Chiese in Provincia di Verona - città di Sommacampagna: Chiesa di Sant'Andrea

Chiesa di Sant'Andrea
S. Andrea

VERONA / SOMMACAMPAGNA
Via Zomer - Sommacampagna (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
La pieve di S. Andrea in Sommacampagna esiste almeno dal 1035, anno in cui è per la prima volta attestata in un documento di compravendita. L’edificio attuale, risalente all’XI sec. fu eretto su un precedente edificio di culto cristiano di epoca altomedievale. Lo attestano alcuni frammenti di pietre lavorate, oggi murate esternamente, di epoca longobarda (VIII sec.). Il ritrovamento in loco di un’ara votiva dedicata alla dea Leituria, (divinità venerata dal popolo dei Reti) lascia inoltre... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La pieve di S. Andrea in Sommacampagna esiste almeno dal 1035, anno in cui è per la prima volta attestata in un documento di compravendita. L’edificio attuale, risalente all’XI sec. fu eretto su un precedente edificio di culto cristiano di epoca altomedievale. Lo attestano alcuni frammenti di pietre lavorate, oggi murate esternamente, di epoca longobarda (VIII sec.). Il ritrovamento in loco di un’ara votiva dedicata alla dea Leituria, (divinità venerata dal popolo dei Reti) lascia inoltre ipotizzare che in epoca romana l’area fosse occupata da un tempio pagano. Citata nel 1145 nella bolla Piae Postulatio Voluntatis tra le pievi soggette al vescovo di Verona, tra XI e XV sec. fu impreziosita internamente da una serie di affreschi, tra i quali spicca per maestosità un “Giudizio Universale” posto in controfacciata, attribuito al Maestro Cicogna (XIV sec.). In stato di progressivo abbandono e scomoda rispetto allo sviluppo insediativo del paese di Sommacampagna, nel corso del XVI sec. la sede parrocchiale fu trasferita presso la chiesa di S. Maria, di nuova edificazione e più comoda, mentre la antica pieve col tempo divenne semplice cappella cimiteriale. Nel corso del XX sec. l’edificio ha beneficiato di due necessari interventi di restauro: il primo, occorso tra 1938 e 1941 ha privilegiato le strutture portanti e le murature, il secondo, risalente al 1978, mirato esclusivamente al restauro delle decorazioni pittoriche interne. Impianto planimetrico di tipo basilicale a tre navate, separate da due file di archeggiature a tutto sesto sorrette da tozzi pilastri, concluse ciascuna con un’abside emergente a sviluppo semicircolare, la maggiore delle quali chiude il presbiterio rialzato di due gradini. Le pareti interne presentano un’intonacatura a base di calce e conservano ampi brani di cicli pittorici affrescati databili tra il XII ed il XIV secolo. Copertura a due falde in corrispondenza della navata centrale con struttura portante composta da capriate lignee a vista; coperto ad unica falda lungo le navate laterali sostenuto da travature lignee; orditura secondaria di tipo tradizione e manto in coppi di laterizio. Le uniche strutture voltate sono presenti in corrispondenza delle tre absidi, costituite da semicalotte sferiche in muratura intonacate e decorate con affreschi. La pavimentazione dell’aula è realizzata in pianelle di cotto; il piano del presbiterio è pavimentato con lastroni di pietra calcarea bianco-rosata e marmo rosso Verona.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico di tipo basilicale a tre navate, separate da due file di cinque archeggiature sostenute da colonne (e pilastri a sezione quadrangolare in corrispondenza del presbiterio), concluse ciascuna con un’abside emergente a sviluppo semicircolare, la maggiore delle quali chiude il presbiterio rialzato di due gradini. L’ingresso principale si apre al centro della parete di facciata; è presente un’entrata laterale lungo il fianco settentrionale dell’aula (navata sinistra).

Facciata

Facciata a salienti in stile romanico, interamente edificata con materiale di recupero e ciottoli di fiume o provenienti dalle vicine colline moreniche. Orientamento ad occidente. Al centro si apre il portale d’ingresso di forma rettangolare, definito dai due stipiti in pietra, probabilmente di epoca romana e da un arco a tutto sesto in conci di tufo. Al di sopra dell’ingresso una nicchia centinata a fondo piatto reca alcune tracce di intonaco dipinto. Più in alto una finestrella a croce spostata a sinistra rispetto all’asse della chiesa, a simboleggiare il “declinato capite”.

Strutture di elevazione

Le strutture di elevazione sono realizzate in muratura portante di pietrame misto composto da ciottoli, conci di pietra calcarea, tufo e mattoni pieni in laterizio legati con malta di calce. Le strutture angolari sono rinforzate con blocchi squadrati di pietra calcarea e tufo. I paramenti murari esterni sono privi di intonacatura; le pareti interne presentano un rive

1035 ante - XI sec. (origini e costruzione intero bene)

La pieve di S. Andrea in Sommacampagna esiste almeno dal 1035, anno in cui è per la prima volta attestata in un documento di compravendita. L’edificio attuale, risalente all’XI sec. fu eretto su un precedente edificio di culto cristiano di epoca altomedievale. Lo attestano alcuni frammenti di pietre lavorate, oggi murate esternamente, di epoca longobarda (VIII sec.). Il ritrovamento in loco di un’ara votiva dedicata alla dea Leituria, (divinità venerata dal popolo dei Reti) e riutilizzata come basamento di un pilastro, lascia inoltre ipotizzare che l’area fosse occupata, in epoca romana, da un tempio pagano.

XII sec. - XII sec. (decorazione ad affresco interno)

In concomitanza, o poco dopo la costruzione dell’edificio di epoca romanica (XI sec.) l’interno venne impreziosito con l’affresco raffigurante “due Apostoli”, nella zona di destra dell’abside centrale, con quelli raffiguranti “S. Fermo”, “la Visitazione”, “la Natività” ed il “supplizio di un martire”, forse S. Erasmo, lungo la parete sud della navata centrale e con il “S. Rustico” rappresentato di fronte a S. Fermo sulla parete nord della navata centrale.

1145 - 1317 (documenti carattere generale)

La pieve di S. Andrea di Sommacampagna figura nella bolla emanata nel 1145 da Papa Eugenio III (“plebem Summae Campaniae cum capellis et decimis”), nella quale sono elencati i monasteri, le pievi e le chiese soggette all’autorità del vescovo di Verona. Viene poi citata in una sentenza vescovile atta a chiudere una controversia tra la pieve di S. Andrea appunto e la pieve di S. Pietro in Villafranca per il diritto di riscossione della decima.

XIV sec. - XV sec. (decorazione ad affresco interno)

Tra il XIV ed il XV sec.. l’interno fu decorato con un secondo ciclo di affreschi. Tra questi si ricorda il “Giudizio Universale” dipinto in controfacciata, al di sopra del portale d’ingresso, opera attribuita a Maestro Cicogna (frescante veronese legato alla tradizione bizantina, attivo agli inizi del XIV sec.), il polittico raffigurante “S. Paolo, S. Pietro, un devoto la Maddalena con quattro angioletti e la Madonna con Bambino” (prima metà del XIV sec.), il “S. Giorgio con la regina Trebisonda” (seconda metà del XIV sec.), posti lungo la parete meridionale della chiesa, la “Madonna del Latte”, nel terzo sottarco della parete settentrionale della navata, datata 1384, ed altri ancora, coevi e di XV sec. (come la “Cattedra della Sapienza”, sulla parete settentrionale).

1530 - 1576 (trasferimento della sede parrocchiale carattere generale)

Nella prima metà del XVI sec.(tra 1530 e 1541) la sede parrocchiale fu trasferita dalla pieve di S. Andrea (ufficialmente a partire dal 1576), situata fuori dal paese ed in precarie condizioni, alla chiesa di S. Maria Addolorata, di recente costruzione, situata nel centro del paese. Negli anni seguenti la antica pieve di S. Andrea proseguì il suo corso di decadenza, divenendo col tempo chiesa cimiteriale soggetta alla parrocchiale di S. Maria.

1817 - 1853 (rinnovamento intero bene)

Nel 1817 il campanile della antica pieve crollò parzialmente. Nel 1853 venne demolito sostituendolo con quello attuale a vela. In tale occasione vennero anche demolite le absidiole laterali, essendo divenute pericolanti nella parte sporgente.

1938 - 1941 (restauro filologico intero bene)

Tra 1938 e 1941 l’edificio venne condotto sull’edificio un restauro filologico, volto ad una ricostruzione il più simile possibile alla sua forma romanica originaria. In tal occasione vennero ricostruite le absidiole laterali demolite nel 1853 insieme al campanile, fu posata la pavimentazione in cotto, furono eliminate le lapidi murate alle pareti perimetrali.

1978 - 1978 (restauro decorazione ad affresco)

Risale al 1978 l’intervento di restauro delle superfici interne decorate ad affresco patrocinato dalla Soprintendenza di Verona.

Mappa

Cimiteri a VERONA

Via Dei Cipressi 1 Malcesine (Vr)

Circonvallazione Aldo Moro Soave (Vr)

Viale Dei Cipressi 1 Villafranca Di Verona (Vr)

Onoranze funebri a VERONA

Via Carrari 62 Sommacampagna

Via G. Da Monte 20/B Verona

Via Don Giovanni Minzoni 30 Caldiero