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Addio a Carlo Bertolini decano degli artisti

Il figlio del pittore e scultore si appella al Comune: se mi fosse concessa una sala potrei donare delle opere e allestire un piccolo museo

MANTOVA. «Mio padre non ha mai cercato il successo. Faceva arte per il piacere che gli procurava. Diceva che l’arte è una malattia da cui non si guarisce». Così il figlio Mauro ricorda Carlo Bertolini, scultore, decano degli artisti mantovani, morto all’età di 96 anni.

 

I funerali si svolgeranno il 13 febbraio alle 9.45, con rito civile, partendo dalla casa funeraria di Mantova a Levata di Curtatone per il cimitero di Borgo Angeli, dove il corpo verrà cremato. Bertolini, nato a Roverbella nel 1922, aveva iniziato la sua carriera artistica negli anni Sessanta.

 

Nel 1970 organizzò una mostra sul sagrato di San Lorenzo, con la sua Deposizione che rimane tra le opere più celebri. «Andò poi a scuola da Bergonzoni e imparò a modellare la creta e i materiali poveri» continua il figlio. Studiò la figura umana, specie quella femminile. Poi passò alla pittura, con uno stile astratto e molto cromatico. S’interessò anche di grafica. Famose, poi, le sua caricature sui tovaglioli dei ristoranti. Il suo studio fu spesso punto di ritrovo degli artisti.

 

A questa passione affiancò il lavoro, guidando una sartoria, prima in via Scarsellini e poi in via Calvi. Il figlio Mauro rivolge un appello al Comune: «Se mi venisse messa a disposizione una sala, potrei donare opere creando una sorta di piccolo museo».

Pubblicato su Gazzetta di Mantova