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Una folla nel cordoglio Il vescovo di Padova ricorda don Maurizio

Il crocifisso, i ceri, il turibolo, l’incenso, le note dell’organo, i canti liturgici per il defunto. La Chiesa, nel senso più ampio di comunità, oltre i confini della nostra città, si è stretta con accorata compostezza ieri pomeriggio in duomo intorno a don Maurizio Luzzara, morto lunedì all’età di settant’anni, per rendergli l’estremo saluto. Per augurare un buon ultimo viaggio al parroco di Pellaloco, al cerimoniere del vescovo Egidio Caporello e poi del vescovo Roberto Busti di cui fu anche segretario, e al canonico del capitolo della cattedrale, incarico affidatogli nel 2017 dal vescovo Marco Busca. E uomini e donne – parrocchiani, amici, gente comune, canonici del duomo insieme con altri venuti da fuori, e qualche turista straniero tanto smarrito quanto benvenuto e partecipante alla cerimonia funebre – tra canti, liturgia e parole del Vangelo hanno tracciato il cammino verso quel luogo o spazio invisibile che per chi ha fede è solo provvisorio, in attesa della risurrezione. O verso quell’altrove da dove nessuno ritorna, per dirlo con l’Amleto di Shakespeare. Ma in duomo – e forse anche per le strade del mondo «siamo tutti nelle mani del Signore», come ha detto il vescovo Busca. Che all’unisono con Caporello e Busti, e col vescovo di Padova, il mantovano Claudio Cipolla, ha ricordato il percorso cristiano di don Maurizio, dall’inizio degli anni ‘70 con formazione in San Barnaba, fino «al termine della sua corsa». I canti, diretti da don Jury Marinelli, l’organo suonato dal maestro Daniele Anselmi, i passi del Vangelo di Matteo hanno accompagnato le parole del testamento spirituale di don Luzzara: «Ho voluto bene alla nostra Chiesa di Mantova, sia a quella celeste che a quella terrestre».

In duomo erano presenti il sindaco di Roverbella Mattia Cortesi e il vicesindaco di Mantova Giovanni Buvoli. E la gente, il popolo, nella sua integra dignità. Tutti insieme. Nessuna gerarchia. Tutti uguali. Come nel Giudizio Universale. —

G.S.



Pubblicato su Gazzetta di Mantova