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Tre a processo per la coltellata mortale

È al sicuro nel suo paese il presunto assassino di Akaki Georgaje, il georgiano di trent’anni accoltellato a morte il pomeriggio del 9 settembre dello scorso anno in vicolo San Longino, davanti...

È al sicuro nel suo paese il presunto assassino di Akaki Georgaje, il georgiano di trent’anni accoltellato a morte il pomeriggio del 9 settembre dello scorso anno in vicolo San Longino, davanti alla basilica di Sant'Andrea. Vartang Chichinadze, 33 anni, anche lui georgiano (alias Jony Viscovsky, a Mantova si faceva passare per polacco) vive tranquillo nella cittadina georgiana dove è nato. Colpito da un mandato di arresto europeo e da un mandato di arresto ai fini estradizionali, sarebbe protetto dalle norme del Paese transcaucasico che non prevedono l’estradizione in ambito europeo.

Intanto l’inchiesta sull’omicidio , svolta dalla Procura di via Poma con l’ausilio degli investigatori della squadra mobile, si è conclusa con il rinvio a giudizio di Chichinadze – considerato l’autore materiale del delitto, la persona che sferrò la coltellata mortale – e dei due complici, anche loro georgiani, tutti identificati ma mai rintracciati. La prima udienza del processo il prossimo 18 marzo.

Il movente del delitto sarebbe più che banale. Non si tratterebbe di debiti non pagati, e nemmeno di una ritorsione nell’ambito del mercato della droga, come si era pensato in un primo tempo. Ma di una vendetta per uno sgarro: la vittima avrebbe parlato male dell’accoltellatore con dei connazionali. Di qui l’agguato, sotto una telecamera di sorveglianza in vicolo San Longino. E la coltellata che aveva trafitto il cuore di Akaki Georgaje. Il ferito, finito nel reparto di rianimazione del Poma, era morto a distanza di quattro giorni. I tre del commando erano fuggiti il giorno stesso verso l’estero.

Pubblicato su Gazzetta di Mantova