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Barca affonda nel lago di Garda, muore pescatore mantovano

L'uomo di 77 anni di Porto Mantovano stava navigando con un amico quando l'imbarcazione è affondata. L'immediato soccorso di un'altra barca non è bastato ad evitare la tragedia

PESCHIERA (Verona). Ha tentato in tutti i modi di tenere a galla l’amico, di farlo respirare, pregando che arrivassero in fretta i soccorsi. Non c’è stato nulla da fare. Né i suoi sforzi disperati, né i primi aiuti arrivati da un’altra imbarcazione, né una lunga manovra di rianimazione hanno potuto ieri salvare la vita di Fausto Mantovani, 77 anni. È morto tra le 9.30 e le 10 del mattino, nel lago di Garda, un miglio al largo della riva di Peschiera, mentre la sua piccola imbarcazione, a bordo stava pescando con un amico, si inabissava fino alla profondità di 22 metri. Una terribile tragedia ha così scosso ieri la comunità mantovana.

Colpita, in particolare, Porto Mantovano, dove viveva la persona deceduta e dove abita anche l’amico. Con il passare delle ore,i dettagli sulla sventura si aggiungono come pezzi di un puzzle . Mantovani e l'amico, V.R., si è saputo, uscivano spesso a pesca con quella piccola barca, cinque metri circa di lunghezza, di proprietà di Mantovani. Almeno due volte a settimana erano sul lago. Ieri erano partiti dal porticciolo di Pacengo facendo rotta verso Peschiera, ma tenendosi a largo.

Arrivati nel punto prescelto, all’altezza della località di Fornaci, hanno calato i loro ami nel Garda. Dopo le 9 la tragedia. Secondo quanto ricostruito dalla squadra nautica della polizia di Stato comandata da Andrea Erculiani, sarebbe sorto un problema con la barca: una lenza attorcigliata attorno all’elica del motore. I due avrebbero così tentato qualche manovra per liberare e fare ripartire il fuoribordo. Mantovani, in particolare, si sarebbe sporto verso l’acqua, sbilanciando se stesso e la barca che ha così cominciato a riempirsi di acqua. Nel giro di pochi secondi i due si sono trovati nel lago, senza più un punto al quale appoggiarsi. Istanti terribili. Mentre V.R. pur sconvolto, stava a galla nuotando, Mantovani è andato subito nel panico.

Non sapeva nuotare, pare. Ha chiesto aiuto all’amico, che, avvicinatosi, con quanta forza aveva in corpo, ha cercato si tenerlo a galla, urlando per i soccorsi. Certo Fausto Mantovani aveva già bevuto molta acqua quando una prima imbarcazione si è avvicinata per trarli in salvo. Rapida la chiamata alla Nautica di Peschiera. Si chiama Alfonso Patrimonio l’uomo che in breve ha raggiunto con una barca i due mantovani e i primi soccorritori al largo. «Quando sono arrivato – racconta – ho visto una persona nel lago.

Gli altri lo tenevano, ma non dava più segni di vita. Non è stato facile recuperarlo e issarlo sulla barca. Sono subito partite le manovre di rianimazione, ma non c’è stato nulla da fare». A riva c’erano poi il 118, con l’elicottero, e l’èquipe sanitaria è andata avanti per quasi un’ora nelle pratiche di rianimazione. Poi si sono arresi tutti. Il cuore del 77enne si era fermato. Alla polizia il duro compito di informare i famigliari, mentre V.R. è stato portato d’urgenza al pronto soccorso. La procura di Verona ha aperto un fascicolo sulla tragedia. Ieri pomeriggio il recupero della barca affondata — RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su Gazzetta di Mantova