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Precipitano da un sentiero ghiacciato: infermiera mantovana muore, un amico in coma irreversibile

La donna, 61 anni, faceva parte di un gruppo di Castiglione delle Stiviere in gita in Trentino, sulle Alpi Giudicarie. Il ferito è un ex parrucchiere 70enne, testimonial Aido

SELLA GIUDICARIE (TRENTO). Hanno cercato di salvarsi a vicenda, ma per lei non c’è stato nulla da fare. Troppo violento il colpo sul ghiaccio, dopo un volo di decine di metri. Ha perso la vita durante una giornata con gli amici storici, quelli con cui da sempre condivideva la passione per la montagna.

Adriana Dagostini era andata in pensione soltanto un mese fa, a 61 anni, dopo una vita come operatrice sanitaria all’ex Opg di Castiglione delle Stiviere. È morta il 22 gennaio durante un’escursione in val di Breguzzo, sulle Alpi Giudicarie, in Trentino, dopo essere scivolata da un sentiero erboso molto ripido e precipitata in un canalone per alcune decine di metri.

Uno degli altri tre compagni di escursione è ricoverato in condizioni gravissime: si tratta di Luciano Lusenti, un parrucchiere in pensione di 70 anni, anche lui di Castiglione delle Stiviere. Purtroppo i medici considererebbero irreversibile il suo stato di coma.

Stando a quanto si è riusciti a ricostruire in un pomeriggio inevitabilmente convulso, gli escursionisti, che facevano riferimento al Cai di Castiglione, dopo il viaggio di un paio d’ore, hanno lasciato l’automobile in località Alle Sole, sulla montagna di Tione, e si sono avviati a piedi verso Lodranega, sopra Bondo, per cercare di avventurarsi lungo le creste che salgono verso Cimon de Coel, creste che guardano verso i laghi di Valbona e la val di Breguzzo.

A quanto pare, l’intenzione dei quattro era di dirigersi verso Campantich, ma probabilmente devono aver sbagliato sentiero in quel fazzoletto di terra dentro il Parco naturale Adamello Brenta, una terra che in questa stagione stravagante, come la definiscono gli abitanti del posto, non è nemmeno carica di neve. I quattro si sono incamminati a piedi.

Cosa sia accaduto esattamente è tuttora in fase di ricostruzione da parte della squadra del Soccorso Alpino. Ad un certo punto, mentre il gruppo stava percorrendo il sentiero che collega malga Lodranega a malga Coel in Val di Breguzzo, a una quota di circa 1.800 metri, la 61enne sarebbe scivolata sul fogliame secco proprio a causa della mancanza di neve, fogliame che però è pericolosissimo perché completamente ghiacciato per il freddo.

Dopo essere scivolata, sembra che la donna abbia trascinato dietro di sé anche la compagna di escursione, una 57enne, e uno degli uomini della comitiva, il 70enne: hanno cercato di salvarsi a vicenda, ma sono precipitati.

L'allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato lanciato poco dopo le 13.30 da un altro compagno di escursione che si trovava più a monte e ha visto i tre scivolare. Il tecnico di Centrale Operativa del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l'intervento dell'elisoccorso e degli operatori della stazione Valle del Chiese, che si sono resi disponibili in piazzola a Bondo.

Sull’intervento sono arrivati anche i vigili del fuoco, la Guardia di finanza e i carabinieri. Arrivato sul posto, l’equipaggio dell'elisoccorso ha individuato in poco tempo, grazie alle coordinate gps, l’escursionista che aveva lanciato l’allarme, e successivamente gli altri tre scivolati nel canalone, diverse decine di metri più a valle del sentiero.

Il tecnico di elisoccorso e l’equipe medica sono stati verricellati sul posto. Per l’ex infermiera non c’era ormai nulla da fare, il medico ha potuto solo constatarne il decesso. Considerata la situazione critica, è stato fatto intervenire anche un secondo elicottero, che ha verricellato sul posto un altro tecnico di elisoccorso con l’equipe medica. In una seconda rotazione sono stati trasportati in quota anche tre operatori della stazione Valle del Chiese.

I sanitari hanno prestato le prime cure ai due feriti che, dopo essere stati stabilizzati e imbarellati, sono stati recuperati a bordo dei due elicotteri e trasferiti d’urgenza, uno dopo l’altro, all’ospedale Santa Chiara di Trento. Gravissime le condizioni del 70enne, che, incosciente, è stato intubato e fino alla sera del 22 gennaio era in prognosi riservata, in stato di coma. Recuperato dall’elicottero anche il compagno illeso che ha lanciato l’allarme.

Dopo il nullaosta delle autorità, la salma della 61enne è stata trasferita in piazzola a Bondo e, successivamente, alla camera mortuaria di Tione. Il secondo escursionista, molto provato dalla tragedia, è stato ospitato a lungo nell’edificio municipale di Sella Giudicarie in compagnia del comandante dei vigili del fuoco volontari di Bondo, Ezio Valenti, e del sindaco di Sella, Franco Bazzoli.

Pubblicato su Gazzetta di Mantova