Chiese in Provincia di Verona - città di Verona Città: Chiesa di San Tomio

Chiesa di San Tomio
Chiesa di San Tommaso Apostolo

VERONA / VERONA città
Via Mazzini 6 - Verona (VR) VERONA città
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
Antiche le origini della chiesa e del monastero benedettino femminile di S. Tommaso Apostolo (vulgo S. Tomio). Secondo la tradizione la primitiva chiesa fu fondata sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla Dea Vesta. La prima menzione del monastero e della chiesa di S. Tomio proviene da un documento dell'anno 837, riguardante un evento accaduto nel 798 ("S. Thome puellarum in urbe"). Il 20 settembre del 932 nel testamento di Dagiberto, diacono e vicedomino della Santa chiesa... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

Antiche le origini della chiesa e del monastero benedettino femminile di S. Tommaso Apostolo (vulgo S. Tomio). Secondo la tradizione la primitiva chiesa fu fondata sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla Dea Vesta. La prima menzione del monastero e della chiesa di S. Tomio proviene da un documento dell'anno 837, riguardante un evento accaduto nel 798 ("S. Thome puellarum in urbe"). Il 20 settembre del 932 nel testamento di Dagiberto, diacono e vicedomino della Santa chiesa veronese, è citato come teste tale Magiberto "de civitate Verona habitator prope monasterium Sancti Thomae". Un altro documento del 1085 ricorda l' "ecclesia sancti Thomae". Nel XII sec. le monache benedettine si ritirarono dal monastero di S. Tomio che fu assegnato al clero secolare. La chiesa fu collegiata fino al 1456. Nel 1336 figura nell'elenco delle cinquantadue parrocchie cittadine. Nel 1748 l'edificio fu rinnovato su progetto dell'arch. Cristofali. Nel 1810 la chiesa di S. Tomio fu soppressa per decreto napoleonico e alienata a favore del conte Francesco Moscardo. Nel 1815 fu trasformata in teatro su progetto dell'arch. Luigi Trezza. Scoppiato il colera nel 1836, se ne invocò la cessazione con il voto di riconsacrare la chiesa convertita in teatro. Terminato il contagio fu riconsacrata e riaperta al culto il 23 giugno del 1842. Dal 1919 la chiesa è amministrata dai Missionari Figli del Sacro Cuore di Gesù (Comboniani). Esternamente l'edificio si presenta con facciata a capanna rivolta ad occidente. Torre campanaria addossata al fianco meridionale del presbiterio. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, con presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini, concluso con abside a fondale piatto; lungo i fianchi dell’aula quattro semi-cappelle laterali accolgono l’altare della Sacra Famiglia e l’altare del S. Cuore di Gesù, sul lato destro, e gli altari di S. Alfonso M. de’ Liguori e dell’Immacolata, sul lato opposto. I prospetti interni sono scanditi da lesene d’ordine ionico impostate su un alto piedistallo, a sostegno della trabeazione sommitale con fregio iscritto; il presbiterio, in cui trova sede il monumentale apparato marmoreo dell’altare pre-conciliare con il ciborio per l’adorazione eucaristica, realizzato nel 1943 su progetto dell’Arch. Spelta, presenta la parete di fondo dell’abside interessata da una pittura a tutto campo; le pareti laterali del presbiterio sono ornate con un’arcatella cieca, nelle cui lunette sono inserite due tele di Giovanni Caliari (1802-1850); sopra il portale d’ingresso è posta la tela del pittore Napoleone Razzetti (1880 circa) raffigurante il Santo patrono. L’aula è coperta da una volta a botte semiellittica con unghie laterali e decorazione pittorica a cassettoni; il presbiterio è sovrastato da una volta a botte unghiata. Copertura a due falde con struttura lignea portante e manto in coppi di laterizio. La pavimentazione dell’aula, realizzata con lastre di marmo nembro rosato, è attraversata in corrispondenza degli assi principali da due fasce in marmo bronzetto con bordatura in marmo grigio; il presbiterio è pavimentato con lastre di pietra bianca e granito rosso.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica ampia aula rettangolare con asse maggiore longitudinale, presbiterio quadrangolare rialzato di tre gradini e di ampiezza ridotta, concluso con abside a fondale piatto, sopraelevata ulteriormente di tre gradini. Lungo i fianchi dell’aula si aprono quattro semi-cappelle laterali, due su ciascun lato e fra loro prospicienti, in cui trovano sede l’altare della Sacra Famiglia e l’altare del S. Cuore di Gesù, sul lato meridionale (destro), e gli altari di S. Alfonso M. de’ Liguori e dell’Immacolata, sul lato opposto; a tali ambienti si interpongono il vestibolo dell’ingresso laterale, a sinistra, e la cappellina di S. Teresa del Bambino Gesù, a destra. Sul fianco meridionale del presbiterio si colloca il locale della sacrestia; sullo stesso lato insiste un piccolo campanile. L’i

798 ante - 932 (origini carattere generale )

Antiche le origini della chiesa e del monastero benedettino femminile di S. Tommaso Apostolo (vulgo S. Tomio). Secondo la tradizione la primitiva chiesa fu fondata sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla Dea Vesta. La prima menzione del monastero e della chiesa di S. Tomio proviene da un documento dell'anno 837, riguardante un evento accaduto nel 798 ("S. Thome puellarum in urbe"). Il 20 settembre del 932 nel testamento di Dagiberto, diacono e vicedomino della Santa chiesa veronese è citato come teste tale Magiberto "de civitate Verona habitator prope monasterium Sancti Thomae". Un altro documento del 1085 ricorda l' "ecclesia sancti Thomae".

XII sec. - 1456 (passaggio di proprietà carattere generale )

Nel XII sec. le monache benedettine si ritirarono dal monastero di S. Tomio che fu assegnato al clero secolare. La chiesa fu collegiata fino al 1456.

1336/07/04 - 1336/07/04 (erezione in parrocchia carattere generale )

La chiesa di S. Tomio compare nell'elenco delle cinquntadue parrocchie cittadine redatto 4 luglio del 1336 dal notaio Pegoraro de Guidotti.

1748 - 1748 (costruzione intero bene )

Nel 1748 l'edificio fu rinnovato su progetto dell'arch. Adriano Cristofali.

1810 - 1842/06/23 (soppressione, altri usi, riconsacrazione carattere generale )

Nel 1810 la chiesa di S. Tomio fu soppressa per decreto napoleonico e alienata a favore del conte Francesco Moscardo. Nel 1815 fu trasformata in teatro su progetto dell'arch. Luigi Trezza. Scoppiato il colera nel 1836, se ne invocò la cessazione con il voto di riconsacrare la chiesa convertita in teatro. Terminato il contagio fu riconsacrata e riaperta al culto il 23 giugno del 1842.

XX sec. - XX sec. (restauro intero bene )

Nel corso del XX sec. si registrano alcuni interventi sulla chiesa: ripasso del tetto e restauro dei muri interni (1923); restauro delle facciate esterne (1940); rinnovamento dell'altar maggiore a baldacchino su progetto dell'arch. Spelta), decorazione del soffitto e delle pareti (1944, pittore Negrini).

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