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Travolto e ucciso dalla panca: a Mantova davanti al giudice i 5 imputati

Prima udienza preliminare per la morte di Matteo di 14 anni. Citato per il 14 luglio anche il Comune in qualità di responsabile civile

CASTEL D'ARIO. Morì schiacciato dall’improvviso cedimento di una pesante panchina girevole in acciaio, all’interno dei giardini dell’ Ecomuseo di Castel d’Ario. La tragedia, nella quale perse la vita Matteo Pedrazzoli di quattordici anni, si consumò la sera del 10 agosto di tre anni fa. Ieri mattina, mercoledì 12 maggio, la prima udienza davanti al gip dei cinque imputati che, a vario titolo, dovranno rispondere di omicidio colposo. Nel corso della stessa udienza si sono costituite le parti civili: i genitori, il fratello e i nonni, tutti rappresentati dall’avvocato Maria Grazia Galeotti. Il giudice per le indagini preliminari Matteo Grimaldi ha inoltre citato come responsabile civile il comune di Castel d’Ario per il presunto reato commesso dal responsabile dell’ufficio tecnico Marzio Furini. L’udienza è stata poi rinviata al 14 luglio.

Cinque gli imputati: Elena Bellini, 42 anni, di Mantova, in qualità di progettista della struttura e direttore dei lavori che non avrebbe provveduto - secondo l’accusa - a redigere un progetto definitivo esecutivo coerente in ogni sua parte; Marzio Furini, 46 anni, di Castel d’Ario, responsabile dell’Ufficio tecnico e collaudatore, per aver omesso il necessario controllo; Luca Bronzini, 49 anni di Trento, legale rappresentante delle ditta aggiudicatrice dei lavori, Cristian e Loris Manfredi, rispettivamente di 47 e 65 anni, sub appaltatori.

Matteo, lo ricordiamo, insieme ad alcuni amici stava giocando sulla struttura in acciaio, girevole a 360 gradi e adibita a panchina. I ragazzi la facevano girare su se stessa: all’improvviso ha ceduto a causa della rottura del montante centrale, ovvero un tubo formato a freddo e saldato alla piastra di base. Precipitando aveva travolto Matteo, che non aveva fatto in tempo ad allontanarsi, schiacciandolo. Il gravissimo trauma cranico riportato non gli aveva lasciato scampo. Era morto quello stesso giorno.

Le indagini da parte della Procura sono state condotte dal pubblico ministero Silvia Bertuzzi.

In caso di condanna degli imputati, a risarcire il danno ai familiari del ragazzo, sarà il comune di Castel d’Ario.

 

Pubblicato su Gazzetta di Mantova