Chiese in Provincia di Verona - città di Roverchiara: Chiesa di San Zeno Vescovo

Chiesa di San Zeno Vescovo

VERONA / ROVERCHIARA
Piazza Vittorio Emanuele, 15 - Roverchiara (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
Chiesa dalle origini molto antiche. Come attestato da un documento datato 1041, San Zeno in Roverchiara era una pieve "cum decimis et cappellis". Distrutta da una piena dell'Adige nel 1471, l'edificio venne prontamente ricostruito ed ampliato a più riprese. L'edificio attuale è frutto della ricostruzione avvenuta nella seconda metà del XIX sec. (1860). Esternamente presenta facciata neoclassica molto raffinata ed impreziosita da un recente restauro (2007). L'interno è a croce latina con... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Chiesa dalle origini molto antiche. Come attestato da un documento datato 1041, San Zeno in Roverchiara era una pieve "cum decimis et cappellis". Distrutta da una piena dell'Adige nel 1471, l'edificio venne prontamente ricostruito ed ampliato a più riprese. L'edificio attuale è frutto della ricostruzione avvenuta nella seconda metà del XIX sec. (1860). Esternamente presenta facciata neoclassica molto raffinata ed impreziosita da un recente restauro (2007). L'interno è a croce latina con abside semicircolare. Degno di nota il dipinto raffigurante "Cristo Risorto con la Vergine e S. Antonio", opera di Antonio Balestra.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico a croce latina, con ampio transetto che precede l'area presbiterale; quest'ultima, a pianta quadrangolare e rialzata di tre gradini rispetto al livello dell'aula, è definita nelle angolate da quattro colonne libere, e si conclude con l'abside emergente a sviluppo semicircolare. Lungo il fianco meridionale della navata, scandita in tre campate, si apre nel primo intercolumnio l'apertura che consente il collegamento con la torre campanaria adiacente e con la scala che permette di raggiungere la cantoria sovrastante l'ingresso principale; nel secondo intercolumnio si apre l'accesso al battistero contenuto all'interno di un'absidiola semicircolare. Lo spazio della navata si dilata nella crociera centrale, all'intersezione con il transetto, i cui bracci laterali sono definiti da una stretta campata a pianta rettangolare e conclusi da una cappella minore con abside emergente semicircolare e posta ad una quota rialzata di tre gradini rispetto al livello dell'aula; nella cappella sinistra è ospitato l'altare di San Giuseppe, mentre nella cappella destra trova sede l'altare della Madonna. L'ingresso principale al tempio è preceduto da una bussola lignea, mentre l'ingresso laterale avviene in corrispondenza del braccio sinistro del transetto, raggiungibile percorrendo un corridoio coperto compreso tra il fianco settentrionale della chiesa e l'edificio dell'adiacente casa canonica, con accesso dal fronte principale di quest'ultima. Sul fianco destro del presbiterio, con accesso dal braccio laterale del transetto, si svolge una sequenza di ambienti contenuti in corpi edilizi indipendenti, ed ospitanti un primo locale di servizio, la cappella feriale (ex sacrestia) e l'attuale sacrestia; sul lato opposto si colloca l'antico Oratorio, ambiente ora utilizzato come ricreatorio e teatro parrocchiale.

Facciata

Il prospetto principale, in marmo bianco, è tipicamente neoclassico. Quattro lesene scanalate di ordine ionico sostengono un semplice architrave sormontato da un frontone triangolare, decorato al suo interno con due grandi ali a bassorilievo. Sui vertici poggiano tre statue raffiguranti, da sinistra a destra, la Beata Vergine Maria, il Sacro Cuore Benedicente e S. Giovanni Evangelista, tutte novecentesche. Tra le lesene, due nicchie contengono le statue ottocentesche di S. Antonio di Padova con bambino che regge un cesto di pani a sinistra e di S. Zeno Vescovo a destra. Al centro della facciata una grande lapide riporta questa iscrizione: "A Dio grande eterno / in onore / di S. Zenone Vescovo e Martire / la pietà dei fedeli / anno MDCCCLX". Cinque riquadri affrescati con soggetti sacri, recentemente restaurati, completano la decorazione. Di questi, i tre del registro superiore rappresentano al centro Gesù che predica alle moltitudini, a sinistra la Madonna e a destra S. Giuseppe. I due del registro inferiore sono invece lacunosi e difficilmente interpretabili. Il semplice portale d'ingresso rettangolare, è sormontato da una cornice centinata sostenuta da due mensole arcuate. La porta è stata recentemente impreziosito (2011) da un pregiato rivestimento bronzeo, con scene raffiguranti la vita di S. Zeno.

Strutture di elevazione

La tessitura muraria delle strutture di elevazione, leggibile negli ambienti del sottotetto e nei paramenti esterni dei prospetti sud

1041 - 1471 (Origini e costruzione Intero bene)

La prima notizia certa, inerente la pieve di San Zeno in Roverchiara, la si trova in un documento del 1041. Si tratta di un atto di compravendita di due appezzamenti di terra tra due soggetti, uno dei quali è indicato con il nome di Teuperto e con il titolo di arciprete della pieve di San Zeno in Roverchiara ("Teupertus Archipresbiter de Plebe Sancti Zenoni sita in Rueclara"). Un secolo più tardi la pieve è nuovamente menzionata nell'importante bolla emessa da papa Eugenio III nel 1145, con la quale confermava al vescovo Tebaldo (1135-1157) i suoi diritti sulle chiese della diocesi (Curtem Ripeclarae cum plebe et cappellis, decimi set familiis ceterisque suis pertinenciis). Diritti che furono ribaditi anche successivamente da papa Lucio III (1184), Urbano III (1185), Innocenzo III (1202). Di tale edificio si è perso ogni traccia. Sembra probabile sia stato distrutto dalla rovinosa piena dell'Adige che si abbatté sulla bassa veronese nel 1471.

XVI sec. - XVI sec. (Costruzione Intero bene)

I documenti in nostro possesso non citano la data in cui presero il via i lavori di ricostruzione. Nel 1526 la chiesa doveva però essere già stata ultimata se Callisto, vicario del vescovo Gian Matteo Giberti (1524-1543), giunto a Roverchiara in visita pastorale, la descrisse in buono stato. Di diverso tenore è l'estratto della visita pastorale condotta qualche decennio più tardi (1580) dal vescovo Agostino Valier (1565-1606), il quale descrive la chiesa in cattive condizione e di dimensioni inadeguate. Ordinò pertanto che fosse ampliata e predispose un piano di finanziamento ("ecclesiam ipsam reparari et ampliorem fieri et instituit pro ipsa fabrica tre fabricatores"), prevalentemente a carico della comunità di Roverchiara, dei trentaquattro chierici della pieve e dell'arciprete.

XVI sec. - XVII sec. (Ampliamento Intero bene)

Dai lavori di restauro ed ampliamento ordinati dal vescovo Agostino Valier, risultò un edificio con pianta ad aula unica, movimentata da quattro altari e culminante in un'abside rettangolare. Sul lato sinistro del presbiterio era situata la sagrestia e sul lato destro della navata, adiacente all'ingresso, il locale a custodia del fonte battesimale. A questa fase appartiene anche il campanile, la cui costruzione ebbe inizio nel 1553 e si concluse nel secolo XVIII.

1774 - 1788 (Rinnovamento Intero bene)

Tra 1774 e 1788 la chiesa subì altre modifiche planimetriche, tra cui la riduzione degli altari da cinque a tre. Al medesimo periodo risalgono anche la costruzione della facciata neoclassica, mantenuta anche nel corso degli interventi successivi, la costruzione della bellissima canonica (completata nel 1778, come ricorda l'epigrafe murata in facciata : "Parochiales aedes / vetustate coruptas/ Joan Simionius A. V.F. Domo/ mestrensis/ ampliores elegantioresque / redditi/ annno MDCCLXXVIII"), interamente affrescata al suo interno.

1789 - 1789 (Completamento Campanile)

Nel 1789 si completò la parte sommitale della torre campanaria con la posa della cuspide a cipolla (1789).

1843 - 1860 (Ampliamento e rinnovamento Intero bene)

Verso fine Ottocento, la capienza della chiesa divenne insufficiente ad accogliere i fedeli, dato l'incremento della popolazione di Roverchiara. Su impulso dell'allora parroco don Michele Loda, si prese la decisione di ingrandire l'edificio. La redazione del progetto fu affidata all'arch. milanese Cerini. I lavori, iniziati nel 1843 si protrassero, per mancanza di fondi, fino al 1860. Dell'edificio precedente si mantennero la facciata e le murature laterali fino alla crociera. Da essa si staccano due braccia laterali terminanti con cappelle semicircolari, mentre una maestosa volta a cupola copre la parte centrale dell'edificio, culminante con un'abside rettangolare con coro semicircolare. Da allora la chiesa ha mantenuto la stessa conformazione.

1900 - 1910 (Sostituzione cuspide Campanile)

All'inizio del Novecento la cus

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