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Viadana, tutto quello che bisogna sapere sulle elezioni 2020: sfida tra 5

VIADANA. Sarà sfida a cinque per il Comune di Viadana. Nicola Cavatorta, fratello minore del sindaco scomparso dopo la lotta con la malattia, Giovanni, punta a raccoglierne l'eredità politica. In corsa con lui l'ex assessore dimissionario Alessia Minotti, Fabrizia Zaffanella, a rappresentare il centrosinistra, Silvio Perteghella, 40enne figlio dell'ex sindaco di Gazzuolo, e l'under 30 scelto dal Movimento 5 Stelle Lorenzo Gardini.

NICOLA CAVATORTA

CHI È. Nicola Cavatorta, 35 anni, lavora nell’attività di famiglia (uno storico negozio di ottica, avviato nel 1953 e gestito prima da nonno Valdimiro e poi da papà Luigi). Nato e cresciuto a Viadana, in città ha completato tutto il percorso scolastico sino al diploma di ragioneria; quindi gli studi inerenti l’attività professionale. Oltre dieci anni fa è stato consigliere comunale di opposizione per la Lega.

IL PROGRAMMA

L'INTERVISTA. Le liste Lega Salvini, Fratelli d’Italia, Viadana in Testa e Forza Viadana candidano a sindaco Nicola Cavatorta. Due partitiche e due civiche: «Il giusto equilibrio – nota lo stesso Cavatorta - per tenere insieme le istanze del territorio con la necessità di avere interlocutori e rappresentanza a livello più alto». Oggi senza tessere in tasca, il candidato sindaco è stato anni fa consigliere comunale del Carroccio: «Un’esperienza positiva, che mi ha fatto capire come funziona la macchina pubblica. Da allora le cose sono cambiate, ed è sempre più impellente trovare soluzioni anche innovative per far fronte alla crescente carenza di risorse».

Fondamentale sarà, in questo senso, la gestione oculata dell’ente, soprattutto nei suoi aspetti finanziari: «Il fatto di avere i conti in ordine – afferma Cavatorta – ha permesso ad esempio all’amministrazione uscente di disporre di risorse libere per sostenere famiglie e imprese in occasione dell’emergenza sanitaria, divenuta a tutti gli effetti una crisi pure sociale ed economica». In caso di elezione, Cavatorta non esclude tuttavia di poter andare in controtendenza, almeno su alcuni aspetti, rispetto all’operato dell’amministrazione uscente: «Senza compromettere la stabilità dell’ente, penso che, per determinate necessità, sarà possibile accendere nuovi prestiti (l’estinzione anticipata dei mutui in essere è stato uno degli obiettivi prioritari della giunta in scadenza, ndr)».

Quali saranno le priorità dell’eventuale mandato Cavatorta? »Dovremo porre subito mano all’organico dell’ente, che negli ultimi anni si è ridotto a causa di vari pensionamenti e dei blocchi alle assunzioni imposti dal Governo. Alcuni settori, come la manutenzione del verde, hanno patito pesantemente questa situazione. Dovremo naturalmente completare le opere e i progetti avviati: il PalaFarina, la rotatoria sulla Kennedy, la Gronda Nord, l’implementazione del nuovo impianto di illuminazione pubblica. E dovremo cercare di proiettare la città nel futuro, magari promuovendo iniziative di educazione alla cittadinanza». Prioritario anche porre mano al rilancio del centro cittadino: «Sarà importante sostenere e incentivare l’uso della bici, e togliere traffico dove non è necessario: avremo benefici su qualità dell’aria, salute e sicurezza dei cittadini. Fondamentale sarà poi l’attivazione del presidio ospedaliero territoriale: rivitalizzare i servizi sanitari darebbe una scossa a tutto il centro».

Secondo il candidato, sarà fondamentale inoltre mettere un freno a certi comportamenti che creano malumore negli utenti e finiscono per ingigantire i problemi: «Dà fastidio anche a me sentire i telefoni del Comune che squillano a vuoto, perché dà l’idea di disorganizzazione e disinteresse». Chi inserirà in giunta Cavatorta in caso di elezione? «Per la nomina, prenderò in considerazione le competenze e le preferenze espresse dall’elettorato. Prima però sentirò il consiglio comunale, per evitare che, col tempo, si manifestino incomprensioni e problemi per la maggioranza». Qualcuno degli assessori uscenti potrebbe rientrare in partita? «Bene o male, sono ricandidati. Io non pongo veti: il voto, l’indice di gradimento degli elettori, sarà il banco di prova». Di suo, Cavatorta intende portare in squadra una certa propensione alla vita sociale: «Sono cresciuto in un negozio e ho sempre partecipato alla vita della comunità: penso che l’attitudine a stare tra la gente mi sarà d’aiuto».

Lo stesso slogan scelto in vista del voto è “Insieme si può”: «La mia azione amministrativa sarà improntata ad ascolto e dialogo». La campagna elettorale non è stata priva di spunti polemici, ad esempio quelli sollevati da Gianni Fava, esponente Lega oltremodo critico nei confronti di partito e amministrazione uscente. Cavatorta fauna battuta: «Più che i candidati, hanno polemizzato i non candidati. Ma io preferisco confrontarmi con chi ci ha messo la faccia ed è sceso in campo».

A ogni modo, Cavatorta respinge le accuse nel merito: «Diatribe e screzi sono dovuti a questioni personali, risalenti al passato, che non credo debbano andare a pregiudicare il futuro, anche alla luce di un certo rinnovamento che possiamo vedere nella lista Lega». I costi della campagna elettorale: «Presumo che non spenderò più di 8-10mila euro, completamente finanziati da me, a parte un piccolo sostegno della mia famiglia. Per le iniziative specifiche dei singole partiti, ci pensano comunque gli stessi». Che cosa voterà al referendum? «Sono propenso a mettere la croce sul Sì, perché penso che tagliare l’apparato sia necessario per dare una scossa al Paese e responsabilizzare i parlamentari».

FABRIZIA ZAFFANELLA

CHI È. Fabrizia Zaffanella ha 66 anni. Viadanese dalla nascita, è da diversi anni fidanzata convivente. Ama leggere, viaggiare e camminare, e ha adottato quattro gatti abbandonati. Attiva nel movimento ambientalista, negli anni ’80 è stata consigliere comunale Verde. Sostiene associazioni – come Reterosa e Anpi – che portano avanti battaglie culturali contro violenze, discriminazioni e modelli antidemocratici.

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L'INTERVISTA. Fabrizia Zaffanella si candida a sindaco col sostegno delle liste ioCambio e Uniti per Viadana. La prima, civica, è stata da lei stessa promossa: «Vedevo Viadana sempre meno bella, attraente e propositiva, e i concittadini sempre più sospettosi. Ho incontrato però anche tante persone interessate e motivate, diverse per età, professione e mondo di provenienza ma accomunate dalla voglia di cambiamento». È nato così il gruppo ioCambio: «Nostro impegno è unire le forze per costruire un modo di amministrare etico, trasparente, rispettoso, gentile, attento al bene comune; e per ridare alla gente fiducia nelle istituzioni».

In un secondo momento è giunto il sostegno dei partiti di centrosinistra Pd, Psi e Italia Viva, confluiti nella lista Uniti per Viadana. «Io non sono mai stata iscritta a partiti – afferma la Zaffanella – ma ritengo importantissimo il loro appoggio. Il Pd viadanese, in particolare, mi ha messo a disposizione competenze e conoscenza dei problemi, restituendomi altresì totale autonomia nella stesura del programma e nella gestione della campagna elettorale». A fronte di un elettorato di centrodestra e moderato che potrà scegliere tra otto liste, c’è chi si chiede se non fosse interesse dell’area di centrosinistra presentarsi unita. «Era mia intenzione – riconosce la Zaffanella - costruire un fronte progressista unico, e per questo era stato aperto un dialogo. Il Movimento 5Stelle temeva però che la presenza del Pd limitasse la mia autonomia, mentre la richiesta di Viadana Democratica di rinunciare alla mia civica era irricevibile. In ogni caso, penso che queste forze possano riconoscere che il mio programma non fa sconti a nessuno. Personalmente rimango aperta al dialogo su contenuti e cose da fare, eventualmente anche in vista del ballottaggio».

Il programma della Zaffanella propone un cambio di rotta rispetto agli ultimi anni: «L’amministrazione uscente ha commesso tanti errori, a partire dal PalaFarina. Ma è mancata un po’ in ogni settore, soprattutto perché si è chiusa al dialogo coi cittadini: al telefono non risponde nessuno, prendere appuntamento in Comune è quasi impossibile». In caso di elezione, quali dossier la Zaffanella aprirà nei primi cento giorni? «Le priorità per l’autunno non potranno che essere scuola, sanità e lavoro, visto che l’emergenza sanitaria si protrarrà presumibilmente ancora a lungo, e forse impedirà una progettazione più visionaria».

La scuola: «Dovremo garantire ai nostri bimbi il diritto all’educazione e alla salute. Ci sarà tanto da lavorare, ad esempio su trasporti, pre-scuola e dopo-scuola». La sanità: «Indirò subito un tavolo con Asst, per chiedere la chiusura dell’ospedale di sorveglianza Covid nell’ex lungodegenza e avviare finalmente il discorso presidio ospedaliero, col ritorno anche delle terapie fisiche. Ma dovremo dialogare pure con la Regione per la piena attivazione dell’Ambito viadanese-casalasco, il ripotenziamento dell’ospedale Oglio-Po e la ripresa della riabilitazione a Bozzolo». Il lavoro: «Subito un tavolo con le attività produttive, per sostenere e orientare le imprese ad esempio sull’accesso ai fondi del Recovery Fund». Secondo Zaffanella, si potrà intanto cominciare a lavorare anche per il rilancio del centro: «Assieme alle associazioni, si può porre mano a un programma di eventi natalizi. Fondamentale sarà poi migliorare l’arredo urbano (pulizie, alberature, fioriere, street-art) e mettere a punto un calendario di appuntamenti culturali e manifestazioni periodiche».

Altra priorità che la candidata si dà è relativa al tema legalità, con l’iscrizione all’associazione Avviso Pubblico e l’adozione di un codice etico dell’ente. «Quello che non dovremo più vedere – ricapitola la Zaffanella – è un Comune privo di iniziativa e isolato rispetto al territorio. Se non si mette in rete, Viadana non va da nessuna parte». Per formazione e personalità, la candidata pensa di poter perseguire tali obiettivi: «In quarant’anni di lavoro, credo di avere affinato la capacità di ascoltare e quella organizzativa, orientata alla soluzione dei problemi». Fondamentale sarà però il sostegno della squadra: «Ho alcuni nomi in mente su chi portare in giunta, ma è prematuro parlarne ora. Saranno comunque persone competenti, motivate a impegnarsi e capaci di lavorare in autonomia».

I costi della campagna elettorale della Zaffanella non dovrebbero superare i 10mila euro, «prevalentemente autofinanziati». Il 20-21 settembre si voterà anche per il referendum: «Ritengo fondate sia certe ragioni per il Sì sia certe del No. Votare Sì potrebbe forse dare la spinta ad altri correttivi del sistema; ma dovrà seguire una riforma elettorale, se vogliamo che non rimanga una scelta demagogica».

ALESSIA MINOTTI

CHI È. Alessia Minotti, 50 anni, ha due figli di 23 e 21 anni, «anche loro, come me e come mio papà Giampietro, diplomati al locale Itc». Da sempre impiegata sul territorio nel ramo assicurativo, ama viaggiare (grandi città e Sardegna le mete preferite) e gli animali. Volontaria Avulss e senza tessere di partito in tasca, è stata assessore ai servizi sociali dal 2015 sino alle dimissioni nel novembre scorso.

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L'INTERVISTA. Parola d’ordine, “RivoluzioniAmo Viadana”: «Quella che intendiamo perseguire – afferma Alessia Minotti, candidato sindaco delle liste civiche Viadana Davvero, Generazione Viadana, Viadana Futura e Il Grande Fiume – è una rivoluzione positiva, incentrata sulla gente e sui suoi bisogni. Per questo stiamo portando avanti una nutrita serie di incontri: per ascoltare i cittadini e le associazioni e confrontarci con loro, come ho sempre fatto anche durante la mia esperienza da assessore».

L’ingresso della Minotti nella vita politico-amministrativa risale a 5 anni fa, quando l’allora neo sindaco Giovanni Cavatorta la portò in giunta. «Per me – ricorda – fu un onore essere scelta. Quella da assessore è stata un’esperienza interessante e formativa, che mi ha fatto conoscere le realtà e le difficoltà del territorio, che mi ha permesso di collaborare con istituzioni e forze dell’ordine e che mi ha insegnato che occorre essere disponibili a tutte le ore del giorno». Poi qualcosa si era rotto: «Nell’ultimo anno, dopo la prematura scomparsa di Cavatorta, in amministrazione si sono vissuti momenti di confusione, anche comprensibilmente; ma il mio auspicio di dedicarci solo all’ordinaria amministrazione non era stato ascoltato». Da qui la decisione dapprima di fare un passo indietro, e poi di scendere in campo in prima persona: «Il mio desiderio e obiettivo è di intervenire sulla macchina municipale, che dovrà essere rimessa in ordine e fatta ripartire, e di aiutare Viadana a tornare il motore dell’Oglio-Po».

Quella contro l’isolamento del territorio è, per la Minotti, una battaglia centrale: «Durante la pandemia abbiamo visto quanto sia fondamentale avere un ospedale sul territorio: dovremo allora chiedere a gran voce che venga finalmente avviato e dotato di budget l’Ambito sanitario viadanese-casalasco. Ma dovremo lottare anche perché tornino i servizi, e per mantenerli. E dovremo tornare a collaborare tra Comuni limitrofi».

Nella sua corsa, la candidata sarà sospinta da 4 liste civiche, «formate da persone competenti, oneste, nuove, con esperienze e caratteristiche che possono tornare utili alla comunità». Una di queste liste (Generazione Viadana) è interamente composta da under 35. Tra chi ha fatto sapere che appoggerà la Minotti, c’è l’ex assessore regionale Lega Gianni Fava. Un endorsement che non ha mancato di far discutere. «Fava – commenta la candidata – è una persona che stimo, preparata, ottimo amministratore. Accetto volentieri i suoi consigli, e sono orgogliosa del suo appoggio». Minotti si considera peraltro apartitica: «Preferisco sempre valutare le persone e le proposte, soprattutto in un contesto come Viadana, dove ci conosciamo tutti».

Obiettivo immediato è ovviamente arrivare al ballottaggio: «Se ci riuscirò, sentirò altre forze, e non escludo di poter stringere accordi. In caso contrario, lascerò ai miei elettori libertà di voto, in coscienza». In caso di elezione, la prima grande decisione riguarderà la composizione della nuova giunta. Sulla quale la Minotti dice di avere già qualche idea, anche se preferisce non scoprire le carte «per una questione di rispetto e di qualità della campagna elettorale».

E nei primi cento giorni di amministrazione, quali saranno le principali questioni da porre sul tavolo? «Ci sarà tantissimo da fare, ma la cosa non mi spaventa. Bisognerà avviare la riorganizzazione del Comune, incrementandone il personale. Dovremo aprire il palazzo alla cittadinanza e sburocratizzare l’ente. Non voglio più vedere un Comune chiuso, come è oggi. Gli assessori dovranno essere in diretto contatto col mondo che rappresentano: avvieremo pertanto incontri con le associazioni di categoria e di volontariato, coi cittadini, coi responsabili di progetti, coi sindaci dei Comuni limitrofi». La candidata si sente pronta: «Tutti mi dicono che, per carattere, so ascoltare e collaborare. Bene o male, penso di aver saputo pure dimostrare che i problemi so risolverli».

Quali le altre priorità del programma elettorale? «Viadana deve tornare attrattiva sul territorio. Cercheremo partnership con Parma “capitale italiana della cultura”. Punteremo a valorizzare il fiume a la golena, a riqualificare l’Arena Spettacoli e gli impianti sportivi. Il centro storico e l’ambiente in generale dovranno essere più puliti e curati, e le barriere architettoniche abbattute: chi arriverà a Viadana dovrà provare ammirazione». Il budget della campagna elettorale della Minotti è di 15-20mila euro, «per ora completamente autofinanziato». Il 20 e 21 settembre si voterà pure per il referendum sul taglio dei parlamentari: «Ho la mia idea – assicura la candidata – ma preferisco tenerla per me, e dare ai cittadini la libertà di informarsi e decidere».

LORENZO GARDINI

CHI È. Lorenzo Gardini, 29 anni, vive a Bellaguarda ed è fidanzato. Guardia medica, frequenta il corso per diventare medico di famiglia. Crede nel volontariato: aderisce alle associazioni “Noi, Ambiente, Salute” e NewTabor (cooperazione internazionale), ed è donatore Avis. Membro del consiglio pastorale parrocchiale, è stato inoltre padre sinodale in occasione del Sinodo dei giovani della diocesi di Cremona.

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L'INTERVISTA. «Il Movimento 5Stelle è l’unico partito che non ha amministrato Viadana: merita di provarci». Per il futuro di Viadana, Lorenzo Gardini chiede agli elettori di puntare sul cambiamento, oltre che sulla compattezza del gruppo pentastellato: «L’amministrazione uscente e quella precedente, disgregatesi sotto la spinta di conflitti interni, non sono state in grado di garantire una maggioranza per cinque anni. La nostra invece è una squadra unita, da tempo abituata a lavorare assieme».

Militante M5S da sette anni, Gardini ha spesso collaborato coi consiglieri comunali uscenti Alessandro Teveri e Monica Susi Foti nell’attività di preparazione delle assemblee cittadine. La sua candidatura a sindaco è nata proprio dal confronto interno: si è verificata una convergenza dei militanti sulla persona del giovane medico, considerato figura civica ben inserita nella comunità.

«Ho accettato – assicura Gardini – non per ambizione o ricerca di prestigio, ma per una assunzione di responsabilità. Da parte mia, sono disposto a metterci il massimo impegno e disponibilità, oltre a un carattere che ritengo abbastanza pacifico, teso sempre a ricercare l’unione. Vorremmo anzi che i toni fossero sempre rispettosi e costruttivi. Niente personalismi, ma ricerca del compromesso per il bene dei viadanesi: è questo lo stile che perseguiremo, anche se siederemo ai banchi dell’opposizione».

Diversi elettori si chiedono tuttavia come mai M5S e Pd, alleati a Roma, non si presentino assieme a Viadana. «Con la candidata Fabrizia Zaffanella – ricorda Gardini – ci eravamo sentiti. Ma all’epoca il Movimento non consentiva gli accordi elettorali; e comunque nel Pd viadanese ci sono ancora esponenti della vecchia politica, responsabili di problemi che a Viadana si trascinano da tempo».

Da dove si parte oggi? «Dopo la prematura scomparsa del sindaco Giovanni Cavatorta – risponde Gardini – l’amministrazione è divenuta autoreferenziale, indisponibile all’ascolto dei cittadini. E gli uffici, con le loro istanze ed esigenze, hanno dettato la linea politica». Il programma 5Stelle, come assicura il candidato, è stato costruito invece assieme a cittadini e associazioni.

Quali le questioni che verranno affrontate subito in caso di elezione? «Andrò a conoscere personalmente i dipendenti dell’ente, coi quali mi impegnerò a mantenere un dialogo costante. Alcuni provvedimenti si possono fare velocemente: penso ad esempio alle modifiche da noi proposte ai regolamenti del consiglio comunale, finalizzate a consentire una maggior partecipazione dei cittadini alla vita politica (possibilità di avviare referendum propositivi e istanze popolari, introduzione del bilancio partecipato per destinare quote di risorse pubbliche a progetti proposti dalla popolazione). Metteremo mano alle convenzioni in essere con le associazioni del territorio: spesso queste sono state imposte, e pertanto creano malcontento. Si potrà inoltre cominciare a lavorare subito per il rilancio del centro, ad esempio migliorando l’arredo urbano e abbassando la tassazione a carico dei commercianti».

Da medico, quali le idee di Gardini per la sanità? «Anche in relazione all’emergenza Covid, punteremo a potenziare l’assistenza alla persona e a istituire l’infermiere domiciliare. Occorrerà poi aprire un tavolo di coordinamento amministrazione-medici-igiene pubblica, oltre a proseguire la collaborazione con le associazioni di volontariato, cui va assicurato il massimo sostegno». Con che giunta Gardini intende presentarsi in piazza Manzoni? «Sicuramente sceglierò assessori competenti negli ambiti di riferimento. Qualche idea c’è già, anche se per ora è prematuro divulgarla. Di certo serviranno capacità di ascolto ma anche quella compattezza e coesione che le aggregazioni elettoralistiche di liste non sono in grado di garantire. Come valore aggiunto, la mia giunta avrà un filo diretto con Milano e Roma tramite i consiglieri regionali e parlamentari 5Stelle». La legge elettorale prevede per Viadana la possibilità del ballottaggio: «Se ci andremo noi – afferma Gardini – in linea di massima non ci apparenteremo con altre liste. In caso contrario, non daremo indicazioni di voto; vedremmo però con favore l’eventuale comunicazione anticipata dei possibili assessori, soprattutto se saranno figure civiche».

Quanto costerà la campagna elettorale di Gardini? «Non più di 10mila euro, autofinanziata da raccolte fondi e donazioni nostre. Non dobbiamo rispondere a nessuno». E cosa voterà al referendum? «Mi allineo alle indicazioni del Movimento di votare Sì. Purtroppo il Parlamento è divenuto un poltronificio: occorre riformarlo per diminuire la disgregazione e accrescere la governabilità».

SILVIO PERTEGHELLA

CHI È. Silvio Perteghella, 40 anni, celibe, è perito industriale, dipendente di una società reggiana di servizi pubblici. Parla fluentemente l’inglese e ama leggere (soprattutto di storia) e lo sport (calcio e basket in primis). Avvicinatosi ventenne al mondo politico-amministrativo cittadino, è “figlio d’arte”: il padre Armando fu sindaco Psi a Gazzuolo nella seconda metà degli anni ’70.

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L'INTERVISTA. “Rialzati Viadana” è lo slogan scelto da Silvio Perteghella e dalla lista civica Viadana Democratica in vista del voto. «Da dieci-dodici anni – spiega il candidato sindaco – Viadana subisce una “decrescita infelice”, non dovuta solo alla congiuntura nazionale. Si respira un’involuzione sociale ed economica: siamo divenuti la barzelletta del territorio, mentre dovremmo essere un Comune apprezzato e invidiato, guida dell’area Oglio-Po».

Perteghella e squadra scendono in campo forti dell’esperienza in consiglio comunale avviata nel 2015: «In questi anni abbiamo cercato di dar voce a diverse problematiche e rappresentanza a tanti cittadini, sempre indicando soluzioni amministrative, senza mai fare un’opposizione pregiudiziale». Il candidato sindaco – che, oltre a dodici anni in sala consiliare, può inserire nel proprio curriculum la presidenza della Stu “Viadana Sviluppo” e il lavoro svolto nell’assemblea consortile del Parco Oglio Sud e nel direttivo della scuola di musica Moro – mette a disposizione la sua esperienza amministrativa. «Ma sono sostenuto – aggiunge – da persone mature, che non hanno niente da perdere né da guadagnare. Cittadini di diversa estrazione sociale, con cui da anni è avviato un confronto». A fronte di polemiche e divisioni che potrebbero confondere l’elettorato moderato e di centrodestra, c’è chi si chiede come mai le forze progressiste e di centrosinistra non si siano presentate unite all’appuntamento elettorale. «La nostra scelta – spiega Perteghella – è stata di intraprendere un cammino totalmente civico, slegato da ciò che ciascuno di noi vota per il Parlamento. Ai viadanesi chiediamo di valutare l’impegno profuso in questi anni nell’interesse della città, e di votare senza trasformare la consultazione in una tornata politica».

In realtà a suo tempo era stato aperto un dialogo con la candidata Fabrizia Zaffanella: «Le avevamo chiesto di poter essere la civica di una coalizione comprendente anche i partiti del centrosinistra. Ma la nostra richiesta non era stata accolta. In ogni caso era mancato un vero cammino di condivisione, perché altri avevano cercato di imporci la loro candidatura». Il giudizio sull’operato dell’amministrazione uscente è critico: «Potevano fare decisamente di meglio. Sono stati cinque anni deludenti. Avevano un’autostrada spalancata davanti; ma, sulla falsariga dell’amministrazione Penazzi, non hanno trovato il coraggio per dare un’organizzazione diversa alla macchina municipale. Anzi, si sono accodati alle scelte che già avevano portato al commissariamento, subendone le conseguenze, senza riuscire a imprimere un’impronta ideale e programmatica».

Perteghella assicura che, in caso di elezione, il cambiamento di rotta sarà apprezzabile già nei primi cento giorni: «Ci impegneremo subito per risolvere i contenziosi aperti. Se oggi Viadana paga determinati problemi, lo deve a una gestione quantomeno spensierata dei procedimenti amministrativi. Introdurremo una diversa pianta organica e un ricambio nelle posizioni apicali. L’organizzazione della macchina sarà radicalmente rivista, così da metterla nelle condizioni ideali per rispondere veramente ai bisogni e alle richieste dei cittadini». Altro dossier da prendere subito in mano sarà quello relativo alla salute pubblica: «L’emergenza sanitaria è ancora in corso, e i cittadini vanno assolutamente tutelati». Il candidato sindaco promette di non arrendersi alle prime difficoltà: «Per indole personale, non sono uno che si piange addosso. Ci metterò, al contrario, perseveranza e voglia di lavorare».

Con quale giunta? «Con me ci saranno non più di due figure politiche, mentre gli altri saranno tecnici, dotati di particolari competenze, in grado di portare valore aggiunto. Per una mia sensibilità personale, terrei per me le deleghe a servizi sociali e urbanistica». Lo staff sarà affiancato da professionalità specifiche: «A un Comune di queste dimensioni serve ad esempio un avvocato interno, per ridurre le spese legali e coprire un buco in organico». Per la campagna, Perteghella punta a contenere i costi: «Ci faremo bastare 2400 euro, finanziati da me e da qualche piccola donazione dei sostenitori. Il materiale elettorale lo autoproduciamo. Non vogliamo contributi da privati, per evitare che diventino “obbligazioni” in grado di condizionare l’attività amministrativa». Il referendum? «Sono combattuto. La politica deve senz’altro imporsi una cura dimagrante per recuperare credibilità, ma anche le ragioni storiche e istituzionali per votare No sono fondate».

LE LISTE

Pubblicato su Gazzetta di Mantova