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Inferma di mente, assolta la mamma di Suzzara che uccise i due figli

Antonella Barbieri è stata ritenuta totalmente incapace al momento del fatto poteva però partecipare al processo. La donna dovrà scontare 10 anni di Rems

MANTOVA. Antonella Barbieri, 41 anni, la mamma che il 7 dicembre di due anni fa ha ucciso tra Suzzara e Luzzara i due figli piccoli (Lorenzo, cinque anni e Kim, due anni) per poi tentare il suicidio, è stata assolta stamattina (17 maggio) perché al momento del tragico fatto è stata ritenuta totalmente incapace di intendere e volere, pur essendole stata riconosciuta la capacità processuale, vale a dire la possibilità di poter partecipare al processo. Eventualità che le è stata sconsigliata dall’avvocato difensore Federica Ghesini del foro di Reggio Emilia. La sentenza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Matteo Grimaldi che ha comunque emesso una misura cautelare: dieci anni di permanenza obbligatoria all’interno delle Rems. All’udienza ha partecipato anche la madre di Antonella Barbieri, Maria Felicello che dal momento della tragedia le è stata accanto quasi ogni giorno. Incapace di intendere e volere quel terribile giorno ma ora, secondo alcune indiscrezioni, starebbe ricordando tutto, ma l’ avvocato difensore Federica Ghesini preferisce non andare oltre con le dichiarazioni.


La Barbieri doveva rispondere di duplice omicidio aggravato. È fuori dall’indagine, invece, per le accuse formulate nei confronti della moglie, il marito Andrea Benatti, la cui posizione è stata stralciata. La donna, che ora si trova all’ex Opg di Castiglione delle Stiviere, in passato aveva sofferto di problemi psichici, poi confermati dalle perizie psichiatriche. Casalinga originaria di Carpi, un tempo anche modella, secondo la ricostruzione dell’accusa ha ucciso prima la figlioletta nella sua casa a Suzzara, poi si è allontanata con l’auto portandosi dietro l’altro figlio più grande di tre anni. Un percorso di appena dieci minuti. Una volta arrivata sull’argine del Po nella golena di Luzzara, zona al confine tra l’Emilia-Romagna e la Lombardia, ha ucciso il suo bambino, prima di tentare di farla finita con lo stesso coltello. I carabinieri l’avevano trovata all’interno della sua macchina, sull’argine del Po a Luzzara, in località Fogarino, dopo la segnalazione di un pastore che stava pascolando il suo gregge a poche centinaia di metri dal fiume, e che scoprì il piccolo che giaceva senza vita accanto alla madre ferita.


Ora in quella casa non ci abita più nessuno: è stata messa in vendita. Da quel luogo di morte se ne sono andati anche vicini, una coppia d’ anziani che non ha più avuto il coraggio di rimanere il quel luogo.



 

Pubblicato su Gazzetta di Mantova