Chiese in Provincia di Verona - città di Tregnago: Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta
S. Maria Assunta

VERONA / TREGNAGO
Via Bandi, 58 - Tregnago (VR)
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
Nonostante il primo documento inerente la pieve di Tregnago risalga all'anno 1145 (bolla emanata da Papa Eugenio III, a favore del vescovo di Verona Tebaldo II), è molto probabile che le sue origini siano da collocare più indietro nel tempo, almeno all'VIII sec. L'edificio originario era sicuramente ad aula unica, con tetto a capriate e facciata a capanna rivolta a ponente. Verso la fine del XVII sec. la pieve di S. Maria Assunta e le sue rendite vennero acquistate dal monastero cittadino dei... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Nonostante il primo documento inerente la pieve di Tregnago risalga all'anno 1145 (bolla emanata da Papa Eugenio III, a favore del vescovo di Verona Tebaldo II), è molto probabile che le sue origini siano da collocare più indietro nel tempo, almeno all'VIII sec. L'edificio originario era sicuramente ad aula unica, con tetto a capriate e facciata a capanna rivolta a ponente. Verso la fine del XVII sec. la pieve di S. Maria Assunta e le sue rendite vennero acquistate dal monastero cittadino dei SS. Nazaro e Celso. Da allora gli abati del cenobio divennero anche arcipreti di Tregnago, i quali delegavano però la cura pastorale a parroci appositamente eletti e poi confermati dal vescovo. Forte fu sempre il legame con l'adiacente chiesetta romanica della Disciplina o di S. Martino, così come forte fu il legame con le altre cappelle sparse nel territorio soggetto alla pieve. Nel 1878 crollò il campanile della chiesa e poco tempo dopo venne demolita anche chiesa, in precarie condizioni statiche. Nel 1879 partirono i lavori di ricostruzione, che terminarono l'anno seguente. Risultò un edificio di vaste dimensioni, in stile neoromanico con facciata a salienti rivolta a sud-ovest, caratterizzata dall'alternanza di filari di cotto e blocchi di tufo (a richiamare il romanico veronese), dal portale d'ingresso strombato e dal rosone soprastante. L'interno, a pianta basilicale, ricalca la partizione esterna. Soffittatura voltata e a vela (decorata a volute e motivi vegetali che ricordano la decorazione del soffitto della chiesa cittadina di S. Anastasia), a nascondere la struttura portante in capriate lignee. Copertura a doppia falda in coppi. La pavimentazione dell’aula è realizzata in piastrelle di cemento con inserti colorati che disegnano un motivo geometrico a riquadri bianchi e neri. Il piano del presbiterio è in marmo bianco locale. Tra 1889 e 1892 venne eretta anche la nuova torre campanaria, molto slanciata. Tra 1914 e 1922 l'edificio venne ampliato in lunghezza con l'aggiunta di una campata. L'edificio oggi si presenta in buone condizioni conservazione.

Pianta

Impianto planimetrico di tipo basilicale a tre navate, di cui la centrale di larghezza doppia rispetto alle laterali, separate da due file di pilastri a sezione rettangolare alternati a colonne polistili; il presbiterio è preceduto da un ampio transetto i cui bracci laterali si concludono con la cappella della Madonna, a destra, e la cappella del S. Cuore, sul lato opposto, entrambe protette da balaustra e con il piano rialzato di un gradino. L’asse maggiore della navata centrale si prolunga, oltre la crociera del transetto, con il presbiterio a pianta quadrangolare, rialzato di tre gradini e fiancheggiato da navatelle laterali, per concludersi con l’abside emergente a sviluppo poligonale a cinque lati. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, è preceduto da tre gradini esterni; lungo entrambi i fianchi laterali dell’aula si aprono gli ingressi laterali, di cui quello sul fianco meridionale avviene con il passaggio da un ambiente di disimpegno all’interno di un corpo di fabbrica che pone in collegamento la chiesa parrocchiale con l’adiacente chiesa romanica della Disciplina (o Oratorio di S. Martino). La sacrestia, raggiungibile dall’ultima campata della navata destra, è inserita all’interno di un corpo edilizio che si sviluppa lungo il fianco meridionale della chiesa, a partire in corrispondenza del presbiterio, prolungandosi verso est fino a collegarsi con la torre campanaria; sul lato meridionale è invece collegato all’edificio dell’antica casa canonica.

Facciata

Facciata a salienti, rivolta a sud-ovest. Al centro si apre il portale strombato a tutto sesto. Sopra di esso sono allineate quattro bifore, sovrastate a loro volta, nel registro superiore, da un'altra fila costituita da tre bifore, al di sopra delle quali è collocato un rosone in pietra tenera. Ai lati del portale d'ingresso, nelle pareti di pertinenza delle navate laterali, una bifora per la

ante 1145 - 1145 ( origini e costruzione intero bene )

La pieve di S. Maria a Tregnago ha origini molto antiche. Nonostante alcuni storici, basandosi soprattutto sulla dedicazione alla Vergine, facciano risalire la costruzione dell'edificio originario al V-VI sec, il primo documento scritto inerente S. Maria risale all'anno 1145. Si tratta di una bolla emananata da Papa Eugenio III a favore del vescovo Tebaldo II, con la quale gli veniva confermato il possesso di numerosi beni, tra i quali figura anche la nostra chiesa ("curetm Calavenae cum plebe et capellis et decimis et familiis et cunctis suis pertinentiis").

ante 1180 - 1180 (costruzione intero bene )

Nella seconda metà del XII sec. la chiesa venne riedificata e completata attorno all'anno 1180. Pare che l'edificio di questa fase, in stile romanico veronese, fosse orienta, avesse pianta basilicale a tre navate e soffitto a capriate lignee. Durante i lavori di riedificazione della chiesa di S. Maria, per qualche anno svolse la funzione di pieve l'adiacente chiesetta di S. Martino o della Disciplina.

XIV sec. - XIV sec. (costruzione protiro pensile)

Nel Trecento in facciata venne collocato un protiro pensile. Verso la fine del sec. XIX venne staccato dalla sua collocazione originaria e sistemato sul prospetto dell'oratorio romanico di San Martino, situato a lato della pieve.

ante 1409 - 1409 (costruzione cappella di Ognissanti)

In data 18 maggio 1409 tale Giovanni Casari, membro di una delle famiglie più importanti della zona, si recò in Curia Vescovile dichiarando di essere "patronus" dell'altare di Ognissanti, recentemente edificato nella pieve di S. Maria in Tregnago. Sostiene inoltre di averlo dotato di una rendita corrispondente a 12 campi e mezzo, arativi e prativi.

1438 - 1438 (collocazione fonte battesimale)

Il fonte battesimale, visibile tutt'ora in chiesa, venne collocato nell'anno 1438, come attestato dall'iscrizione su di esso incisa che recita: "DO/MP/JACOBUS/RUBEUS DE VERONA/ARCH/IPBR/HUIUS/ECCLEX/IE FIERI FECIT/1438 V JULII"

1525 - 1553 (visite pastorali vescovo Giberti e Lippomano carattere generale)

Tra 1515 e 1541 numerose furono le visite pastorali del vescovo Giberti (1524-1543). Al 1553 risale invece la visita del vescovo Lippomano (1548-1558). Dai verbali delle stesse veniamo a sapere che il fonte battesimale era dotato di ciborio (oggi scomparso), che il campanile era in ottime condizioni, ma che il tetto necessitava di urgenti riparazioni. Gli altari erano tre: il maggiore, dedicato alla Vergine e due laterali, uno dedicato a S. Giovanni e l'altro, dedicato a Ognissanti, di proprietà della famiglia Casari.

ante 1588 - 1588 (passaggio al monastero dei SS. Nazaro e Celso carattere generale)

Verso la fine del sec. XVI l'abbazia dei SS. Nazaro e Celso in Verona acquisì i diritti della pieve di Tregnago. I vari abati ne divennero arcipreti, delegando però la cura pastorale a dei parroci appositamente elemetti e poi confermati dal vescovo diocesano.

1636 - 1636 (chiusura porta tra pieve di S.Maria e oratorio di S.Martino)

Nel 1636, su ordine del vescovo di Verona Marco Giustiniani (1631-1649), venne murata la porta di collegamento tra la pieve di S. Maria e l'adiacente oratorio di S. Martino o della Disciplina (aperta il secolo precedente).

1843 - 1843 (cappelle soggette alla pieve carattere generale)

La visita pastorale del vescovo Pietro Aurelio Mutti (1841-1851), a Tregnago nel 1843, fornisce l'elenco delle cappelle soggette alla pieve. Esse sono: S. Martino, ad essa adiacente, S. Egidio, S. Dionigi, a Marcemigo, Maternità della Beata Vergine, in contrada Rancani, Presentazione di Maria in contrada Finetti e l'oratorio privato dei conti Cipolla.

1878 - 1878 (crollo torre campanaria)

Il 28 novembre 1878 crollò il campanile della pieve. Si trattava di un torrione in stile romanico, la cui cella campanaria era caratterizzata da quattro grandi bifore. Oggi a ricordo dell'evento sul muro esterno meridi

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