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Viadana sotto shock per la morte del sindaco. Il vice Cavallari: «Ho perso un fratello»

La famiglia di Cavatorta ha deciso: le offerte saranno destinate alla ristrutturazione del patrimonio pubblico. Martedì mattina i funerali. Proclamato il lutto cittadino

VIADANA. La comunità viadanese ha vissuto una domenica triste, devastata e incredula per la notizia della morte del sindaco Giovanni Cavatorta. Il decesso non è giunto inaspettato, in quanto si sapeva che il primo cittadino stava combattendo da tempo una dura battaglia contro una malattia gravissima; ciò nonostante l’esito luttuoso ha fortemente impressionato tutti.



Davanti alle chiese, nei bar e nelle abitazioni private, molti concittadini si sono ritrovati a commentare la notizia. Anche i social network si sono riempiti di messaggi di cordoglio, da parte di esponenti politici, semplici conoscenti e associazioni di volontariato, culturali e sportive.

A colpire, naturalmente, la giovane età di Cavatorta (41 anni) e dei suoi due figli; il fatto che se ne sia andato prima dei genitori; la stima che ne circonda la famiglia, che gestisce un “negozio di storica attività” ed è ben inserita nella vita cittadina; il ricordo della personalità di Cavatorta: pacata, gentile, sorridente, riflessiva e determinata, sin dall’adolescenza connotata dall’impegno civico; la discrezione con cui ha affrontato la malattia; e la determinazione con cui si è sforzato di portare avanti il mandato amministrativo sino a quando le forze glie l’hanno consentito.



Particolarmente affranto il vice sindaco Alessandro Cavallari. Solo nella serata di sabato, alcune ore dopo la dipartita di Cavatorta, il suo collaboratore (cui spetterà ora il compito di condurre a termine il mandato, in qualità di sindaco facente funzione) ha trovato la forza per indirizzare un messaggio ai propri contatti: «Scusatemi, ma oggi il dolore che mi attanaglia il cuore mi toglie le parole, la voce, il respiro. Mi sento solo di dirvi che oggi ho perso un fratello, una persona unica, meravigliosa che mi ha donato tutta la sua fiducia, il suo affetto, la sua amicizia e la sua ragione rendendomi un uomo migliore. Per tutta la vita porterò scolpito nel cuore il suo sorriso, la sua voce, i suoi insegnamenti e consigli, insieme a tutto l’orgoglio di essere stato scelto da lui».


L’intera amministrazione municipale ha intanto scelto di pubblicare sui manifesti funebri una frase dello stesso Cavatorta, nella quale il primo cittadino parlava di «missione, passione, volontariato e civismo per la nostra Viadana».


In molti domenica pomeriggio hanno fatto visita alla salma, presso le camere mortuarie dell’ospedale Poma di Mantova, dove Cavatorta era ricoverato per le cure palliative e dove è sopraggiunto il decesso. Il feretro arriverà a Viadana, nella chiesa viadanese del Castello, lunedì 20 maggio alle 15.30. I funerali saranno martedì mattina alle 10; quindi l’ultimo saluto nel cimitero locale. Proclamato il lutto cittadino.


I congiunti (i genitori Ombretta e Luigi, il fratello Nicola, la compagna Diana, i figli Isabella e Giacomo con la mamma Ingrid), nel ringraziare i reparti di oncologia e cure palliative del Poma e la volontaria Catia per l’assistenza prestata, fanno sin da ora sapere che le eventuali offerte in memoria di Giovanni saranno destinate alla ristrutturazione del patrimonio pubblico. 

Pubblicato su Gazzetta di Mantova