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L’ultimo volo di Francesca era un regalo del marito

La donna vittima dell’incidente aereo a Ponteventuno lascia un bimbo di 21 mesi. Il pilota è ancora molto grave

CURTATONE. Aveva scelto lei la Lessinia, dove era nata, come terra da sorvolare nel volo prenotato come regalo dal marito. L’ultimo viaggio, per Francesca Pippa, la cui unica preoccupazione prima di salire a bordo del Cessna con il marito Valentino Mosca era che il piccolo Enrico, di 21 mesi, lasciato alla nonna per mezza giornata, era che non soffrisse troppo il caldo.

La donna, 33 anni, ingegnere come il marito, è morta nello schianto del piccolo aereo a Ponteventuno, durante la manovra di atterraggio a poche centinaia di metri dal campo volo di strada Tonfiolo. Qui, alle 11 di domenica mattina, il pilota, Marco Bonafini, 39 anni, di Pescantina, l’aveva noleggiato.

Al volo sul Cessna avrebbe dovuto partecipare anche il fratello di Francesca, ma poi aveva rinunciato per partecipare a un motoraduno, e così era andata la sorella di Valentino, Lara, di 47 anni. Aveva scelto Francesca l’itinerario: «Aveva detto il Garda lo conosco, voglio vedere la mia Lessinia dall’alto ed avevano sorvolato casa nostra, a Tregnago», ha raccontato la madre di Francesca, Luciana, che da domenica si è trasferita nella casa della coppia a San Felice Extra, frazione di Verona.

Lo schianto, dopo l’avvitamento a bassa quota, causato, secondo i primi accertamenti dei carabinieri di Mantova, intervenuti insieme ai vigili del fuoco, da una velocità troppo bassa in rapporto al peso del Cessna con 4 persone a bordo, è avvenuto a poca distanza dalla linea ferroviaria: Valentino Mosca si è accorto subito che la moglie era in condizioni disperate e ha cercato di liberarle la bocca dal sangue, aspirandolo con la sua. Poi è uscito dalla cabina per chiedere aiuto, e agitando le braccia è riuscito ad attirare l’attenzione di un uomo che stava in una corte di strada Argini Cerese, che ha chiamato i soccorsi.

Per Francesca, schiacciata contro le lamiere, nulla da fare. Il marito, portato al Poma, ha riportato solo ferite non gravi , e tra qualche giorno sarà dimesso. Sua sorella Lara è ricoverata a Cremona, in medicina d’urgenza, stazionaria in osservazione. Ancora grave, invece, il pilota, Bonafini, per il quale i medici dell’ospedale Civile di Brescia non hanno potuto ancora sciogliere la prognosi. Il veronese è socio dell’aereo Club di Ponteventuno da poco più di un mese, dopo aver accumulato 100 ore di volo a Boscomantico, di cui soltanto 5 sul Cessna 172M.

Per capire la causa dell’incidente l’agenzia nazionale per la sicurezza del volo ha aperto un’inchiesta già domenica pomeriggio, con l’invio di un investigatore a Ponteventuno, dove il Cessna è stato posto sotto sequestro.

La cosiddetta safety investigation è condotta indipendentemente e separatamente da eventuali procedimenti giudiziari o amministrativi finalizzati all’accertamento delle responsabilità: in questa prima fase viene svolto il sopralluogo operativo sul luogo dell’evento, vengono acquisite informazioni e documenti (ad esempio, documentazione relativa all’aeromobile coinvolto e ai piloti, testimonianze, tracciati radar, comunicazioni radio terra-bordo-terra, ecc.) ed effettuate analisi tecniche di vario tipo, sul carburante, sul motore dell’aeromobile. Sempre in questa fase, qualora l’aeromobile ne sia dotato, vengono acquisiti i registratori di volo e decodificati i dati in essi contenuti. Questo modello di Cessna non ne è dotato.

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Pubblicato su Gazzetta di Mantova