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Addio al marchese Cavriani, riposerà nella sua Sacchetta

Si è spento a Roma l’ultimo esponente della nobile famiglia mantovana che ebbe origine sulle rive del Po e ha visto il susseguirsi di oltre venti generazioni nell’arco di sette secoli

MANTOVA. Il 5 ottobre scorso è mancato nella sua dimora romana il marchese Federico Cavriani, munito dei conforti religiosi e circondato dall’affetto della moglie Marilù Carafa d’Andria e della figlia Drusilla con genero e nipoti. Ultimo esponente della nobile famiglia mantovana che ebbe origine sulle rive del Po, a Sacchetta di Sustinente, e ha visto il susseguirsi di oltre venti generazioni nell’arco di sette secoli, Federico Cavriani è stato anche un cultore di storia. Nel 1989 – quando era un dirigente Ibm – donò il primo personal computer entrato nell’Archivio di Stato di Mantova per procedere alla inventariazione dell’archivio, depositato l’anno prima per volontà della marchesa Aliana Cavriani Marsigli, quando fu alienato il palazzo di Via Trento. Si creò così una sinergia, durata negli anni, che nel 2012 sfociò nella pubblicazione di un volume sulla storia della famiglia, iniziativa interamente sostenuta dallo stesso Federico.

Presidente onorario del Comitato “Sacha Caprianorum”, che tra il 2012 e il 2014 ha realizzato i lavori di restauro dell’oratorio e del cimitero di Sacchetta, Federico Cavriani ne ha sostenuto e incoraggiato tutto il percorso ed è stato tra i donatori assieme a varie Fondazioni. Ancora, nel 2014 ha compiuto un altro generoso gesto nei confronti della nostra città donando alla Fondazione di Palazzo D’Arco una coppia di comò settecenteschi, un cofanetto quattrocentesco e alcuni dipinti, opere preziose ora collocate in uno spazio appositamente dedicato: la Sala Cavriani. Richiamo una citazione di Federico, riportata nella introduzione al volume sulla sua famiglia, che ne esprime l’alto senso civico: «Ritengo che l’eredità ricevuta dai nostri predecessori non costituisca un diritto a disporne secondo la propria volontà, bensì rappresenti un dovere per l’erede stesso a salvaguardare l’integrità del patrimonio culturale della famiglia e a tramandarlo ai posteri, garantendo al pubblico il diritto di poterne godere e agli studiosi quello di poterlo esaminare».

Il trasferimento della salma di Federico Cavriani nella sua Sacchetta è previsto a fine novembre, dove riposerà insieme ai suoi antenati nell’area porticata del cimitero riservata ai membri della famiglia.

Pubblicato su Gazzetta di Mantova