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Coronavirus: la prima settimana di emergenza a Mantova. Quattro i contagiati. Confermata la chiusura delle scuole

Dopo l'84enne di Cogozzo, positivi al Coronavirus la moglie, coetanea, un 19enne di Acquanegra e un 63enne di Castelbelforte. Ancora 8 giorni di stop per le scuole in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Il decreto del Consiglio dei Ministri con le nuove misure urgenti a sostegno dell'economia. Nessuno perderà l’anno: deroga alla norma sul minimo di 200 giorni.

MANTOVA.Si aggrava l’emergenza Coronavirus nel Mantovano. Sono saliti, infatti, a quattro i positivi all’infezione, di cui tre ricoverati all’ospedale Carlo Poma. Si tratta di un 19enne di Acquanegra sul Chiese, ricoverato a Mantova da giovedì scorso con la febbre (le sue condizioni, però, non destano preoccupazioni); la sua famiglia è stata posta in quarantena a casa. Preoccupazioni si nutrono per la fidanzata, colpita da febbre alta e sottoposta a tampone.

L’altro ricoverato è l’84enne di Cogozzo, proveniente dall’ospedale dell’Oglio Po, a cui sabato 29 febbraio  si è aggiunta anche la moglie, trovata positiva al virus e con la febbre alta da giorni.

In quarantena a casa si trova, invece, da alcuni giorni un artigiano edile di Castelbelforte, 63 anni, che vive solo. L’uomo sarebbe asintomatico, ma avrebbe deciso di sottoporsi al tampone laringo-faringeo dopo che nelle scorse settimane aveva avuto qualche linea di febbre. Si stanno ricostruendo i suoi spostamenti perché il suo lavoro lo porta spesso in giro per la provincia di Mantova e non solo.

Complessivamente, al Poma sono ricoverate dieci persone risultate positive al virus: oltre ai quattro mantovani ci sono tre pazienti provenienti da Lodi, uno da Manerbio (Brescia), uno da Seriate (Bergamo) e uno da Cremona. Anche i medici e gli infermieri di Mantova sono sotto stress per il duro lavoro a cui sono sottoposti in questi giorni convulsi. Mentre gli altri ospedali non hanno più posti letto a disposizione, il Poma, alle 19 di sabato, ne aveva ancora liberi due di rianimazione e cinque in malattie infettive. E a testimonianza della difficile situazione al Poma è arrivata la tensostruttura, montata davanti al pronto soccorso, che ospiterà il triage infettivologico per i casi sospetti.

Sulle condizioni di salute dei positivi ufficialmente nulla trapela né dall’azienda ospedaliera e nemmeno dalla Regione. A fatica viene anche comunicato il numero dei contagiati che non corrisponde a quello diffuso dalle autorità locali.

Vi sono, poi, alcuni casi di persone in osservazione all’ospedale di Asola, la cui positività o meno al virus è in attesa di conferma. E proprio il nosocomio asolano da ieri è in prima linea sul fronte anti Coronavirus. Ormai gli ospedali Oglio Po e di Cremona sono sull’orlo del collasso e i pazienti vengono dirottati ad Asola. Dove è stato allestito un settore isolamento in chirurgia per quattro posti letto. In un comunicato, infatti, il Poma annuncia che, in una logica di mutua assistenza con le altre province, «si sta lavorando per aumentare il numero di posti letto in isolamento». La Regione, dal canto suo, sta pensando di dedicare un ospedale solo ai malati di Coronavirus per allentare la pressione sulle altre strutture. Da martedì 3 marzo, inoltre, sarà operativo anche l’ospedale militare di Baggio per chi può essere dimesso ma è ancora positivo.

Intanto, all’Ats c’è una parvenza di ritorno alla normalità. Lunedì 2 marzo infatti, saranno riaperte le attività ambulatoriali e di sportello: screening, medicina legale con le commissioni patenti e invalidi. Sospese ancora le vaccinazioni.

 

29 FEBBRAIO.

ORE 21.50. La Turchia dalla mezzanotte sospende a tempo indeterminato tutti i voli per l'Italia.

ORE 18.30. «Siamo a 615 tamponi positivi, realizzati su un totale di 5.723 tamponi effettuati, circa il 12%. Sono ricoverati 256 pazienti più 80 in terapia intensiva, sono meno rispetto a ieri». Lo ha detto l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, sull’emergenza coronavirus

ORE 18. Ultimo bilancio fornito dal commissario Borrelli: 29 morti, 1.049 casi. Borrelli dà conto anche di 50 persone guarite in tutto il Paese.

ORE 16. Il sindaco di Busseto (Parma) Giancarlo Contini, ha comunicato che una donna di 89 anni residente nel comune di Busseto, risultata positiva al Coronavirus (Covid-19), è deceduta venerdì. La donna era ricoverata nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Maggiore di Parma, dove era arrivata sempre nella giornata di venerdì.

ORE 14. CONFERMATA LA CHIUSURA DELLE SCUOLE. Da parte del governo c'è «sostanziale adesione alle nostre richieste»: così ha detto al TgR Lombardia l'assessore al Welfare della regione Giulio Gallera mentre è in corso la videoconferenza con il governo. Ci sono alcuni approfondimenti da fare ma per quanto riguarda le scuole «sarà prorogata per un'altra settimana» la sospensione.

«È in corso la riunione con il premier Giuseppe Conte e gli altri presidenti delle Regioni. Per ora l'unica notizia che posso anticipare, soprattutto nel rispetto delle famiglie, è che anche la prossima settimana l'attività didattica delle scuole e degli asili resta sospesa. Vi aggiornerò non appena avremo altre notizie certe»: lo ha spiegato il presidente della Lombardia Attilio Fontana su Facebook

 

ORE 10. L'EPIDEMIOLOGO DEMICHELI: LIMITARE I CONTATTI TRA LE PERSONE. Stando ai dati, oggi ogni paziente con il coronavirus trasmette la malattia ad altri due, e dove ci sono molti contagi la curva epidemiologica cresce in modo esponenziale: bloccare a quel punto non serve più a nulla, ma «bisogna intervenire prima. Lo dice la scienza e la politica deve ascoltarla». Lo spiega in un'intervista al Corriere della Sera Vittorio Demicheli, epidemiologo dell' Unità di crisi di Regione Lombardia, che sostiene la necessità di un mantenimento delle misure restrittive. «Il virus clinicamente non dà problemi, o comunque è facilmente risolvibile, nel 90% dei pazienti - dice - . Ma in oltre il 10%, soprattutto se anziani, comporta problemi gravi che richiedono un ricovero in Terapia intensiva». Il caso di Codogno, «dove il contagio continua a essere di 5-6 casi al giorno come all'inizio, ci dimostra che intervenire dopo serve a poco: la corsa del virus ormai è partita. Se invece che nel Lodigiano, dove comunque ci sono solo 50mila abitanti, la stessa situazione succedesse a Milano, sarebbe un disastro». L' obiettivo è «rallentare i contagi in modo da portarli a uno a uno, cioè con una persona che ne infetta un' altra e non due come adesso. Per farlo bisogna limitare i contatti». In questo momento, aggiunge «gli ospedali vicino ai focolai del contagio non sanno più dove mettere i malati, soprattutto quelli gravi che hanno bisogno della Rianimazione. Oggi il sistema ospedaliero regge perché i pazienti possono essere trasferiti negli ospedali delle città non ancora colpite. Ma se il numero di contagiati si allarga rischia di andare in default». Inoltre «il 10% degli ammalati sono medici e infermieri. E l' epidemia da sola non si ferma. Sono certo che i cittadini capiranno».

28 FEBBRAIO.

ORE 20.30. 821 I MALATI DALL'ESPLOSIONE DEL CONTAGIO. A una settimana dall'esplosione del coronavirus in Italia i malati sono saliti a 821 (474 dei quali in Lombardia), con un incremento in un solo giorno di 230, quasi il 40%. E aumentano anche i morti: ora sono 21 con i 4 registrati oggi, 28 febbraio, due uomini e due donne tra i 70 e gli 80 anni residenti nelle aree del lodigiano dalle quali è partito il contagio. Sembra dunque non arrestarsi ancora la progressione del virus anche se, lo spiega il presidente dell'Isituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, bisognerà attendere ancora qualche giorno per capire l'impatto delle misure adottate e valutare se sono state sufficienti. Quel che però è già evidente sono i danni economici provocati dall'emergenza: -65% per abbigliamento e ristorazione, -40% per arredo e gli altri settori, piazza Affari che anche oggi ha chiuso in negativo, bruciando 21 miliardi e facendo segnare un -3,58%.

ORE 18.45. PRIMO CONTAGIATO DELLA PROVINCIA DI MANTOVA. Il primo contagiato da Coronaviurs della provincia di Mantova è un 84enne di Cogozzo, frazione di Viadana. Il 26 febbraio l'uomo, già affetto da altre patologie, era stata visitato all'ospedale Oglio Po perché febbricitante e con difficoltà a respirare. Le radiografie avevano segnalato alcuni focolai nei polmoni: il 28 febbraio è arrivato l'esito del tampone per la ricerca del virus. Tampone positivo. L'84enne, sposato e padre di tre figli, è stato quindi trasferito nel reparto di Terapia intensiva dell'ospedale Poma di Mantova. Ed è scattata l'indagine per capire dove e come sia entrato in contatto con il Coronavirus.

ORE 18. REGIONE LOMBARDIA CHIEDE PROROGA CHIUSURA SCUOLE.  «Noi abbiamo reiterato la richiesta di estensione di ordinanza di una settimana e, quindi, della relativa sospensione delle scuole di ogni ordine e grado, ma la richiesta deve essere accolta in Consiglio dei ministri, e dalle indicazioni che ci hanno dato non ci è stato detto nulla di certo». Così l'assessore al bilancio di Regione Lombardia, Davide Caparini, fa capire come le famiglie lombarde e, in prospettiva, di tutte le regioni del nord Italia debbano aspettare ancora per sapere se all'inizio della prossima settimana le scuole riapriranno o meno.

ORE 15.10. REGIONE LOMBARDIA: SE LA DIFFUSIONE NON FRENA, AVREMO OSPEDALI IN CRISI. «Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da Coronavirus ma per tutti i pazienti. Infatti, sono numerose le patologie che richiedono il ricorso alle cure intensive ma i posti disponibili sono limitati». A comunicarlo è la Regione Lombardia in una nota. «Le malattie che richiedono un ricovero in terapia intensiva - prosegue il comunicato - sono molteplici e possono verificarsi in tutte le età; possono interessare i neonati, i pazienti malati da molto tempo o persone che poco prima stavano bene, come i soggetti traumatizzati o quelli sottoposti ad interventi chirurgici difficili ed impegnativi». Per questo «è stato necessario adottare le misure restrittive previste dal Dpcm del 25 febbraio che, alla luce dei dati ad oggi disponibili, si sono rivelate corrette in quanto consentono di contenere, o perlomeno rallentare, la diffusione del virus». Da Palazzo Lombardia, infine, si fa sapere che come «dalle prime evidenze ogni soggetto positivo trasmette il Covid-19 ad altre 2 persone».

ORE 15.05 IN ARRIVO LE MISURE ANTICRISI.  Bollette sospese per 6 mesi, stretta su chi specula su mascherine e igienizzanti e stop alle rate dell'assicurazione dell'auto. Sono le prime misure economiche che emergono dalla bozza di decreto, per affrontare l'emergenza Coronavirus nelle zone rosse, che il governo sta preparando in vista del Consiglio dei ministri atteso a Palazzo Chigi alle 19.30.

ORE 13.50. ZAIA: SU RIAPERTURA SCUOLE DECIDE OGGI L'ISS. Sulla riapertura della scuole «entro oggi arriverà la decisione dell'Istituto superiore di Sanità». Lo ha reso noto il governatore del Veneto, Luca Zaia. L'auspicio è che «lunedì possano riaprire le scuole del Veneto - ha precisato - perché io posso parlare solo della mia Regione. Non mi permetto di dare indicazioni sulle situazioni. Ma penso sia ragionevole che tra oggi, massimo domani, si dica cosa vogliamo fare. Bisogna dare indicazioni chiare» a famiglie e cittadini «ma nel rispetto delle valutazioni scientifiche». «Ripartire è il sogno», conclude.

ORE 13.48 STASERA CONSIGLIO DEI MINISTRI SU CORONAVIRUS. Consiglio dei ministri previsto per oggi alle 19 e 30. All'ordine del giorno dovrebbe esserci il decreto per aiutare imprese e lavoratori nelle zone colpite dal contagio da coronavirus

ORE 13.45.  REINTRODUZIONE DEI CERTIFICATI MEDICI  A SCUOLA. I PEDIATRI SI OPPONGONO. Medici e pediatri sul piede di guerra contro l'obbligo di certificare il rientro a scuola di bambini e ragazzi rimasti a casa per più di cinque giorni, previsto dal Dpcm varato il 25 febbraio scorso dal Consiglio dei ministri. Un tema che si porrà soprattutto a partire da lunedì 2 marzo, quando - se l'ordinanza sulla chiusura degli istituti scolastici nelle aree più a rischio in scadenza il 1 marzo non sarà prorogata - riapriranno le scuole in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. 'Non firmerò alcun certificato finchè l'Istituto superiore di sanità non ci farà avere i riferimenti in base ai quali certificare con assoluta certezza la non contagiosità di un bambino per coronavirus dopo un episodio respiratorio, senza aver fatto un tamponè, afferma Silvestro Scotti segretario della Fimmg, la Federazione dei medici di famiglia. 'I medici sono stati lasciati soli per l'ennesima volta - attacca Scotti -. Darci la responsabilità di certificare un rientro in aula significa far ricadere su di noi lo scaricabarile tra il sistema scolastico e quello sanitario. Non firmeremo alcun certificato senza garanzie e quindi nessun bambino rimasto a casa tornerà a scuolA.

ORE 12.05. ANNULLATO IL SALONE DELL'AUTO. ELKANN: TAVOLO IMPRENDITORI E CREATIVI PER RILANCIARE  L'ITALIA.  Il Salone dell'Auto di Ginevra è stato annullato a seguito della decisione del governo svizzero di vietare tutti gli eventi pubblici con oltre mille partecipanti. La nuovantesima edizione dell'esposizione, che attira tradizionalmente al Palaxpo di Ginevra migliaia di persone, avrebbe dovuto aprire al pubblico dal 5 al 15 marzo. La decisione è stata presa di fronte al crescente numero di casi di coronavirus riscontrati in diversi cantoni.

Un tavolo comune tra imprenditori e creativi italiani per rilanciare l'Italia in difficoltà a seguito dell'emergenza Coronavirus. La proposta è di Lapo Elkann che in tweet scrive: «L'attrattività e la credibilità internazionale della nostra Italia è in pericolo. Invito tutti i creativi e imprenditori delle eccellenze italiane a unirci per studiare azioni concrete insieme e senza la politica per il nostro Paese. I miei uffici e casa mia sono sempre aperti», conclude Elkann con l'hashtag #proudtobeitalian.

ORE 10.55. ORDINE DEI MEDICI A FONTANA: DOTTORI NON PROTETTI.  «Non si può accettare che i nostri medici si trovino a fronteggiare l'emergenza Covid-19 senza le dotazioni per la protezione personale dal virus». Lo scrive in una lettera al governatore della Lombardia Attilio Fontana il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli. «Un medico che si ammala - aggiunge - è un medico sottratto al servizio sanitario nazionale e alla tutela del diritto alla salute». Il presidente di Fnomceo, che ha raccolto numerose testimonianze dei medici che si trovano nelle «zone rosse» e lavorano sul territorio, registra la «grave carenza» di mascherine del tipo Fpp2 e Fpp3, tute, occhiali per poter visitare i pazienti in sicurezza. Proprio giovedì due dottoresse in quarantena nel Lodigiano hanno denunciato che l'unico collega arrivato in sostituzione aveva ricevuto soltanto due mascherine e nessun'altra dotazione. Anelli chiede poi al Presidente della Lombardia che venga attivato un doppio canale di assistenza sanitaria nelle 'zone rossè: «uno con strutture specifiche ed équipe dedicate, l'altro per le visite di routine, da gestire con dispositivi di sicurezza al momento carenti». Alle parole di Anelli si associa il presidente dell'Ordine dei Medici di Lodi Massimo Vajani: «Occorre adesso un aiuto concreto e urgente, che non debba fare i conti con i tempi della burocrazia», dice, «servono tensostrutture dedicate al triage per il Covid-19, in modo da riattivare i pronto soccorso che, come quelli di Codogno e di Casalpusterlengo, sono stati chiusi, e renderli accessibili agli altri pazienti». Vajani chiede anche che vengano «potenziate le sostituzioni dei medici di Medicina Generale, che hanno scelto di trascorrere la quarantena nei loro ambulatori, per poter continuare almeno a fare prescrizioni e triage telefonici. È necessario potenziare gli organici degli ospedali, per dar modo ai colleghi di staccare. Tutti questi medici, ai quali, come Ordine e come Federazione, va la nostra gratitudine, devono essere sostenuti con provvedimenti rapidi ed efficaci».

ORE 9.50. APERTURA IN FORTE CALO PER LE BORSE EUROPEE.  Sono trascinate al ribasso da wall street, con i mercati che guardano con preoccupazione agli effetti sull'economia del coronavirus. Milano con ftse mib perde al momento il 3,11%. A Londra, l'indice ftse 100 perde il 2,75%. A Francoforte, il dax 30 cede il 3,30%. A Parigi, il cac 40 arretra del 2,78%. A Madrid l'ibex 35 perde il 3,18%

ORE 9.15. PRIMO PAZIENTE POSITIVO AL POMA. Il contagiato, però, non è un mantovano, ma un sessantenne bresciano, con patologie pregresse, trasferito giovedì pomeriggio dall’ospedale di Manerbio (Brescia) che aveva necessità di liberare alcuni posti letto per accogliere altri pazienti.

ORE 9. MIGLIORANO I DATI SUI GUARITI. BRITISH AIRWAYS CANCELLA NUOVI VOLI PER NORD ITALIA. Secondo gli ultimi aggiornamenti sono 650 le persone positive al virus in Italia secondo le Regioni, ma soltanto 282 quelli finora convalidati dall’Istituto superiore di sanità. E sono 45 le persone guarite (40 in Lombardia, 3 nel Lazio e 2 in Sicilia). In queste ore potrebbero esserci novità sulla modifica delle ordinanze all'origine della chiusura delle scuole. In diverse Regioni i ragazzi torneranno in classe lunedì. Per il Mantovano e la Lombardia si attendono decisioni in queste ore. Intanto la British Airways ha deciso di cancellare nuovi voli verso il nord Italia e di prolungare questa misura, inizialmente prevista fino all'11 marzo, almeno fino al 28 marzo. Lo riporta la Bbc. Oltre ai collegamenti con Milano, ha annunciato la compagnia di bandiera britannica, saranno interrotti 56 collegamenti con diverse destinazioni tra le quale Bologna, Venezia e Torino. Diminuiti anche i collegamenti con Seoul, che saranno un giorno sì e uno no, e cancellati sei voli verso Singapore fino al 15 marzo.

 

27 FEBBRAIO

ORE 16.25 IL CORONAVIRUS DEPRIME IL PIL. l coronavirus in Italia, allo stato attuale, determina una contrazione delle stime del Pil atteso ora a -0,3% nel 2020. Prometeia in una nota ricorda che, la scorsa settimana aveva pubblicato un focus sugli effetti del coronavirus stimando in -0,1% del Pil gli effetti sul nostro Paese come riflesso della caduta della produzione e della domanda interna cinese e degli effetti sugli scambi internazionali, oltre che sul turismo cinese in Italia. Ma nell'ultimo fine settimana il quadro è drasticamente cambiato per il nostro Paese, per l'emergere di focolai di infezione localizzati in alcune zone della Lombardia e del Veneto. Pertanto, osserva Prometeia, «è molto probabile che, pur assumendo che si mettano in atto politiche di sostegno alle imprese in difficoltà e che la situazione tenda a normalizzarsi entro metà marzo, il primo trimestre registri una contrazione del Pil nell'ordine dello 0,3% (primo trimestre 2020 su ultimo trimestre 2019; una revisione al ribasso di 0,4% rispetto alla stima di febbraio), e dunque si possa definire una condizione di recessione tecnica (due trimestri consecutivi di caduta del prodotto interno lordo), la quarta recessione dal 2009. Nell'ipotesi di una ripresa nei trimestri successivi in linea con quanto previsto nella stima precedente, e dunque che la perdita nel primo trimestre non venga recuperata in quelli successivi, si registrerebbe una caduta del Pil di analogo ammontare nella media d'anno». Tuttavia, sottolinea, «qualsiasi valutazione degli effetti economici dipende comunque in modo decisivo dalla durata del contagio e dalle misure atte a contenerlo»

ORE 15.15. ZAIA: SCUOLE VENETE DA RIAPRIRE LUNEDI'.  «Sono dell’opinione che lunedì si debbano riaprire le scuole e si debba tornare alla normalità». L’ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, rispondendo alle domande dei giornalisti davanti alla sede della Protezione Civile di Marghera (Venezia). La notizia non solo interessa anche gli studenti universitari mantovani, ma potrebbe avere conseguenze sulle decisioni che prenmderà la Regione Lombardia nelle prossime ore.  "Io penso che l'ordinanza debba essere revocata _ ha daggiunto  il governatore del Veneto, riferendosi all'ordinanza Ministero della salute/Regione con le misure di sicurezza per contenere la diffusione del Coronavirus _ oggi in Veneto abbiamo un incremento dei contagiati che è minimale, una decina di casi in più, di cui più della metà asintomatici e gli altri non sono gravi». Per Zaia «non c'è quindi questo picco esponenziale che giustifichi» il mantenimento delle misure previste nell'ordinanza in vigore fino all'1 marzo. «Spero che a livello nazionale si decida di revocare quel minimo di ordinanze che è stato fatto» ha proseguito Zaia. «Si tratta - ha concluso - di una pandemia mediatica che vive sui social. E ricordo che in Veneto nessuna attività commerciale è stata bloccata. Il Veneto non è bloccato». 

ORE 13.55 QUATTORDICESIMA VITTIMA DEL CORONAVIRUS.  37 LE PERSONE GUARITE IN LOMBARDIA.  Le persone morte a causa del coronavirus sono 14. Ad annunciare i bilanci aggiornati dell’epidemia ci ha pensato il capo della protezione civile e commissario per il coronavirus, Angelo Borrelli, che ha spiegato come "stiamo aspettando gli esiti dell'Istituto superiore di sanità per avere l'accertamento ufficiale". Abbiamo in tutto 528 casi positivi e di questi 474 sono in assistenza e 278 persone sono in isolamento domiciliare quindi non hanno bisogno di ricovero in ospedale. Ne abbiamo 159 ricoverati con sintomi e 37 in terapia intensiva". I contagi divisi per Regione "I numeri dei contagiati sono quindi: 305 in Lombardia, 98 in Veneto, in Emilia Romagna 97, in Liguria 11, 3 nel Lazio e 3 in Sicilia, di cui 2 guariti. In Toscana 2, in Campania 2, in Piemonte 2. Uno in provincia di Bolzano e uno in Abruzzo", ha aggiunto Borrelli. Le persone morte a causa del coronavirus sono 14. Ad annunciare i bilanci aggiornati dell’epidemia ci ha pensato il capo della protezione civile e commissario per il coronavirus, Angelo Borrelli, che ha spiegato come "stiamo aspettando gli esiti dell'Istituto superiore di sanità per avere l'accertamento ufficiale". Abbiamo in tutto 528 casi positivi e di questi 474 sono in assistenza e 278 persone sono in isolamento domiciliare quindi non hanno bisogno di ricovero in ospedale. Ne abbiamo 159 ricoverati con sintomi e 37 in terapia intensiva". I contagi divisi per Regione "I numeri dei contagiati sono quindi: 305 in Lombardia, 98 in Veneto, in Emilia Romagna 97, in Liguria 11, 3 nel Lazio e 3 in Sicilia, di cui 2 guariti. In Toscana 2, in Campania 2, in Piemonte 2. Uno in provincia di Bolzano e uno in Abruzzo", ha aggiunto Borrelli.

ORE 12.15  NIENTE ZONA ROSSA A CREMONA. Non verrà istituita una nuova zona rossa a Cremona, perchè i casi in quella provincia sono comunque legati al focolaio originario nel Lodigiano, mentre si sta valutando la zona di Alzano, nel Bergamasco. Lo ha affermato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, al termine della riunione in Prefettura. «Il focolaio strutturato e vero è quello del lodigiano e anche i casi del cremonese che sono quelli più numerosi dopo Lodi sono ancora legati a quel focolaio. C’è un tema bergamasco su cui stiamo ragionando, che è l’area di Alzano. I tecnici stanno verificando e valutando se ci sia questa necessità o se il tema dell’isolamento sia sufficiente».  L'assessore ha aggiunto: «Sulle ordinanze noi valutiamo se c'è la necessità di prorogarle per una settimana, magari mitigandole». 

ORE 11. CORONAVIRUS, AVVIO PESANTE DELLE BORSE. Avvio pesante per le Borse europee, con la paura per la diffusione dell'epidemia di coronavirus che continua a essere l'elemento che orienta l'andamento dei listini (Parigi -2,2%, Francoforte -2,11%, Madrid -1,65% e Londra -2,1%). Anche Milano, che ieri si era salvata grazie alla buona performance di Saipem, Cnh Industrial e Tim, torna a perdere quota e lascia sul campo il 2,13%, complice anche il rialzo dello spread a 154 punti, contro i 149 della chiusura di ieri. Mentre la situazione in Cina sembra in qualche misura migliorare (la Commissione sanitaria nazionale ha detto che i nuovi contagi giornalieri sono stati 433, per la prima volta meno che fuori dal Paese, e le vittime 29, il livello più basso in un mese), nel resto del mondo, a partire dall'Italia, la diffusione del virus ancora rapida. Il timore degli investitori è che l'epidemia diventi una pandemia, con ricadute potenzialmente molto dannose per l'economia globale, che rischierebbe di finire in recessione. Negli Stati Uniti il presidente americano Donald Trump ha messo il vicepresidente Mike Pence a capo della task force per rispondere all'emergenza.

ORE 10. NEL WEEKEND LA DECISIONE SULLA RIAPERTURA DELLE SCUOLE.  La decisione se riaprire o meno le scuole in Lombardia sarà presa nel fine settimana. Lo ha precisato il presidente della Lombardia Attilio Fontana intervenendo a Rtl. Fontana ha spiegato che per vedere i risultati delle ordinanze, come gli ha spiegato anche il professor Burioni, ci vuole una settimana e dunque «ci ritroviamo per fare il punto sulla situazione e decideremo se si nota un'inversione o è troppo presto». Stesso discorso per l'apertura degli stadi

ORE 9. PRIMO CASO IN ABRUZZO: UN TURISTA BRIANZOLO.  La Lombardia resta un focolaio di coronavirus. Oggi si registra il primo contagio accertato in Danimarca. Lo abbiamo esportato noi. Si tratta di un uomo rientrato dall’Italia con la sua famiglia il 24 febbraio dopo aver trascorso una vacanza in una località sciistica della Lombardia. Le autorità danesi hanno dichiarato che la moglie e il figlio sono risultati negativi al test mentre le condizioni del paziente ricoverato sono definite «abbastanza buone». Sempre dalla Lombardia, in particolare dalla Brianza, proviene anche il primo contagio in Abruzzo. Un uomo ricoverato nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Teramo è risultato positivo al primo test. Per avere una conferma ufficiale bisognerà però attendere il secondo test che sarà eseguito dall’istituto Spallanzani di Roma. Il paziente era arrivato a Roseto degli Abruzzi insieme alla famiglia per trascorrere qualche giorno di vacanza nella loro abitazione di villeggiatura.

  26 FEBBRAIO

ORE 22. UN CASO IN REGIONE, IN ISOLAMENTO ANCHE FONTANA. Una stretta collaboratrice del presidente lombardo Attilio Fontana è risultata positiva al coronavirus, e il governatore, pur avendo fatto le analisi e non avendo alcuna positività al virus, vivrà in isolamento per circa due settimane. lo annuncia lo stesso Fontana in una diretta Facebook

ORE 20. SETTE BAMBINI INFETTATI. Il Coronavirus non risparmia nemmeno i bambini, anche se la malattia nel loro caso risulta meno virulenta rispetto agli adulti e soprattutto agli anziani, come ha ricordato il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Sale il numero dei contagiati, anche fra i bambini e gli adolescenti: sette sono risultati positivi in Lombardia e una in Veneto. Un conteggio di cui dice di non avere contezza il commissario straordinario per l'emergenza il commissario straordinario Angelo Borrelli: «non abbiamo informazioni ufficiali sui bambini contagiati: non so da dove escano queste informazioni. Quando le avremo ve le daremo». Nel caso della Lombardia, i bambini positivi (come confermato dal governatore Attilio Fontana) sono praticamente tutti legati al focolaio di Codogno, al centro della zona rossa dove da domenica vige il divieto di ingresso ed uscita. In particolare, una bambina di quattro anni di Castiglione d'Adda è ricoverata all'ospedale San Matteo di Pavia, lo stesso dove si trova il cosiddetto Paziente1. Ma se il trentottenne è in rianimazione in condizioni gravi, la bambina è ricoverata tranquillamente nel reparto di malattie infettive.

All'ospedale di Seriate, in provincia di Bergamo, si trova un quindicenne positivo al test, che però è ricoverato per ragioni diverse dal Coronavirus, ha spiegato l'assessore al Welfare Giulio Gallera. Sono invece tornati a casa un bambino di 10 anni di San Rocco al Porto (Lodi) e uno di Soresina (Cremona), che era risultato positivo in Trentino mentre era in vacanza con i genitori (positivi anche loro). Ai suoi compagni di classe è stato fatto il tampone e sono tutti risultati negativi. Il tampone è stato fatto anche ai compagni di scuola di un diciassettenne di Valdidentro, che frequenta l'istituto tecnico agrario Tosi di Codogno, la cittadina considerata il focolaio del virus. Tornato a casa venerdì aveva accusato febbre e malessere. Gli era stato fatto il tampone (risultato positivo) e poi era stato trasferito all'ospedale di Lecco, da cui potrebbe venire presto dimesso. Al momento, segnala la Prefettura, almeno altri due suoi compagni di scuola, anche loro della provincia di Sondrio, sono risultati positivi al test: una ragazza di Gordona, in Valchiavenna, e un ragazzo di Montagna di Valtellina. Entrambi sono asintomatici e stanno trascorrendo un periodo di isolamento di due settimane a casa così come la loro famiglia. Sono invece risultati negativi i test di altri sette compagni di scuola che vivono in Valtellina. Una buona notizia è arrivata da Piacenza, dove una trentaseienne positiva al test ha partorito un bambino: assolutamente sano. (ANSA).

ORE 19. QUATTROCENTO CONTAGIATI. Sono 400 i contagiati per il Coronavirus in Italia. Sono 258 in Lombardia, 71 in Veneto, 47 in Emilia - Romagna, 11 in Liguria, 3 in Piemonte, Lazio e Sicilia; 2 in Toscana uno a Bolzano e uno nelle Marche. Il numero dei deceduti resta fermo a 12, sale a 3 quello delle persone guarite. Le persone ricoverate con sintomi sono 128, quelle in terapia intensiva 36 e quelle in isolamento domiciliare 221.Il dato aggiornato è stato fornito dal commissario per l'emergenza Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile. "Oltre la metà dei positivi - ha aggiunto - non ha bisogno di cure ospedaliere e, come conferma anche l'Oms, gli affetti da coronavirus hanno in 4 casi su 5 sintomi lievi".

ORE 17.40. IL COMUNICATO DEL CARLO POMA. Anche nella giornata di oggi si è riunita l’Unità di Crisi dell’ASST di Mantova per affrontare l’emergenza Coronavirus. I tamponi effettuati fino al momento attuale non hanno riscontrato casi positivi. Di seguito le principali disposizioni.

INTERVENTI CHIRURGICI. Su indicazioni regionali, è stata ampliata la casistica degli interventi chirurgici programmati che potranno essere effettuati. Sarà cioè garantita, oltre all’attività in urgenza ed emergenza, anche l’attività a ridotta gravità, che non interferisca cioè con la disponibilità dei posti letti di Rianimazione riservati all’eventuale accoglienza di pazienti colpiti da Coronavirus.

ATTIVITÁ AMBULATORIALE E SPORTELLI. L’attività ambulatoriale continuerà ad essere assicurata, ad eccezione di screening e vaccinazioni. Resta sospesa l’attività degli uffici scelta e revoca, patenti e invalidi. Sospesa per la sola giornata del 29 febbraio anche l’attività del punto prelievi di Castelbelforte.

ISOLAMENTO A DOMICILIO DEI PAZIENTI. È stata concordata con ATS della Val Padana una procedura specifica per l’isolamento fiduciario di pazienti a domicilio. Cosa comporta? Le persone che si presentano al Pronto Soccorso con una sintomatologia non importante verranno sottoposte a tampone e potranno essere dimesse – se accetteranno, firmando il relativo consenso – in attesa dell’esito del test. Le dimissioni avverranno in regime di sicurezza, sotto la sorveglianza di ATS e del medico di medicina generale di riferimento. Si ricorda che al Pronto Soccorso di Mantova è stato attivato un triage dedicato, con la presenza di un infettivologo per facilitare i percorsi.

PRESIDI DI SICUREZZA. La fornitura dei presidi di sicurezza (mascherine, abbigliamento idoneo per il personale e così via) raggiunge l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Mantova con regolarità.

COLLABORAZIONE CON EROGATORI PRIVATI. A supporto di ASST, è in atto una proficua collaborazione con gli erogatori privati, che stanno mettendo a disposizione posti letto per l’accoglienza di pazienti in caso di necessità.

ORE 15

Il dodicesimo decesso legato a coronavirus è un uomo di Lodi di 69 anni, con patologie respiratorie pregresse, morto in Emilia Romagna. E' l'aggiornamento dato in mattinata dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, durante la conferenza stampa di rito sull'emergenza sanitaria. La conta sull'epidemia Covid-19 che rispetto a ieri ha registrato un incremento di 52 persone contagiate raggiungendo quota 374. La Lombardia registra 261 casi, Veneto 71, Emilia Romagna 30, Piemonte 3, Lazio 3, Liguria 6, Toscana 2, Sicilia 3, Marche 1 e Alto Adige 1

ORE 13.15. MANTOVA. Negativi anche gli ultimi sette tamponi eseguiti a Mantova nelle ultime ore. I risultati dei test, eseguiti fino a ieri sera, sono arrivati questa mattina dall'ospedale di Pavia e nessuno è positivo. 

ORE 10

Nella notte è salito a 259 il numero delle persone contagiate da Coronavirus in Lombardia e, fra loro, ci sono anche 4 minori, di cui una bimba di 4 anni. Altri 2 hanno 10 anni e uno 15. Due sono già stati dimessi e gli altri due stanno effettuando gli accertamenti del caso.

ORE 8.30

È di 344 contagiati di cui 11 morti il bilancio del coronavirus in nove regioni d'Italia:

259 casi con 9 vittime in Lombardia (il nuovo numero è stato fornito dal presidente della Regione Fontana); 45 casi con 2 morti in Veneto; 26 casi in Emilia Romagna; 3 in Piemonte, Lazio e Sicilia; 2 in Toscana e Liguria; 1 in Alto Adige. È attesa oggi la conferma di una positività nelle Marche. Al momento i focolai restano quelli della Lombardia e del Veneto e tutti i contagiati avevano avuto contatti con i residenti delle zone rosse, oppure vi avevano soggiornato. Anche per quanto riguarda le vittime, si tratta di persone che hanno contratto il virus anche a causa di una immunodepressione dovuta ad altre patologie. Walter Ricciardi nuovo consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, invita a "ridimensionare questo grande allarme, il 95 per cento dei malati guarisce, tutti i morti avevano già condizioni gravi di salute".

25 FEBBRAIO

ORE 18.30 ALTRE QUATTRO VITTIME. Nelle ultime ore sono morte altre quattro persone con il coronavirus, tutti in Lombardia. Si tratta di due uomini di 84 e 91 anni e una donna di 83 e di una quarta persona. Lo ha riferito il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli nel punto stampa. In totale i contagiati sono 322.

ORE 18 NESSUN CASO NEL MANTOVANO. Anche nella giornata di oggi si è riunita l’Unità di Crisi di ASST. Si conferma che i tamponi effettuati fino al momento attuale a Mantova non hanno riscontrato casi positivi.  Di seguito le principali disposizioni dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale. Nel corso della riunione sono state decise anche altre misure, che riportiamo di seguito.

TRIAGE DEDICATO IN PRONTO SOCCORSO

Per accogliere i pazienti che si presentano al Pronto Soccorso di Mantova con sindrome respiratoria, è stato creato un triage infettivologico dedicato. Questa azione consentirà di facilitare i percorsi all’interno della struttura e di aumentare le misure di sicurezza.

POSTI LETTO IN ISOLAMENTO

Sono stati riorganizzati i reparti ospedalieri, in modo da aumentare il numero di posti letto in isolamento, a disposizioni per eventuali necessità.

ATTIVITÁ CHIRURGICA E AMBULATORIALE - SPORTELLI

Si conferma la progressiva riduzione degli interventi chirurgici programmati. Saranno garantiti gli interventi in urgenza ed emergenza. L’attività ambulatoriale è regolarmente assicurata, ad eccezione di screening e vaccinazioni.  Resta sospesa l’attività degli uffici scelta e revoca, patenti e invalidi.

PUNTI PRELIEVO

Il punto prelievi di Campitello è chiuso soltanto nella giornata di domani, 26 febbraio, quello di Castelbelforte sarà chiuso sabato 29 febbraio. Il punto prelievi di Viadana è al momento chiuso su disposizione di ASST di Cremona. Sono regolarmente in funzione i punti prelievo di Bozzolo, Asola, Castelgoffredo, Ospedale di Mantova, Poliambulatorio di via Trento, Borgovirgilio, Porto Mantovano, Roncoferraro, Borgomantovano, Poggio Rusco, Quistello, Sermide.

CAMERE MORTUARIE

L'accesso alle camere mortuarie è limitato a sole tre persone per ogni deceduto.

MISURE DI SICUREZZA GENERALI

Come da disposizioni regionali, ogni paziente e familiare che accederà ai servizi di ASST sarà dotato di mascherina e invitato a lavarsi le mani a scopo precauzionale.

ORE 16.30 SECONDO CASO NEL BRESCIANO. Una ginecologa di 36 anni operativa all'ospedale di Manerbio in provincia di Brescia è il secondo caso bresciano di Coronavirus. È ricoverata agli Spedali civili di Brescia e avrebbe avuto contatti con il primo contagiato bresciano, un 51enne di Pontevico, che era passato proprio dall'ospedale di Manerbio.

ORE 13 MANTOVA. Nelle ultime ore in provincia di Mantova sono stati eseguiti altri tamponi: sono tutti negativi. Il pronto soccorso dell'ospedale Carlo Poma è praticamente deserto: verso mezzogiorno solo 8 persone in attesa. Segno che gli appelli di non correre al pronto soccorso in caso di febbre o tosse sono arrivati a destinazione e i mantovani hanno recepito il percorso consigliato dalle autorità sanitarie. Di conseguenza anche il parcheggio dell'ospedale di Mantova, solitamente al completo, questa mattina presentava tantissimi posti liberi. In calo anche gli accessi agli ambulatori dei medici di famiglia.

12.45. IL BILANCIO: 283 I CONTAGI. Sono 283 le persone contagiate, 7 i morti e un guarito da coronavirus. lo ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, in conferenza per fare il punto sull'epidemia di coronavirus. In Lombardia ci sono 212 contagiati da coronavirus, 40 più del 24 febbraio, e 6 deceduti. In veneto 38 contagi, 5 in più, e una persona deceduta. In Emilia Romagna 23 casi positivi, cinque in più. In Piemonte tre casi come il 24 febbraio, lo stesso per il lazio (3 casi, di cui un guarito). In Toscana due casi, in Sicilia un altro caso che riguarda una signora risultata positiva proveniente dalla Lombardia pur se ci sono in corso delle verifiche.

 

10.30. LA REGIONE LOMBARDIA: DA CONTE ATTACCO IGNOBILE. «Purtroppo abbiamo seguito i protocolli del governo». Così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. «Sono stato zitto, non ho fatto polemiche, però se accusano la Lombardia non posso tacere - aggiunge -. Avevamo proposto di aumentare i controlli un mese prima che scoppiasse l'epidemia. Ci hanno accusato di essere razzisti, di diffondere il panico. Conte il 3 febbraio ha detto di fidarsi, ora ci attacca su Codogno. Spero sia una voce sfuggita, altrimenti vuol dire che ha cambiato strategia». Rincara la dose l'assessore lombardo al welfare Giulio Gallera: «Noi veniamo in maniera ignobile attaccati da un presidente del Consiglio che, non sapendo di cosa parla, dice che noi non seguiamo i protocolli, quando la Regione Lombardia i protocolli non solo contribuisce a livello nazionale a realizzarli ma li segue in maniera puntuale». Intanto sono saliti a 206 i casi di positività in regione, con 1.800 tamponi effettuati. Intanto, nuovi casi a Firenze e Palermo. Nel capoluogo toscano è stato ricoverato all'ospedale di Santa Maria Nuova un uomo d'affari di 60 anni rientrato da Singapore. In Sicilia una turista di Bergamo è stata portata all'ospedale palermitano Cervello. Negativo il tampone al marito, confinata in albergo in centro la comitiva di una trentina di persone di cui fa parte la coppia.  

24 FEBBRAIO

22.30. DALL'EMERGENZA AL RISCHIO RECESSIONE. Le borse mondiali crollano con il balzo di nuovi casi di

coronavirus fuori dalla Cina e vedono andare in fumo in una seduta 1.000 miliardi di dollari. L'aumento dei casi smorza le speranze degli investitori sul contenimento del virus, e alimenta i timori per una frenata dell'economia. L'emergenza scattata in Italia affonda Piazza Affari, la peggiore a livello mondiale: chiude in calo del 5,4% bruciando 30 miliardi di euro. L'ondata di vendite non risparmia le altre borse europee: l'indice Euro Stoxx 600 perde il 3,79% mandando in fumo 352 miliardi. Parigi chiude in calo del 4,06%, Francoforte del 4,04%. Affonda anche Wall Street che, con perdite superiori al 3%, archivia la peggiore seduta da due anni. Il Dow Jones crolla di 1.000 punti e, insieme allo S&P 500, brucia i guadagni del 2020, appesantito dal tonfo delle compagnie aeree. I viaggi e il turismo sono infatti i settori destinati a risentire maggiormente dell'emergenza

coronavirus: le misure dei singoli paesi per limitare il contagio e i timori dei viaggiatori a visitare zone considerate a rischio manderanno all'aria - secondo gli analisti - un intero anno di crescita per il comparto. Un trend quindi preoccupante per l'Italia, una delle mete turistiche preferite a livello mondiale, e dalle possibili pesanti ripercussioni sull'economia. Gli economisti non sembrano dubitare del fatto che il pil italiano pagherà un prezzo salato, con una possibile recessione.

21.30. CONTE INVITA ALL'UNITA' MA ATTACCA SU CODOGNO. «Ringrazio tutti i governatori perché c'è un grande spirito di collaborazione. Noi tutti insieme abbiamo delle responsabilità. Noi ce la faremo tutti insieme, perché siamo una grande nazione, abbiamo un grande cuore e una grande testa». Lo ha detto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte giungendo nella sede nazionale della protezione civile. In seguito tuttavia ha criticato l'operato di un ''ospedale che non ha osservato determinati protocolli favorendo la nascita di uno dei due focolai che cerchiamo di contenere con misure draconiane''. Il riferimento è al nosocomio di Codogno.

ORE19.30. LE VITTIME SALGONO A 7.  Una donna 62enne di Castiglione d’Adda, è morta all’ospedale di Como.

ORE 19. TRENI IN TILT IN TUTTO IL NORD ITALIA. Giornata nera per i viaggiatori di mezza Italia, compresi i pendolari della Mantova-Milano. I disagi sono iniziati all'ora di pranzo quando è stata chiusa la stazione del Casalpusterlengo, pare per la posititività al coronavirus del capostazione. La stazione è stata chiusa in attesa di sanificazione. Raffica di cancellazioni sulla linea Mantova-Piacenza. Dalle 13.30 la circolazione tra Mantova e Milano è stata di fatto sospesa, se si esclude un treno partito alle 18 e che dovrebbe arrivare a Mantova attorno alle 21 via Trevigilio. Un secondo e ultimo treno dovrebbe partire alle 20.20 da Lambrate. I treni regionali sulle linee Milano - Bologna e Bologna -Poggio Rusco sono stati cancellati o limitati. Attivati servizi sostitutivi con autobus fra Lodi e Piacenza e fra Bologna e Poggio Rusco. Considerata la possibilità del verificarsi di analoghe esigenze di controlli sanitari, in via precauzionale, l’offerta dei servizi di trasporto da domani, martedì 25 febbraio, sarà ridotta, anche in funzione della domanda di trasporto prevista dalle imprese ferroviarie. I programmi di circolazione saranno pubblicati nelle prossime ore sui canali delle imprese ferroviarie.

ORE 17.30. LA MAUGERI SOSPENDE I RICOVERI PROGRAMMATI.  Al fine di far fronte all’emergenza Covid19, Ics Maugeri, seguendo quanto già previsto dalle ordinanze e dalle indicazioni del ministero della Salute e di Regione Lombardia, ha deciso di sospendere i ricoveri ordinari programmati, nei propri Istituti lombardi, sino a venerdì 28 febbraio, fermi restando singoli accordi con ATS-ASST. "Relativamente all’accesso dei visitatori - si legge in una nota - l’orario massimo consentito di visita, mattutino e serale, con presenza di un solo visitatore per degente, è di 2 ore. La presenza di un caregiver, durante la giornata, sarà autorizzata una volta valutata la necessità per il paziente e la insussistenza di fattori di rischio per il contagio. Sempre fino a venerdì 28, sono sospese tutte le attività ambulatoriali, diagnostiche e i prelievi, che non abbiano carattere di urgenza o che non rappresentino prestazioni indifferibili per la salute del paziente".

ORE 17.00. CHIUSA LA BORSA MERCI.  La Camera di commercio di Mantova sospende le attività della Borsa Merci di giovedì 27 febbraio 2020. "In relazione a quanto disposto dal D.L. inerente misure di contenimento del Coronavirus e dalla Ordinanza di Regione Lombardia - si legge in una nota - al fine di contenerne la diffusione e limitare al massimo l’esposizione al rischio di eventuale contagio, le Commissioni di Borsa non verranno convocate; le C.U.N.- Commissioni Uniche Nazionali non saranno ospitate presso la sede del Centro Congressi MAMU. Decisioni sulle sedute successive di Borsa Merci verranno comunicate a tempo debito, dopo aver verificato l’andamento degli sviluppi della vicenda".

ORE 15.30. DECEDUTO 80ENNE A MILANO. Salgono a 6 le vittime con la morte di un 80enne di Castiglione d'Adda all'ospedale Sacco di Milano. Era stato portato al nosocomio di Lodi per un infarto il 20 febbraio e poi trasferito per l'aggravarsi delle condizioni. Smentita dalla Regione Lombardia la notizia della morte di una donna di Crema agli Spedali civili di Brescia.

ORE 14.15. L'ASST: NESSUN CASO POSITIVO A MANTOVA. STOP ALL'ATTIVITA' OPERATORIA PROGRAMMATA. Anche nella giornata odierna si è riunita l’Unità di crisi, istituita da Asst di Mantova per affrontare l’emergenza Coronavirus. Durante la seduta si è preso atto delle ordinanze di Regione Lombardia, confermando le misure organizzative già adottate nei giorni scorsi.

Si conferma al momento attuale che i tamponi effettuati non hanno rilevato casi positivi. Sono stati censiti i quantitativi di dispositivi di protezione individuale per pazienti e operatori disponibili in azienda, nonché quelli legati a necessità future. L’Unità di crisi ha inoltre concordato eventuali iniziative che potrebbero essere intraprese sul fronte dei lavori per aumentare il numero di posti letto isolabili.

Come da indicazioni regionali vengono sospese le attività di vaccinazioni, screening, scelta e revoca, commissioni invalidi e commissioni patenti. Sono invece assicurate le restanti attività ambulatoriali, a partire da quelle in urgenza.

Si conferma la progressiva riduzione dell’attività chirurgica programmata e si garantiscono gli interventi chirurgici in urgenza ed emergenza. L’azienda si è attrezzata per aumentare le misure di protezione, ma chiede la collaborazione attiva dei cittadini. In particolare si raccomanda agli utenti con sintomi influenzali o respiratori di non rivolgersi al Pronto Soccorso per evitare situazioni di sovraffollamento ed eventuale contagio. È necessario chiamare invece il 112, che valuterà ogni singola situazione e spiegherà quale comportamento adottare. È inoltre attivo il numero unico di emergenza 800.89.45.45. Per informazioni generali si può contattare il 1500, numero di pubblica utilità del Ministero della Salute.

23 FEBBRAIO

ORE 21.50. ACCESSO AGLI AMBULATORI MEDICI PROGRAMMATO. L'accesso all'ambulatorio dei medici di medicina generale e pediatri di base dovrà avvenire in questi prossimi giorni solo dopo contatto telefonico, in cui il medico dovrà effettuare un triage telefonico, distinguendo i casi potenzialmente sospetti di Covid19. Va quindi evitato il libero accesso. È questa una delle indicazioni elaborate dalla regione Lombardia e inviate ai medici delle cure primarie e alle Ats (Agenzia tutela della salute). Ai pazienti non sospetti dovrà essere dato un accesso differenziato, preferibilmente in altri orari, come nel caso di ripetizione di ricette per i malati cronici. I pazienti, qualora possibile, devono andare in ambulatorio da soli. Nelle sale d'aspetto degli ambulatori di medici e pediatri di base dovranno essere disponibili per i pazienti mascherine chirurgiche e disinfettante per le mani, che dovranno essere forniti dall'Ats. Per le visite a domicilio dovranno essere forniti contenitori per il trasporto del materiale utilizzato. Ai medici le Ats dovranno dare camice monouso in Tnt (tessuto non tessuto) idrorepellente, occhiali a maschera, mascherina FFP3, guanti e copricapo (da valutare in relazione al contesto). Se si prolunga una malattia già nota e certificata, previa verifica anamnestica da parte del medico, il certificato di malattia potrà essere rilasciato, vista l'eccezionalità della situazione, dal medico in assenza del paziente. Circa i medici di continuità assistenziale (cioè ex guardie mediche e pediatriche) valgono le stesse indicazioni, con alcune ulteriori indicazioni: dal 24 febbraio l'accesso agli ambulatori sarà programmato e dovrà essere preceduto da un contatto telefonico del paziente. 

 

ORE 19.30. IL VESCOVO DI MANTOVA SOSPENDE MESSE E FUNERALI. Il vescovo mons. Marco Busca, in ragione dell'ordinanza emanata dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dispone la sospensione delle Celebrazioni Eucaristiche e di ogni preghiera comunitaria a partire da 24 febbraio e fino a data da definire a seguito dell'evolversi della situazione. "Unitamente alle celebrazioni si chiede che vengano sospese anche tutte le iniziative comunitarie (incontri di preghiera, cammini di iniziazione cristiana, conferenze …) e la chiusura degli oratori e di altri luoghi di ritrovo di pertinenza religiosa fino a nuova disposizione. In ragione della citata ordinanza per la celebrazione dei funerali è prevista una preghiera di commiato presso l’abitazione, oppure la casa del congedo o sul cimitero, rinviando la celebrazione eucaristica. Come comunità cristiana ci sentiamo prossimi al nostro popolo e alle nazioni interessate che vivono questa emergenza. Per questo chiediamo la benedizione del Signore a conforto di chi è nella prova e nella sofferenza e che dia determinazione ed equilibrio alle autorità e al personale sanitario chiamato ad affrontare questa situazione di criticità. Nella giornata di domani, lunedì 24 febbraio, verranno eventualmente fornite ulteriori indicazioni in merito".

 

Pubblicato su Gazzetta di Mantova