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L’elettricista dal cuore d’oro se ne va a 42 anni

Ferrari è stato sconfitto dalla malattia dopo una vita passata tra lavoro e volontariato. Il 27 maggio i funerali  

MARCARIA (CAMPITELLO). Un saggio di Hanna Arendt ha fatto diventare proverbiale la banalità del male. D’altra parte, però, ad essere spesso catalogato come scontato, è il bene. Quando una persona se ne va è prassi parlarne sempre e comunque in maniera positiva, esaltando il suo lascito. È doveroso sottolineare, però, che la retorica post mortem non ha nulla a che vedere con uomini come Adriano Ferrari.

Elettricista di Campitello, Ferrari è morto a seguito di una lunga malattia. Lavorava per un’azienda di Levata e la sua scomparsa ha gettato nello sconforto non solo i familiari, ma decine di persone che, per un motivo o per un altro, hanno incrociato la sua parabola di vita.

Adriano, donatore Avis e volontario in ambulanza, era una persona semplice e alla mano. Un ragazzo con la testa sulle spalle che viveva con i genitori, la mamma Franca e il papà Silvano. Non aveva grilli per la testa, Ferrari, era affidabile e sempre pronto a dare una mano a chi si trovava in difficoltà. I suoi hobby? Fare sport, uscire con gli amici, divertirsi.

«Non so esprimere a parole il dolore che provo - ha detto Silvano Ferrari - Sopravvivere a un figlio è un supplizio. Adriano era benvoluto da tutti, era un ragazzo semplice, non si meritava la malattia, così giovane».

I funerali si svolgeranno il 26 maggio alle 9.15 partendo dalla casa funeraria Ferri di Gazzuolo (via Gramsci 1A) per la chiesa di Campitello dove alle 9.30 sarà celebrata la messa. Poi si proseguirà per il cimitero di Mantova. Saranno in tanti a voler salutare Adriano, l’elettricista, volontario, figlio, amico che ha lottato contro un male che alla fine non gli ha lasciato scampo. 

 

Pubblicato su Gazzetta di Mantova