Chiese in Provincia di Verona - città di Verona Città: Chiesa di San Tomaso Becket

Chiesa di San Tomaso Becket
Chiesa di San Tomaso Cantuariense Chiesa di San Tomaso Cantuariense (Becket) S. Tomaso Becket

VERONA / VERONA città
Stradone S. Tomaso, 1 - Verona (VR) VERONA città
Culto: Cattolico
Diocesi: Verona
Tipologia: chiesa
La chiesa di S. Tomaso Cantuariense all'Isolo fu edificata da monaci benedettini tra il 1172 ed il 1185. Nei primi decenni del XIV sec. i benedettini furono sostituiti dai carmelitani, i quali ottennero dal vescovo di Verona Pietro della Scala licenza per costruire a lato della chiesa di S. Tomaso una seconda chiesa dedicata alla Vergine Annunciata, patrona del loro ordine. Nel XV sec. i Carmelitani ricostruirono e ampliarono la chiesa della Vergine Annunciata nelle forme attuali, mentre... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa di S. Tomaso Cantuariense all'Isolo fu edificata da monaci benedettini tra il 1172 ed il 1185. Nei primi decenni del XIV sec. i benedettini furono sostituiti dai carmelitani, i quali ottennero dal vescovo di Verona Pietro della Scala licenza per costruire a lato della chiesa di S. Tomaso una seconda chiesa dedicata alla Vergine Annunciata, patrona del loro ordine. Nel XV sec. i Carmelitani ricostruirono e ampliarono la chiesa della Vergine Annunciata nelle forme attuali, mentre l'originaria chiesa di S. Tomaso, edificata dai benedettini, non è più attestata a partire dal XVI sec. Fu probabilmente demolita o riconvertita ad altri usi, mentre la vicina chiesa della Vergine Annunciata, oggi conosciuta come chiesa di S. Tomaso, ne assorbì definitivamente la dedicazione. La consacrazione risale al 1504. Esternamente l'edificio si presenta con facciata a capanna rivolta ad occidente. Torre campanaria addossata al fianco orientale del presbiterio. Impianto planimetrico ad unica aula rettangolare, presbiterio quadrangolare rialzato di cinque gradini concluso con abside emergente semicircolare, e fiancheggiato da due vani laterali entrambi conclusi con una cappellina con altare. le pareti laterali dell’aula sono modulate lungo il settore inferiore dalla sequenza degli apparati marmorei degli altari laterali, quattro su ciascun lato, ospitati all’interno di nicchioni emergenti di ridotta profondità; il presbiterio è introdotto da un alto arco trionfale impostato su massicci pilastri polistili, inserito nel settore centrale di un’elegante partitura architettonica neoclassica; al centro della parete absidale una cornice architettonica accoglie la pala raffigurante la “Vergine e santi”, opera del pittore F. Brusasorzi. La navata è coperta dalla sovrapposta struttura lignea di copertura a capanna con capriate a vista e controsoffittatura a cassettoni decorati; il presbiterio è sovrastato da una volta a crociera con decorazioni pittoriche; i due ambienti a lato del presbiterio sono coperti da una volta a botte; l’abside è chiuso da una semi-calotta sferica. Copertura a due falde con struttura lignea portante e manto in coppi di laterizio. La pavimentazione dell’aula è realizzata in quadrotte alternate in marmo rosso Verona e marmo biancone posate a corsi diagonali; il presbiterio è pavimentato con lastre di marmo rosso Verona.

Pianta

La chiesa presenta un impianto planimetrico ad unica ampia aula rettangolare con asse maggiore longitudinale, presbiterio quadrangolare rialzato complessivamente di cinque gradini, fiancheggiato da due bracci di ampiezza ridotta posti a livello della navata, e concluso con abside emergente a sviluppo semicircolare, rialzato di un ulteriore gradino; il settore centrale del presbiterio è sottolineato da quattro massicci pilastri polistili. Lungo i fianchi dell’aula si dispongono in sequenza otto altari laterali, quattro su ciascun lato e fra loro prospicienti, ospitati all’interno di nicchioni emergenti di ridotta profondità: l’altare dei SS. Antonio ed Onofrio (altare dei Tintori), l’altare di S. Giovanni Battista, S. Pietro e S. Paolo (altare Carteri), l’altare della Vergine con i SS. Girolamo e Alberto (altare Dionisi) e l’altare della Madonna dello Spasimo, sul lato sinistro; l’altare di S. Gioacchino con S. Anna e la Vergine fanciulla che legge (altare Dolcetti), l’altare di S. Maddalena (altare Da Prato), l’altare dell’Annunciata e l’altare dei SS. Sebastiano, Rocco e Giobbe, sul lato destro. I due ambienti a lato del presbiterio sono conclusi entrambi con una cappellina che accoglie l’altare del Crocifisso, a destra, e l’altare della Vergine con i S. Simone Stock, S. Teresa d’Avila e S. Carlo Borromeo (altare Saibante), a sinistra. Sul fianco destro del presbiterio insistono la sacrestia, la cappella feriale e, in corrispondenza dell’abside, la torre campanaria. L’ingresso principale, con bussola lignea interna, si apre al centro della parete di facciata; è presente un’entrata laterale lungo

1173 - 1185 (origini e costruzione intero bene )

La chiesa di S. Tomaso Cantuariense all'Isolo è citata per la prima volta da papa Lucio III nel 1185 come priorato benedettino soggetto alla abbazia di S. Pietro in Villanova, in diocesi di Vicenza ("unam capellam Tomae in Insula veronensi sitam cum pertinenciis suis"). L'edificio fu costruito nell'intrevallo di tempo intercorso tra la canonizzazione di S. Tomaso (3 febbraio 1173) ed il sopracitato documento di Lucio III (1185).

XIV sec. - XIV sec. (Carmelitani carattere generale )

Nei primi decenni del XIV sec. i benedettini furono sostituiti dai carmelitani.

1351 - 1351 post (costruzione chiesa della Vergine Annunciata )

Nel 1351 i frati carmelitani ottennero dal vescovo di Verona Pietro della Scala licenza per costruire a lato della chiesa di S. Tomaso una seconda chiesa dedicata alla Vergine Annunciata, patrona del loro ordine (su terreno donato dai nobili Grifalconi).

1449 - 1504 (ampliamento chiesa della Vergine Annunciata )

Nel XV sec. i Carmelitani ricostruirono e ampliarono la chiesa della Vergine Annunciata nelle forme attuali. I lavori, principiati nel 1449, ebbero compimento nel 1504. Nel 1478 fu innalzata la torre campanaria, mentre nel 1493 fu collocato il portale d'ingresso archiacuto, offerto dal conte Cristoforo Lanfranchini (l'evento è ricordato da una epigrafe, il cui testo recita: ""DEO M. ET MATRI SEMPER VIRGINI / CHRISTOFORUS FRANCHINUS IURIS DOCET COMES / EQUESO SUO ERE ET SPONTE VIVENS DICAVIT / ANNO SALUTIS MCCCCLXXXXIII".

XVI sec. - XVI sec (assorbimento della dedicazione a S. Tomaso carattere generale )

L'originaria chiesa di S. Tomaso, citata da Papa Lucio III nel 1185, non è più attestata a partire dal XVI sec. Fu probabilmente demolita o riconvertita ad altri usi, mentre la vicina chiesa della Vergine Annunciata, oggi conosciuta come chiesa di S. Tomaso, ne assorbì definitivamente la dedicazione.

1504 - 1504 (consacrazione carattere generale )

Il nuovo edificio fu consacrato in data 1504 dal vescovo Antonio Zio.

1518 - 1518 (collocazione portale )

Il portale d'ingresso proviene dalla chiesa di S. Maria Mater Domini in Valdonega. Fu realizzato nel 1493 per volere e su offerta del conte Cristoforo Lanfranchini, il quale a ricordo dell'evento volle fosse incisa la seguente iscrizione: "DEO M. ET MATRI SEMPER VIRGINI / CHRISTOFORUS FRANCHINUS IURIS DOCET COMES / EQUESO SUO ERE ET SPONTE VIVENS DICAVIT / ANNO SALUTIS MCCCCLXXXXIII". Quando nel 1518 la chiesa di S. Maria Mater Domini fu demolita il portale fu traslato e riadattato alla facciata della chiesa di S. Tomaso.

1805 - 1867 (notizie dal XIX sec. carattere generale )

L'8 giugno del 1805 i monaci carmelitani furono allontanati dalla chiesa che fu trasformata in Ospedale Militare per le truppe francese, mentre il convento fu adibito a caserma. La parrocchia venne aggregata a S. Paolo in Campo Marzo. Nel 1836 fu riaperta al culto e nuovamente eretta in parrocchia autonoma. Nel 1859 fu nuovamente chiusa al culto e adibita a magazzino militare. Nel 1867 definitivamente riaperta al culto.

XX sec. - XX sec. (restauro intero bene )

Nel corso del XX sec. si registrano alcuni interventi sull'edificio: restauro della copertura della chiesa (1978), restauro della sagrestia (1993).

2011 - 2011 (restauro portale )

Risale al 2011 l'intervento di restauro del portale d'ingresso.

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