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Muore Giuseppe Zanini: partigiano, ex internato, fondò Socrem Mantova

Classe 1926, divenne partigiano a 17 anni. Qualche anno fa ricordò la sua cattura e la prigionia nel campo di concentramento di Buchenwald: «Venni catturato, torturato per 54 giorni e condotto a fine novembre del ‘44 al campo di concentramento». Venerdì l’ultimo saluto

MANTOVA. Martedì sera si è spento Giuseppe Zanini, partigiano combattente, ex internato in Germania e presidente onorario della Società mantovana per la Cremazione, la Socrem, e fondatore nonché presidente della stessa associazione per oltre trent’anni.

Zanini, classe 1926, era stato partigiano combattente e anche ex internato nel campo di concentramento di Fulda, in Germania. Alla fine del conflitto prestò il suo servizio militare in Marina.

Al rientro, iscritto all’Anpi (l’Associazione nazionale partigiani), lavorò come amministrativo alle dipendenze del Comune di Mantova fino al pensionamento.

«Da sempre – ricorda il presidente di Socrem Mantova Franco Benini – ha perseguito i suoi ideali di uomo libero, supportando e propugnando la pratica cremazionista già in tempi in cui questa non era un diritto acquisito e consolidato. Il suo contributo attivo perché ciò avvenisse ha contribuito in modo sostanziale a rendere la cremazione un bene disponibile a tutti i nostri cittadini, pungolando gli amministratori perché realizzassero quelle strutture, invidiate a livello nazionale, a cui tutti i nostri concittadini possono oggi ricorrere».

E «la sua eredità sociale – aggiunge ancora Benini – è rappresentata dalle oltre cinquemila persone di Mantova e provincia che ad oggi hanno espresso in forma scritta la volontà per il loro fine vita».

In occasione della intitolazione della sede dell’Anpi di Mantova a Felice Tolazzi, Zanini raccontò la sua esperienza di combattente e di prigioniero. «Quando decisi, diciassettenne, di aderire al movimento partigiano nel maggio del ’44 _ raccontò alla gazzetta di Mantova _ lavoravo in banca e, per prepararmi, mi trasferii sull’Altopiano d’Asiago. Tornato a Mantova, i rastrellamenti quotidiani non lasciavano margine per operare e, così, venni catturato, torturato per 54 giorni e condotto a fine novembre del ‘44 al campo di concentramento di Buchenwald dove lavorai come operaio fino a 16-18 ore al giorno».

La salma di Giuseppe Zanini resterà  a disposizione di quanti vorranno porgerli un ultimo saluto presso la casa funeraria Tea in via della Costituzione, a Levata. Venerdì mattina alle nove l’addio: la cerimonia si terrà in forma di funerale laico, partendo dalla casa funeraria di Levata per l’ingresso del cimitero monumentale di Borgo Angeli per il commiato e l’estremo saluto che si terrà al museo della cremazione.

Pubblicato su Gazzetta di Mantova