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Salernitana in A, la festa finisce in tragedia E Lotito ha un mese per uscire dal club

Il fango di Sarno 23 anni fa spense la gioia, ieri un incidente mortale 

LA STORIA

Angelo Di Marino

La festa è qui. Salerno, poco dopo le 16 di un lunedì caldo e soleggiato, esplode di gioia e la zona gialla si trasforma in zona granata. Una festa che, in serata, finisce in tragedia per la morte di un tifoso 28enne. A bordo della sua moto, si è schiantato sul lungomare sotto gli occhi di migliaia di tifosi. A frotte i supporter granata hanno reso omaggio alla salma in obitorio.

La Salernitana ritorna così in serie A dopo 22 anni di purgatorio. Zitt’, statt’ zitt’ il motto accompagnato dal dito indice tra bocca e naso: in queste settimane i salernitani hanno scelto il silenzio, restando zitti appunto al cospetto della vertiginosa andatura della squadra granata, autentica regolarista del torneo cadetto, seconda soltanto all’Empoli capolista e rigorosamente davanti alla corazzata Monza di Berlusconi e Galliani. Restando in silenzio, molto anche per scaramanzia, i tifosi della Salernitana si sono invece riversati per le strade facendo saltare le norme anti assembramenti. Niente festa 23 anni fa, quando la conquista della A, pure allora datata 10 maggio, coincise con il lutto per la tragedia di Sarno, la città inghiottita dal fango.

La promozione porta la firma di Fabrizio Castori, un tecnico che a Salerno c’era già stato una dozzina di anni fa, quando tra i suoi soprannomi c’era quello di Capatosta, uno dalla testa dura insomma. Marchigiano di poche parole, Castori ritrova la serie A alla vigilia dei 67 anni. Tanta roba per uno che ha allenato anche i ragazzi di San Patrignano e che ieri ha festeggiato addentando un panino nel piazzale dello stadio di Pescara. Con lui un manipolo di buoni giocatori, nessun fuoriclasse. Gente come il bomber Gennaro Tutino dal Napoli, il capitano Francesco Di Tacchio o l’argentino Tiago Casasola che a fine partita si è inginocchiato a centrocampo per piangere a dirotto in videochiamata con la sua famiglia.

Da oggi però scocca il primo dei 30 giorni a disposizione di Claudio Lotito per uscire dal club granata. Essendo già proprietario della Lazio, dovrà liberarsi delle sue quote. C’è chi giura che il suo nome non ci sia tra gli azionisti della Salernitana. Inizia un’altra partita. —

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Pubblicato su Gazzetta di Mantova