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Mantova, l’omaggio a Bertoni: «Conquistò il mondo rimanendo umile»

In chiesa a San Martino Gusnago l’addio al patron della Csp. Il saluto commosso dei dipendenti: «Resterai un esempio»

CERESARA. Tantissima gente, come era naturale, ha reso omaggio  a Francesco Bertoni, l’imprenditore fondatore della Csp International, morto a 77 anni. La chiesa di San Martino Gusnago, la frazione dove Bertoni abitava, non è riuscita a contenere tutte le persone che volevano assistere al rito funebre. C’erano i familiari, i parenti e gli amici. Ma soprattutto c’erano i suoi dipendenti, gente che ha condiviso i tanti successi e anche gli ostacoli di una storia imprenditoriale lunga mezzo secolo, e che non ha voluto fare mancare la propria testimonianza di affetto e di riconoscenza.

Già nel discorso del sacerdote all’altare è stata inquadrata la figura dell’imprenditore venuta a mancare: «Ha spaziato in tutto il mondo per via del lavoro, ma il pilastro che sorreggeva e sorregge tutto questo è sempre ristretto in un piccolo fazzoletto di terra» ha detto il don, che ha ricordato il forte legame di Bertoni con la località Tezzole, dove era nato, con San Martino Gusnago, dove viveva con la famiglia, e con Ceresara dove aveva creato, insieme con il fratello e con altri soci, l’azienda: «Era legatissimo alla chiesetta alle Tezzole, luogo di nascita e anche di preghiera, alle chiese di Ceresara e di San Martino e anche al santuario della Possenta dove era possibile incrociarlo in preghiera».

Richiamando un video proiettato dall’azienda, il don ha riassunto uno dei massimi insegnamenti di Bertoni: «È nei momenti in cui le cose vanno bene che possono sorgere dei problemi, ma mai disperare e sempre lottare. Questo messaggio è tutto per i giovani».

Anche nel ricordo dei suoi collaboratori è emerso questo. La grande umiltà di Bertoni, capace di riconoscere i meriti dei suoi dipendenti prima che i suoi. La capacità di ammettere i propri errori, di non nasconderli ma di tenerli a mente come memento per non rinnovarli.

Non bisogna aver paura di aver paura, ricordati che il carciofo si mangia una foglia per volta alcune delle sue frasi, citate dai collaboratori. Ma è stato ricordato soprattutto il fuoriclasse del collant, partito contadino e arrivato ai massimi livelli del proprio settore, scrivendone la storia attraverso prodotti innovativi, imitati dagli altri. Infine, il grazie del sindaco Simone Parolini a un uomo che ha gettato le fondamenta dello sviluppo del paese

Pubblicato su Gazzetta di Mantova