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Tre comunità in lutto per l’addio alla donna morta nello scontro

CASTEL D’ARIO. Dal 7 giugno, giorno del suo 67esimo compleanno, era ufficialmente in pensione. Ora si trattava di attendere i complessi iter di chiusura della procedura e tra poche settimane avrebbe potuto godersi il suo tempo libero, i nipoti, i viaggi con il compagno Giorgio. Come la vacanza in Croazia tra una settimana. Una tragica fatalità, invece, ha interrotto tutti i sogni e i progetti a lungo coltivati, dopo una vita di lavoro e sacrifici. Trofimena Anastasio, residente a Bonferraro, in provincia di Verona e madre di tre figlie, titolare del bar Vesuvio di Villanova De Bellis, a San Giorgio Bigarello, ha perso la vita venerdì poco dopo le 13 mentre tornava a casa a Bonferraro, dopo il lavoro. Con la sua auto, in piazza a Castel d’Ario, è finita contro un tir e non ha avuto scampo. I carabinieri della Compagnia di Mantova, coordinati dalla procura, cercheranno ora di capire esattamente cos’è successo. Potrebbe anche essersi trattato di un malore della conducente della Kia, che si è scontrata contro un camion a rimorchio della Veronesi Mangimi. Non sembra infatti che ci siano tracce di frenata sulla strada. Probabile a questo punto che il magistrato di turno decida di disporre l’autopsia, cosa che rinvierà i funerali a non prima di martedì o mercoledì. Intanto, almeno tre comunità si stringono intorno alla famiglia Anastasio-Pistol, originaria di Pompei, nel Napoletano, al Nord da inizi anni Novanta. Una famiglia di imprenditrici: Trofimena, infatti, separata da molti anni dal marito, aveva tre figlie, tutte impegnate in attività commerciali: la più grande, Annamaria, 46 anni, che gestisce con la madre il bar Vesuvio a Villanova de’ Bellis; poi Michela, 42 anni, proprietaria del bar tabacchi Pistol (di cui ha lasciato la gestione dopo la nascita dei tre bambini) in via Amendola a Mantova e Cinzia, 33 anni, titolare del bar tabacchi Cinzia in via XX Settembre a Ostiglia. Una famiglia unita, colpita ora duramente da una tragedia inaspettata.

Pubblicato su Gazzetta di Mantova