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Un addio nell’attesa della verità. La super-mamma Germana donerà le sue cornee

Il paese si stringe alla famiglia della donna morta per malore a 72 anni.L’inchiesta sui presunti maltrattamenti continuerà per gli altri due indagati

CAVRIANA. Una morte in attesa della verità, nella speranza della verità. Germana Giacomelli non ce l’ha fatta a vedere dove l’indagine sui presunti maltrattamenti sarebbe andata a parare. Se le accuse che le erano piombate addosso l’anno scorso, dopo i servizi televisivi delle Iene, e dopo l’indagine aperta dalla magistratura (che a dicembre aveva disposto il suo allontanamento, in via cautelare, dalla casa famiglia da lei aperta e gestita per un trentennio), avrebbero davvero riscritto la sua storia, almeno agli occhi dell’opinione pubblica. La sua incredibile vicenda umana di grande madre d’Italia, la donna che insieme con il marito aveva preso in affido, per decisione del tribunale, così tanti minori da potersi dire mamma di 121 persone: cinque figli suoi, naturali, altri otto sempre suoi, ma adottati, e altri 108 che gli erano stati affidati nel corso degli anni.

A 72 anni, lunedì 10 febbraio, è morta a seguito di un’ischemia che l’aveva colpita tre giorni prima. In pochi sapevano del malore, anche perché non era tipo, Germana, da vedersi spesso in paese. Così martedì è stato uno choc per tanti apprendere la notizia.

«Ho mandato un telegramma di condoglianze a nome del Comune – racconta il sindaco Giorgio Cauzzi – poi, nel primo pomeriggio, ho potuto fare di persona le condoglianze a una delle figlie venuta in municipio per il disbrigo delle pratiche per i funerali». Giovedì 13 febbraio alle dieci, nella chiesa di Pozzolengo, verrà dato l’ultimo saluto alla donna. E il sindaco naturalmente ci sarà, a rappresentare tutto il paese. Ma di certo non sarà l’unico di Cavriana a dare l’addio a Germana.

Intanto, sul web, impazza la pubblica gogna. Leoni da tastiera che in barba a qualsiasi fondamento di diritto già condannano, e negano ogni pietà per chi non c’è più. E quindi chi la fa la aspetti. E quindi il Pd. E quindi Bibbiano.

Non tocca certo a nessuno, se non a un giudice, stabilire se le accuse di maltrattamenti lanciate da alcuni tra gli ex ragazzi di Germana, accolti nella sua casa famiglia su provvedimento del tribunale, siano fondate. L’inchiesta proseguirà comunque, anche senza la principale indagata, ma per gli altri due sott’accusa, la sorella Fabrizia e il collaboratore Pietro Foroni. «Lei è morta senza la verità dei fatti, ma noi andremo avanti» sintetizza l’avvocato Cedrik Pasetti, che difende anche agli altri due imputati. In parallelo con l’inchiesta principale, la difesa attende anche notizia della querela per diffamazione sporta da Germana Giacomelli alle Iene. Oltre alla vicenda penale, potrebbero esserci strascichi al tribunale civile.

Intanto, quasi a voler stemperare gli animi, arriva la notizia che i familiari di Germana Giacomelli in Brizzolari hanno dato il loro via libera per l’espianto degli organi: donerà le sue cornee. La morte della donna aiuterà a vivere altri.

Intanto, a prendere le difese della donna, ci pensa ancora una volta l’ex parroco del paese, don Dino Mezzani, che risponde da un ritiro spirituale a San Zeno: «A chi la accusa di avere chiesto gli affidi solo per soldi, risponderei: allora perché non l’hai fatto tu? A chi mette in dubbio la sua buona fede, ricordo che otto di quei ragazzi che lei prese in affido, alcuni anche con disabilità gravi, sono stati poi adottati da Germana. Chi altri avrebbe fatto lo stesso?».

 

Pubblicato su Gazzetta di Mantova