari di S. Giuseppe (con S. Antonio da Padova e S. Valentino), della Madonna del Rosario e della Madonna Addolorata, sul lato opposto. Sul fianco settentrionale del presbiterio si addossa la torre campanaria; sullo stesso lato, lungo la navata, insiste un corpo edilizio ospitante ambienti e locali di servizio, oltre ad una piccola cappella; sul lato meridionale del presbiterio si colloca la sacrestia. Lungo la parete di controfacciata si sviluppa il soppalco ligneo della cantoria. L’ingresso principale della chiesa, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata verso il sagrato antistante, preceduto all’esterno da una breve scalinata; è presente un’entrata laterale lungo il fianco meridionale della navata.

Facciata

Facciata a capanna rivolta ad occidente. Al centro si apre l’ampio portale d’ingresso di. Ai lati del portale, all’interno di quattro nicchie, sono custodite altrettante statue raffiguranti i SS. Benigno, Caro, Giuseppe ed Antonio da Padova. Più in alto, un’ampia finestra illumina l’interno dell’edificio. Chiude il prospetto il frontone curvilineo.

Strutture di elevazione

Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante composta da conci di pietra calcarea legati con malta di calce; i ca

VIII sec. - IX sec. (origini e costruzione intero bene)

Secondo la tradizione l’antica pieve di S. Stefano Protomartire in Malcesine fu edificata in sostituzione di un precedente edificio di culto pagano dedicato a Iside. Certo è che a metà dell’VIII sec. a Malcesine esisteva una chiesa intitolata a S. Stefano, nella quale, al principio del IX sec, per ordine del vescovo di Verona Ratoldo (803-840) furono onorevolmente collocati i corpi dei Santi eremiti Benigno e Caro.

1145 - 1159 (documenti sulla pieve carattere generale)

Nel XII sec. la pieve di S. Stefano in Malcesine compare in alcuni documenti ed atti. Tra questi si ricorda la bolla di Papa Eugenio III del 1145 (“arcem Malcesinis cum omni dominio et districto et omnibus pertinenciis suis; plebem eiusdem arcis cum omnibus capellis suis”) e la bolla di Papa Adriano IV del 1159, indirizzata all’arciprete della pieve Manfredo (dilectis filiis Manfredo archiopresbitero ecclesie Sancti Stephani de Malesisini”), nella quale sono elencate le cappelle ad essa soggette (“capellam videlicet Sancti Cenonis de Brancon cum decimis et possessionibus suis, capella Sancti Angeli cum pertinencijs suis, capella Sancti Nicolai, capella Sactorum Symonis et Jude et Sancti Johannis evangeliste cum pertinencijs earum”).

1313 - 1313 (restauro intero bene)

Nel 1313 l’edificio beneficiò di un organico intervento di restauro per ordine del vescovo di Verona Tebaldo III (1298-1331). Nello stesso anno il vescovo, in compagnia di Cangrande della Scala, signore di Verona, giunse presso la pieve per riporre i corpi dei SS. Benigno e Caro all’interno di una nuova urna in pietra sotto l’altare maggiore.

1562 - 1562 (passaggio agli Olivetani carattere generale)

Con breve del 16 ottobre del 1562 Papa Pio IV conferì la pieve di S. Stefano agli Olivetani di S. Maria in Organo affinché vi fondassero un monastero “infirmitatis aut recreationis causa”.

1729 - 1739 (costruzione intero bene)

Nel 1729 i fedeli di Malcesine chiesero e ottennero dall’abate di S. Maria in Organo l’autorizzazione a demolire l’antica chiesa di S. Stefano e di ricostruirne una ex novo. I lavori, iniziati in quello stesso anno ebbero compimento nel 1739. A ricordo dell’antico edificio abbattuto restano oggi solo alcuni frammenti (un frammento di ciborio, uno stemma scaligero, un fusto di colonna in marmo greco, alcuni capitelli, l’urna dei SS. Benigno e Caro ed il fonte battesimale).

1750 - 1750 (decorazione pittorica interno )

Risalgono al 1750 la lunetta in navata raffigurante la “gloria di S. Stefano” e “il martirio di S. Stefano” sopra il presbiterio, opere del pittore veronese Odoardo Perini

1766 - 1766 (rinnovamento altare maggiore )

Nel 1766 il vecchio altare maggiore fu sostituito con l’attuale.

1768/09/17 - 1769/10/12 (passaggio al clero diocesano e consacrazione carattere generale)

In data 17 settembre 1768 una ducale della Repubblica di Venezia intimava a tutti i religiosi aventi cura d’anime e residenti fuori dal loro convento di tornarvi entro sei mesi. Il 7 marzo 1769 i padri olivetani lasciarono la pieve che venne affidata al clero diocesano. Nello stesso anno, in data 12 ottobre 1769, il nuovo edificio fu consacrato dal vescovo di Verona Nicolò Giustiniani (1759-1772).

1869 - 1882 (rinnovamento facciata)

Tra 1869 e 1882 la facciata fui rinnovata nelle forme attuali.

1913 - 1913 (decorazione pittorica interno)

La decorazione pittorica interna alla chiesa risale al 1913, opera dei pittore Attilio Trentini (Verona 1857-1919 Verona) con l’ausilio di Italo Castagna.

2013 - 2014 (restauro intero bene)

Al biennio 2013-2014 risale un organico intervento di restauro dell’interno edificio. Progetto a cura del’arch. Ferruccio Barzoi.

Mappa

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