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Addio a Franco Tenedini l’ultimo giocattolaio di Mantova: faceva sognare i bambini

MANTOVA. Suona strano che se ne sia andato proprio a ridosso di Santa Lucia, che per lui ha a lungo rappresentato il periodo più felice dell’anno. E invece Franco Tenedini è morto a 89 anni proprio in questo strano autunno tra il freddo e i temporali, quasi a rimarcare come suoni stonata una notizia così.

Perché per tanti bambini Tenedini rappresentava il paradiso sulla terra: era il negozio di giocattoli più importante della città (ce n’erano altri due, belli, ma bisogna dire che non erano la stessa cosa), il negozio dove intere generazioni hanno sognato, incollati alla vetrina, un trenino, una bambola, i soldatini, le macchinine, il Subbuteo, i giochi in scatola.

«Mamma, andiamo da Tenedini?» era la frase più usata in città, seconda solo a «Mamma, vado ai giardini a giocare al pallone».

Il negozio di corso Vittorio Emanuele era disteso su due lati: oltre alla vetrina principale ce n’erano altre tre in via Carducci. Per maschi e femmine da Tenedini c’erano giocattoli di qualità altissima. E soprattutto erano giocattoli che non si trovavano da nessun’altra parte, perché le vetrine virtuali e Amazon erano ancora molto lontani.

Entrando da Tenedini si subiva il fascino delle cose preziose e lui, Franco, conosceva tutto di quello che vendeva: per un bambino era la più alta competenza che si potesse immaginare.

Un’altra cosa, molto intima, che ho saputo una volta diventato grande. Una notte di Santa Lucia mio padre non riusciva a montare una pista di automobiline. Preso dal panico, supportato da mia madre chiamò Tenedini nel cuore della notte perché venisse a casa a montare lui stesso la pista. Immaginatevi di chiedere una cosa del genere adesso. E invece lui venne e io al mattino mi svegliai al suono delle macchine che sfrecciavano sulla pista. Anche solo per questo, per me Tenedini avrebbe meritato una medaglia.

I funerali saranno celebrati venerdì alle 10.45 dalla Casa funeraria di Levata per il tempio crematorio. —

E.C.

Pubblicato su Gazzetta di Mantova