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Addio a Turcato, lutto nel mondo del Grana Padano

Scomparso a 68 anni per malattia, era stato per tanti anni alla guida della Latteria Sociale Mantova di Porto, portandola ai massimi livelli tra le imprese che producono il formaggio Dop. In passato era stato anche assessore a Curtatone e consigliere della Tea

CURTATONE. Era stato per lunghi decenni la mente e l’anima della Latteria Sociale Mantova, contribuendo in modo decisivo alla crescita in qualità e dimensioni dell’impresa cooperativa nel mondo del Grana Padano, portandola ai massimi livelli all’interno del consorzio. Ma per il mondo del formaggio Dop prodotto in una buona parte del Mantovano aveva fatto molto di più: con le proprie idee, e la sua capacità di buon amministratore, aveva partecipato alla crescita del Grana Padano in Italia e nel mondo, fino ai livelli raggiunti ora che ne fanno uno dei prodotti del made in Italy più richiesti e apprezzati, e che meglio hanno retto alla crisi. Questo era Fausto Turcato, morto a 68 anni, e i cui funerali si svolgeranno domani pomeriggio (20 gennaio) a partire dalle 15 nella chiesa di San Silvestro (Curtatone).

Turcato dagli anni Ottanta a pochi mesi fa era stato alla guida della latteria che ha sede a Porto Mantovano e che produce il formaggio Dop, prima come direttore generale dello stabilimento e di recente (dopo la scomparsa, avvenuta nell’estate 2019, di Stefano Pernigotti) come presidente. Pochi mesi fa, con l’aggravarsi della malattia che lo ha colpito, si era dimesso dalla guida della Latteria Sociale Mantova lasciando il posto a Paolo Brutti. Aveva lasciato ogni incarico.

Trattenendo a stento l’emozione, il presidente del Consorzio Grana Padano, Stefano Berni, torna indietro con la memoria agli anni Ottanta, quando la carriera di Turcato e la sua prendevano l’abbrivio (Berni ha 66 anni, quasi coetaneo di Turcato). «Lo conoscevo dai primi anni Ottanta, non eravamo tanto amici al punto da frequentarci ma tra me e lui ci sono sempre stata confidenza, grande stima e sintonia di vedute. È stato consigliere del consorzio. Ma soprattutto una grande persona e un punto di riferimento per tutti, nel mondo del Grana Padano, a partire da me». Turcato «era il deus ex machina della latteria» di Porto, quello che guidava uomini e risorse, che decideva le strategie insieme con il presidente Pernigotti. Strategie che spesso, finivano con l’incrociarsi con quelle delle altre latterie. fornendo ispirazione sul modo in cui affrontare i problemi.

«Cito un caso per tutti, ovvero il modo in cui affrontò e affrontammo il problema dei danni causati dai crolli nei magazzini innescati dalle scosse del terremoto del 2012 – dice Berni – la sua latteria ne ebbe tanti, di danni, ma anche altre, non solo nel mondo del Padano. Ebbene, insieme riuscimmo a risolvere tutta la questione: a trovare il modo di stoccare il formaggio, di smaltire tutto quello che non poteva essere recuperato, e di ottenere aiuti pubblici che aiutassero i caseifici a rialzarsi. L’ultimo in ordine di tempo ad avere recuperato i danni, è stato il magazzino di Bresciangrana. Insomma, si sono riprese in modo rapido le attività e i danni sono stati di molto inferiori a quelli iniziali. I soci della Latteria Sociale Mantova possono dire di non avere perso nulla nei dividendi per il problema del terremoto».

Nel suo ricordo, Berni non manca di sottolineare l’impegno nel sociale e l’attenzione per i più poveri da parte di Turcato. Un impegno d’ispirazione cristiana e che l’aveva portato a spendersi anche in politica e nell’amministrazione del suo comune, ovvero Curtatone. Aveva ricoperto l’incarico di assessore all’Ambiente e all’Ecologia, con il sindaco Rubini. In seguito entrò a far parte del consiglio di amministrazione della Tea. Turcato lascia la moglie Vanna e il figlio Massimiliano.

Pubblicato su Gazzetta di Mantova