E' morto il sindaco di Viadana

Giovanni Cavatorta si è spento questa mattina nel reparto di cure palliative dell'ospedale Poma. Aveva 41 anni. A fine aprile la sua ultima commovente apparizione in sala consiliare: "Sto facendo il possibile per far fronte a questa situazione"

VIADANA. Il sindaco Giovanni Cavatorta è morto questa mattina (18 maggio) nel reparto di cure palliative dell'ospedale Carlo Poma. Giovane, 41 anni, aveva scoperto la malattia poco più di un anno fa. Lascia la moglie e due figli ancora piccoli.

La notizia della scomparsa del primo cittadino si è diffusa nella tarda mattinata, in particolare negli ambienti della Lega, il suo partito di riferimento. La data dei funerali verrà comunicata nelle prossime ore.

Cavatorta era stato eletto sindaco di Viadana nel giugno del 2015. Molto vicino ad un altro leghista della sua terra, l'ex parlamentare e assessore regionale, Gianni Fava, Cavatorta si era comunque tenuto lontano dalle dispute interne al partito.

Quando la malattia ha dato i primi segni, Cavatorta pur affrontando le cure necessarie ha sempre mantenuto, per quanto possibile, massima attenzione sul suo ruolo di amministratore. Commovente la sua comparsa in consiglio comunale su una carrozzella alla fine dello scorso aprile: «Sto facendo il possibile per far fronte a questa situazione. Volevo essere qui per dirvelo».

Anche nel reparto di cure palliative, dove era ricoverato da qualche giorno, continuava ad interessarsi alle pratiche e ai problemi di Viadana. "L'ho visto giovedì - dice il parlamentare leghista, Andrea Dara  - era lucido, mi disse che era contento per la soluzione data ad alcuni lavori pubblici nel Comune e si preoccupava per la questione della caserma dei vigili del fuoco".

"Si è fatto ben volere per la sua pacatezza e i suoi modi gentili. Credo sia stato davvero un buon sindaco, ha fatto molto per Viadana e lascia un vuoto" dice l'ex parlamentare Gianni Fava, che era sceso in campo alle elezioni comunali, candidandosi al consiglio per sostenere Cavatorta.

"Cavatorta era una persona estremamente corretta e trasparente _ è il commento del segretario provinciale della Lega, Antonio Carra - perdo un amico prima di collega politico. Viadana perde un bravissimo sindaco. La Lega mantovana  è in lutto e si sente vicino a tutta la famiglia di Giovanni".

Anche il vice segretario provinciale della Lega, il viadanese Claudio Bottari, ricorda commosso la figura di Cavatorta. "Giovanni era un amico sincero, di grande umanità, e un politico molto perspicace e determinato - scrive Bottari in una nota _ Un sindaco capace di vedute lungimiranti, disponibile al dialogo, sempre attento alle esigenze della comunità, lontano per quanto possibile dalle polemiche che caratterizzano la vivace vita politica nostrana, e restio a uscite pubbliche che si scontravano col suo carattere mite e riservato. Discreto nella forma, concreto nella sostanza, così lontano dalla consuetudinaria immagine di politico. Negli ultimi mesi ci siamo incontrati diverse volte a casa mia, dove abbiamo discusso delle problematiche amministrative e delle dinamiche politiche interne ed esterne".

"Non l’ho mai sentito andare sopra le righe _ prosegue Bottari _  i suoi pareri sempre composti, mettendo innanzi tutto il Comune e la progettualità per risolvere questioni di non poco conto. Delle quali sentiva il peso ma con la forza necessaria per affrontarle. Le sue relazioni esaustive e convincenti, durante gli incontri in sezione con i militanti, dove non ha mai fatto pesare il suo ruolo, ma invero mostrando grande disponibilità all’ascolto.

Anche nell’ultimo colloquio che ho avuto con Giovanni due settimane fa, già sul letto d’ospedale per le cure, i suoi pensieri sono andati al territorio, e mi raccontava di questioni sanitarie che attenevano al distretto, non alla sua persona: sempre prima gli altri, i suoi concittadini, la sua comunità, l’attenzione a questo territorio che amava così profondamente, con grande generosità nonostante le forze scemanti. Sapeva ascoltare, fare tesoro di critiche e di proposte, ma la decisione ultima era la sua, con una lettura talvolta fuori dal coro, premettendo “me ne prendo la responsabilità”. Scelte coraggiose, rigorose, politicamente mature. Persone come lui lasciano una traccia indelebile nell’amministrazione e nei nostri cuori; in tutti i consociati e in tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo. Non sarà facile colmare questo vuoto, ma il suo ricordo e il suo esempio ci confortano e ci spronano a perseguire i progetti che ci ha lasciato, per una Viadana migliore, come lui l’aveva immaginata".

Pubblicato su Gazzetta di Mantova