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Donò l’archivio di Marani Addio alla cognata Vanda

Se n’è andata nei giorni scorsi Vanda Checchi. Aveva 94 anni e aveva trascorso tutta la vita lavorativa nell'amministrazione dell'Ospedale Carlo Poma. Ma è la cultura mantovana che le deve...

Se n’è andata nei giorni scorsi Vanda Checchi. Aveva 94 anni e aveva trascorso tutta la vita lavorativa nell'amministrazione dell'Ospedale Carlo Poma. Ma è la cultura mantovana che le deve riconoscenza, come attenta custode di quello che oggi è il Fondo Marani, eredità preziosa lasciata da Ercolano Marani (Castellucchio 1914-Mantova 1994): un nome che appare nello stradario della città, ad indicare un piccolo giardino, accanto a via Fondamenta. Angolo appartato e discreto come lo era lui, in totale contrasto con la dimensione e il significato della sua opera di studioso, ricercatore instancabile, critico sempre motivato e documentato nella severità del giudizio, come nell'apprezzamento. Il 2014 ci porta, insieme, il centenario della nascita e il ventennale della morte, occasione da non lasciar semplicemente passare.

Nel suo percorso, importante la collaborazione con la Gazzetta di Mantova, particolarmente intensa anche nel rapporto diretto con i giornalisti, a tutte le ore, per oltre 40 anni.

Vanda, cognata di Ercolano che aveva sposato la sorella Nelly mancata nel 1981, a lui era stata sempre vicina, nella malattia e fino all'ultimo. Gli Amici delle Biblioteche la convincevano che una destinazione naturale dell'archivio poteva essere la Biblioteca Teresiana. Il dialogo con Irma Pagliari, allora direttrice, andava a buon fine, per la grande sensibilità e disponibilità della signorina Checchi. La Giunta comunale, con delibera 25 febbraio 2003, accettava la donazione del fondo, 562 unità in 62 faldoni.

Ricchissima la tipologia dei materiali conservati e consultabili: fascicoli che sono veri e propri dossier tematici, con elementi anche iconografici (450 fotografie, pubblicate o inedite). Mantova com'era e com'è cambiata, nell'arco fra il1930 e il 1980. Elemento centrale: "Vie e piazze di Mantova (Analisi di un centro storico)", pubblicate sulla rivista "Civiltà mantovana" tra il 1966 e il 1984. Gli appunti lasciati da Ercolano consentono di completare l'analisi storica. La città letta e raccontata casa per casa: c'è da sperare possa essere pubblicata su carta, in Dvd o messa online.

Collettivo di appassionati per l'ordinamento e la catalogazione: con Vanda, Gianluigi Arcari, Umberto Padovani, Sara Cazzoli, Silvia Signori, lo Studio Scrinia hanno potuto lavorare per gradi, dal 2007, in rapporto ai finanziamenti della Fondazione Banca Agricola Mantovana, della Fondazione Comunità Mantovana e all'impegno allora del Comune di coprire il restante.

Il giacimento Marani sarà completato dalla parte dell'archivio domestico più strettamente privato, ma sempre fonte interessante.

Pubblicato su Gazzetta di Mantova