• Home
  •  > Notizie
  •  > Morto per infarto don Guernieri, il prete degli ultimi

Morto per infarto don Guernieri, il prete degli ultimi

Malore dopo la messa e un incontro con i carcerati. Cappellano a Rebibbia aveva conosciuto Brusca e Riina

OSTIGLIA. Se ne è andato improvvisamente così come era stata la sua vita: dedicandosi a Dio ed agli altri. Don Roberto Guernieri, è stato stroncato da un infarto dopo aver celebrato messa e mentre stava conducendo un incontro con dei carcerati a Roma, dove risiedeva da oltre 30 anni.

Don Roberto era nato nel 1959 ed era stato ordinato sacerdote alla fine degli anni ’80 dall’allora cardinale Ugo Poletti a Roma, dove era entrato alla Comunità del Divino Amore. Carattere generoso e altruista, era diventato “prete di strada” alla Caritas romana. Per tre anni, di giorno teneva aperto un centro d’accoglienza alla stazione Termini, le notti le passava all’ospedale Gemelli di Roma ad assistere i malati terminali di Aids. Un impegno sfiancante in favore degli ultimi, che il cardinale Camillo Ruini volle premiare nominandolo cappellano al carcere di Rebibbia, ruolo che ha mantenuto nonostante da tempo fosse costretto in carrozzina.

In carcere aveva conosciuto l’umanità più derelitta, gli autori di stragi, i mafiosi. Come Giovanni Brusca, lo “scannacristiani” diventato in cella collaboratore di giustizia. Sottoposto al regime di carcere duro, era don Roberto, assieme ad un altro sacerdote, l’unico a poterlo vedere. «Credo che tutti possano avere una possibilità, se uno veramente si mette in crisi, se uno ha veramente coscienza di ciò che ha fatto» aveva detto proprio di Brusca. Oppure Totò Riina che, catturato di notte, non aveva vestiti per presentarsi all’interrogatorio. E don Roberto chiese in prestito con una scusa un clergyman a un confratello per vestirlo. «È il Vangelo che lo chiede - aveva ammesso candidamente -. E stando in mezzo agli ultimi, sono sicuro di stare con Dio».

Lascia la madre Lina, il fratello Luca, che gestisce ad Ostiglia il negozio di famiglia Sport Center e Giuliano, responsabile di produzione del Teatro Comunale di Bologna.

Vasto il cordoglio ad Ostiglia e non solo. La parrocchia di Ostiglia ha organizzato per venerdì pomeriggio, 26 novembre, alle 18 una messa di suffragio al termine della quale si terrà una veglia di preghiera. Anche l’amministrazione comunale ha espresso il proprio cordoglio e le condoglianze alla famiglia «con grande dolore e affetto nei suoi confronti, uomo prima di tutto sempre disponibile con la nostra comunità, attento ai bisogni di chi soffriva».

Pubblicato su Gazzetta di Mantova