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Una serata al Sociale per aiutare la ricerca nel ricordo di Vale

Morta a 22 anni, sul palco le passioni della sua breve vita Biglietti a ruba per lo spettacolo del 29 voluto dai genitori

«Vale pur tra mille difficoltà ha affrontato la vita con il sorriso. Gli anni trascorsi insieme alla famiglia e agli amici hanno dato un senso alla sua vita così come lei ha dato un senso alla vita di chi le è stato vicino. Il suo cuore ha smesso di battere, ma quello di tanti altri bambini ha ancora una speranza». E’ passato poco più di un anno da quando Valentina Barsoni non si è più svegliata. Aveva 22 anni ed era affetta dalla Sindrome di Dravet, una malattia genetica molto rara e pressochè sconosciuta che si manifesta sotto forma di epilessia associata a disturbi dello sviluppo neurologico. A lei è dedicato lo spettacolo lo spettacolo di beneficienza «Un senso che Vale una vita» che il 29 novembre andrà in scena al Sociale. Un modo per ricordarla, diffondere la conoscenza delle problematiche connesse alla Sindrome di Dravet, fare in modo che venga inserita nel registro nazionale delle malattie rare e per raccogliere fondi da destinare alla ricerca in corso presso l’Università di Genova. Nato da un'idea dell'attore Claudio Soldà e sotto la direzione della danzatrice e coreografa Federica Morselli, tutto fa prevedere un pienone: è bastato uno stand al mercatino Arte e Ingegno di Piazza Sordello, che i biglietti sono andati a ruba.

I due artisti mantovani, ispirati dalla richiesta della famiglia di Valentina di creare un evento per divulgare la nascita dell'associazione «Valentina Barsoni - diversamente eventi onlus», daranno vita ad uno spettacolo teatrale in cui più linguaggi espressivi interagiranno tra di loro, in un susseguirsi di performance di danza, recitazione e clownerie, ispirate alle passioni che hanno dato un senso alla vita di Valentina e a quella delle persone che hanno camminato al suo fianco.

«Un senso che Vale una vita» racconta attraverso la voce di Claudio Soldà e con l'aiuto delle allieve dello studio danza La Fenice di Federica Morselli, gli amori e le passioni che hanno permesso a Valentina, pur tra mille difficoltà, di affrontare la vita con il sorriso.

Con il contributo delle amiche di Valentina, del Centro diurno disabili Ceralacca di Castellucchio, guidate dalla coreografa Alice Marchi e la partecipazione straordinaria del clown performer Jeanpierre Bianco (in arte Pass Pass), artista di grande fama a livello nazionale (finalista del programma di Canale 5 «Italian's got talent») e degli artisti Maura Geraldine Protopapa e Massimo Cerini, porteranno in scena l'entusiasmo che Valentina provava per le bolle di sapone, per i palloncini, per i clown, per la musica di Jovanotti e Vasco Rossi e la sua capacità di donare amore ed abbracci, in modo incondizionato, a tutte le persone che hanno condiviso il suo cammino.

«Lo spettacolo - spiegano i famigliari - vuole anche far riflettere sul concetto di diversità, che non è un limite o una mancanza; ma solo diverso. Tutti siamo diversi, sia che siamo sani, sia che siamo malati. Valentina era malata, ma questo non le ha impedito di insegnare tanto alle persone che le sono state accanto nella sua breve vita. Non conta molto quanto vivi, ma quanto sei riuscito ad illuminare la vita delle persone che ti hanno conosciuto».

Pubblicato su Gazzetta di Mantova