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Rabbia, dolore e silenzio per l’addio al giovane Filippo

Folla in chiesa e fuori sul sagrato per l’ultimo saluto al 15enne morto di malattia. Ad aprire il corteo la sua squadra di calcio, la Ceresarese, dove ha sempre giocato

CASTEL GOFFREDO. La chiesa era già piena ben prima dell'arrivo del feretro del giovane Filippo Sabattoli, stroncato a soli 15 anni da una malattia incurabile. Come d'altronde la piazza, dove amici, compagni di classe e di squadra, oltre a molti castellani si sono dati appuntamento per l'ultimo saluto, quello più difficile e doloroso, a Filippo.

La morte lascia attoniti, ma quella di una ragazzo 15enne, sportivo e amante della vita, nel pieno della sua fase di crescita, non trova giustificazioni negli occhi e nelle parole, sussurrate, di chi, nascosto dietro agli occhiali da sole, si prepara all'arrivo del carro funebre.

Il silenzio, denso, pesante, rotto solo da chi, incapace di reggere questa atmosfera, parla ad alta voce per qualche minuto ai margini dei portici, caratterizza questa attesa. Saranno i suoi compagni di squadra - la Ceresarese - ad aprire il corteo che porta il feretro di Filippo Sabattoli fra le due ali della folla che lo attende in chiesa. La messa, come d'altronde l'omelia, non sono facili. Le emozioni tradiscono anche chi, per scelta di vita, ha deciso di essere di conforto alla comunità.

«Che senso ha tutto questo? Siamo un po’ arrabbiati. Sono arrabbiato anch'io» ricorda, con lunghe pause, chi ha il compito di affrontare «insieme a voi questa tenebra». «Siamo arrabbiati un po’ con tutto, anche con te Signore. Sono arrabbiato perché un po’ speravo si potesse fare qualcosa. Speravo potessi fare qualcosa. Si, è vero, secondo il progetto e la mia volontà umana. Speravo che Filippo potesse stare meglio e, come ci eravamo promessi potesse essere qui fra noi a raccontare ai suoi amici la sua esperienza. Invece questo non sarà possibile e da questa esperienza dolorosa dobbiamo, invece, imparare molte cose con le nostre forze e il tuo aiuto e sostegno». 

Pubblicato su Gazzetta di Mantova