Chiese in Provincia di Verona - città di Verona Città: Chiesa di San Zeno Vescovo

Chiesa di San Zeno Vescovo
S. Zeno Vescovo

VERONA / VERONA città
Piazza S. Zeno, 2 - Verona (VR) VERONA città
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
La chiesa di S. Zeno Maggiore è considerata una dei gioielli dell'arte romanica del nord Italia. Prima dell'attuale, ben cinque chiese furono edificate in varie epoche sopra la tomba di S. Zeno, ottavo vescovo di Verona, morto tra il 372 ed il 380. Tra queste si ricorda quella costruita dall'Arcidiacono Pacifico per volere di Re Pipino e del vescovo Ratoldo (della quale restano oggi parte della cripta e poco altro). La costruzione dell'attuale chiesa ebbe inizio nel X e si protrasse per... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di S. Zeno Maggiore è considerata una dei gioielli dell'arte romanica del nord Italia. Prima dell'attuale, ben cinque chiese furono edificate in varie epoche sopra la tomba di S. Zeno, ottavo vescovo di Verona, morto tra il 372 ed il 380. Tra queste si ricorda quella costruita dall'Arcidiacono Pacifico per volere di Re Pipino e del vescovo Ratoldo (della quale restano oggi parte della cripta e poco altro). La costruzione dell'attuale chiesa ebbe inizio nel X e si protrasse per alcuni decenni. Verso il 1138 la chiesa venne prolungata e completata nella facciata, che venne rinnovata nella parte superiore con l'inserimento del monumentale rosone/ruota della fortuna (opera di Brioloto de Balneo) tra la fine del XII sec. ed i primi anni del XIII. L'abside centrale fu costruita tra il 1386 ed il 1389 su disegno di Giovanni e Nicolò da Ferrara. Il campanile, elevato nella prima metà dell'XI sec. fu completato nel 1173. Della grande abbazia benedettina adiacente alla chiesa, a lungo servita da monaci di origine tedesca, resta, oltre al chiostro (risalente al X sec. ma rinnovato tra la fine del XIII ed i primi anni del XIV sec.), la massiccia torre merlata (principiata nel 1145, decorata internamente con affreschi del XIII sec.). Esternamente l'edificio si presenta con facciata a salienti in stile romanico. Orientamento a occidente. Torre campanaria situata a lato della navata meridionale. Impianto planimetrico di tipo basilicale suddiviso in tre navate da due file di colonne monolitiche con capitelli scolpiti alternate a massici pilastri polilobati a sezione cruciforme, suddiviso in tre livelli principali: l’area plebana, la cripta e la sovrastante chiesa presbiteriale; il presbiterio, rialzato di quattro gradini, è concluso con abside a sviluppo poligonale a cinque lati. La solenne e grandiosa struttura architettonica della chiesa, pregevole esempio dell’architettura romanica veronese, si presenta con la tipica tessitura muraria in blocchi squadrati di tufo e filari in laterizio a vista; due grandi arcate trasversali danno il ritmo alla navata maggiore; anche lo sviluppo longitudinale delle navate minori è ritmato da una teoria di archeggiature; lungo le pareti dell’aula si conservano pregevoli lacerti di decorazioni ad affresco raffiguranti pannelli votivi, databili tra il XII ed il XV secolo; le pareti dell’abside sono impreziosite da affreschi quattrocenteschi attribuiti a Martino da Verona, con la Crocifissione al centro e quattro Santi ai lati; della stessa mano l’Annunciazione che si svolge lungo l’arco trionfale. La navata centrale è coperta da una controsoffittatura lignea cassettonata a carena di nave rovesciata polilobata con decorazione policroma; le navate laterali sono chiuse dalla sovrapposta struttura di copertura ad unica falda con travature ed assito a cassettoni a vista; la volta a crociera del presbiterio ed il catino absidale a cinque vele, con costolonature e nervature policrome, presentano una decorazione pittorica a cielo stellato. La pavimentazione dell’aula è realizzata con lastre quadrate di marmo rosso Verona, nembro rosato e marmo biancone posate a corsi diagonali; il piano del presbiterio è pavimentato con lastre di marmo rosso Verona.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico di tipo basilicale suddiviso in tre navate da due file di colonne alternate a massici pilastri polilobati a sezione cruciforme, suddiviso in tre livelli principali: l’area plebana, la cripta e la sovrastante chiesa presbiteriale, utilizzata attualmente come aula principale per i fedeli; l’asse maggiore longitudinale della navata centrale si prolunga con la cappella maggiore, o presbiterio, rialzato di quattro gradini e concluso con abside a sviluppo poligonale a cinque lati, sopraelevato di un ulteriore gradino. Lungo entrambi i fianchi laterali dell’aula inferiore si collocano due altari minori, tra cui, sul lato meridionale (navata destra), l’altare della Madonna con il Bambino tra i SS. Anna, Zeno, Sebast

IV sec. - IV sec. (origini e costruzione intero bene )

Secondo la tradizione alla morte di S. Zeno, (avvenuta tra il 372 ed il 380) non lontano dal luogo dove fu sepolto, sul finire del IV sec. fu edificata una prima chiesa.

VI sec. - VI sec. (ampliamento e rinnovamento intero bene )

Nei primi anni de VI sec. il primitivo edificio fu ampliato e rinnovato. Secondo la tradizione questa chiesa vide nel 589 il famoso miracolo narrato da S. Gregorio Magno (le acque dell'Adige in piena, dopo aver superato ogni ostacolo, giunte allea chiesa di S. Zeno gremita di fedeli, non vi entrarono né dalla porta né dalle finestre, innalzandosi fino al tetto).

IX sec. - IX sec. (ricostruzione intero bene )

Nei primi anni del IX sec. la chiesa ed il monastero benedettino furono saccheggiati "ab infidelibus hominibus". Il re Pipino ed il vescovo Ratoldo "propter divinum amorem et reverentiam" verso il patrono di Verona, riedificarono e riattarono in breve tempo la chiesa ed il monastero. Ideatore dell'opera fu l'Arcidiacono Pacificio. L'8 dicembre dell'806 si fece la "dedicatio", mentre il 21 maggio dell'807 le reliquie di S. Zeno furono riposte ad opera di due eremiti in fama di santità, Benigno e Caro.

X sec. - XI sec. (ricostruzione intero bene )

Tra la fine del IX ed i primi anni del X sec. la chiesa, situata al di fuori delle mura cittadine, fu ripetutamente saccheggiata e danneggiata dalle scorrerie degli Ungari. Entro la fine dell' XI sec. il tempio fu restaurato e rinnovato in forme romaniche. In questi anni furono realizzate e collocate sul portale d'ingresso le quarantotto formelle bronzee (alcune fuse in Sassonia, altre realizzate di scuola veronese). La torre campanaria fu completata nel 1045 ad opera dell'abate Alberico.

XII sec. - XII sec. (ampliamento e rinnovamento intero bene )

Nel 1117 l'edificio fu pesantemente danneggiato da un violento terremoto. Come testimoniato da una iscrizione posta sul fianco meridionale, entro l'anno 1138 la chiesa di S. Zeno fu restaurata, "aumentata e rinnovata" con l'allungamento dell'aula (aggiunta di una campata verso ovest) il rifacimento della facciata riquadri a lato dell' ingresso e protiro, opera di Maestro Niccolò) ed il rinnovamento dell'interno. Nel 1178 la torre campanaria (già restaurata nel 1120) fu rinnovata e soprelevata alla quota attuale ad opera dell'abate Gerardo.

XIII sec. - XIII sec. (completamento facciata )

Nei primi anni del XIII sec. fu completata la parte superiore della facciata con l'inserimento del rosone/ruota della fortuna, opera attribuita allo scultore Brioloto de Balneo (così conosciuto per aver edificato il primo bagno pubblico in pietra della città, nel borgo di S. Zeno della Beverara, presso la propria abitazione).

XIV sec. - XIV sec. (rinnovamento abside maggiore)

L'abside maggiore fu rinnovata in forme gotiche sul finire del XIV sec. (1386-1398).

1770 - 1831 (soppressione e alienazione carattere generale )

Nel 1770 la Repubblica di Venezia soppresse il monastero benedettino di S. Zeno. Agli inizi dell’ottocento ebbe inizio la devastazione degli edifici dell’ex-abbazia, che furono venduti a privati. Nel 1831 crollò l'ultima parte dell'edificio già abbaziale.

1806 - 1806 (erezione in parrocchia carattere generale )

Nel 1806 la chiesa di S. Zeno fu eretta in parrocchia (in sostituzione della chiesa di S. Procolo, antichissima parrocchiale del borgo, che fu soppressa).

1836 - 1836 (titolo di abate carattere generale )

A partire dal 1836 al parroco di S. Zeno fu concesso il titolo di abate.

1973 - 1973 (basilica minore carattere generale )

Nel 1973 S. Zeno fu proclamata basilica minore. In tale occasione furono restaurate le formelle bronzee a rivestimento del portale.

2007 - 2007 (restauro facciata )

Risale al 2007 l'intervento di restauro della facciata e del rosone/ruota della fortuna. Progetto a firma dell'arch. Pachera.

2009 - 2010 (restauro decorazioni presbiterio e abside)

Risale al bie

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