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In 600 sotto l’azzurro per l’addio a Dimitri, e i compagni fanno il giro del campo

Commovente cerimonia a Quingentole per il calciatore morto dopo il malore durante la partita a Casalpoglio

QUINGENTOLE. La clessidra del tempo, pronta a scandire il trascorrere delle giornate, caratterizzate dalle abitudini della quotidianità, aveva deciso di fermarsi il 7 maggio 2022, almeno per la comunità di Quingentole. Una data, un incrocio straziante, con un destino ingiusto, poiché una piccola comunità di mille anime, quel giorno, per sempre, ha perso un naturale sorriso, una delicatezza d’animo rara, una persona di valori tanto profondi quanto veri.

Sotto un cielo azzurro oceanico, con la compagnia di un sole feroce, quasi agostano, a distanza di 14 giorni da quel nefasto pomeriggio, Dimitri Roveri, ha salutato la sua gente, il suo popolo, il suo pargolo in arrivo, nel grembo di quella amata Sara che ora sarà chiamata a recitare da leonessa vera nella selva della vita e, lo ha fatto in modo toccante.

Una funzione a cielo aperto, quella officiata dal vescovo di Mantova, Marco Busca, coadiuvato dalla compartecipazione di  don Roberto Buzzola, don Renato Zenezini e don Marco Bighi, tutti presenti nel ricordo di un ragazzo solare, vero, che ha salutato in silenzio, come gli eroi imperituri, in quella prima settimana di maggio che, storia narra, deve vantare qualche inestricabile dettaglio indefinibile nel richiamare eroi verso l’alto.

Senza distinzione di età, estrazione sociale, 600 anime, capaci di un silenzio dirompente, hanno seguito la toccante funzione che ha trovato decollo con il pensiero di alta umanità del primo cittadino Luca Perlari: «Non esistono parole per questa tragedia. Trovo soltanto la forza di stringere un enorme abbraccio collettivo ai famigliari, garantendo vicinanza ed appoggio concreto da parte di una intera comunità che soffre senza distinzioni».

Gli eroi, salutano in silenzio e Dimitri Roveri ha salutato mentre veleggiava attraverso la sua più grande passione; il calcio, l’argomento su cui si è poggiata anche la toccante omelia del vescovo Busca: «Oggi si piange una prematura scomparsa, come una partita interrotta ancora prima dispiegare tutto il suo potenziale, come quel potenziale di cui era ricco Dimitri. Oggi piangiamo un ragazzo giusto e buono, rapito dal cielo, prima della macchia della malignità su quell’animo puro. Dimitri ha regalato l’assist più importante al piccolo Edo in arrivo, insegnando a tutti che una vita piena di gentilezza, educazione, bontà, non coincide per forza con una vita lunga; non abbiamo un potere per determinare cosa fare dei giorni che ci vengono concessi».

Emozioni a livelli cubitali, con il commovente giro di campo a concludere la funzione, voluto dai compagni di squadra di Dimitri Roveri, con i ragazzi degli Amatori Calcio Quingentole che hanno voluto salutare con una passeggiata sotto le note di “Grazie Mille” di Max Pezzali uno di loro. Al fianco di quegli eroi imperituri come Ayrton Senna e Gilles Villeneuve che in silenzio hanno salutato, in quell’inizio maggio che ha fermato ancora una volta la clessidra del tempo, il brillante sorriso di Dimitri Roveri, illuminerà la via da seguire ai cuori terrestri che si sono riuniti in un enorme abbraccio, rosso come la passione, nero come la paura.

Quei due colori che ha sempre amato Dimitri Roveri. Buon viaggio, ragazzo.

Pubblicato su Gazzetta di Mantova