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Visitato e dimesso dal pronto soccorso Ritrovato morto in un androne del Poma

Vittima un pensionato di 68 anni. Disposte indagine interna e autopsia. Il figlio: «Tre anni fa aveva avuto un infarto»



Un uomo di 68 anni residente in città è stato trovato ieri mattina all’alba privo di vita in un androne dell'ospedale Carlo Poma, a due passi dal pronto soccorso dove era entrato poco dopo le 19 lamentando dolori a una caviglia e all’addome.

Il paziente, Gianfranco Baraldi, residente in via Torelli 17, è arrivato in autobus al parcheggio dell’ospedale dieci minuti prima delle sette. Proprio alla fermata del bus, si è accasciato su una panchina e ha chiesto aiuto per un forte dolore a una gamba. È intervenuto il 118 e lo ha accompagnato all’interno del pronto soccorso alle sette e venti in codice verde.

All’accettazione, Baraldi avrebbe spiegato al personale che lo ha preso in cura, che quei disturbi erano presenti da almeno tre anni e forse anche per questo motivo gli è stato attribuito un codice bianco, il meno urgente di tutti e quello secondo il quale una persona non dovrebbe nemmeno presentarsi al pronto soccorso, ma dovrebbe rivolgersi al suo medico di famiglia.

L’uomo, verso le undici e mezza (i codici bianchi sono i meno gravi, gli altri hanno la precedenza), è stato preso in carico da un medico che lo ha visitato (non gli ha somministrato farmaci) e un quarto d’ora dopo lo ha dimesso con la richiesta di una consulenza, non urgente, sia per il dolore alla caviglia, sia per quello all’addome. Al momento delle dimissioni, fanno sapere fonti dell’ospedale, non aveva mai lamentato dolori al torace.

Verso le sei, un medico è uscito un attimo dal suo ambulatorio per prendere una boccata d’aria all’esterno e lo ha trovato riverso a terra, ormai privo di vita, nell’androne che porta alle scale antincendio, al di là di una porta situata a fianco del corridoio del pronto soccorso.

Forse il 68enne, colpito da un malore mentre lasciava il Carlo Poma, ha cercato di rientrare in ospedale, ma dalla porta sbagliata, a fianco di quella che lo avrebbe riportato al pronto soccorso. Sul posto sono subito arrivati personale del 118 e della vigilanza del Poma, oltre a una Volante della polizia e al magistrato di turno.

Il corpo del 68enne è stato composto all’obitorio del Carlo Poma a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il magistrato ha già disposto l’autopsia sul corpo del pensionato che, di conseguenza, resta sotto procura. Come sempre avviene in questi casi, ora sarà da accertare l’esatta dinamica dei fatti, capire se ci sono responsabilità in quanto accaduto, se poteva essere evitato. Per questa ragione, il Carlo Poma ha già disposto un’indagine interna e la procura aprirà un fascicolo.

Gianfranco Baraldi era pensionato: per trent’anni è stato un apprezzato tecnico al Gruppo Argenta-distributori automatici, conosciuto in numerose aziende del Mantovano e delle province vicine.

Aveva vissuto quasi tutta la vita nel quartiere Valletta Valsecchi e da un paio d’anni viveva da solo (era separato da qualche anno) in un palazzo dell’Aler in via Torelli 7, che gli era stato assegnato al termine di un percorso di sostegno attuato dai servizi sociali del Comune di Mantova.

Da un paio d’anni percepiva anche un’invalidità per un serio problema cardiaco che lo aveva colpito tre anni fa. Un infarto che lo aveva colto mentre andava a cena dal figlio Manuel, 43 anni, sposato, due figli. Proprio Manuel lo aveva portato d’urgenza al pronto soccorso, salvandolo: dopo quattro bypass, un’angioplastica e una lunga convalescenza, si era ripreso.

«Attualmente, a parte qualche acciacco, stava abbastanza bene - dice il figlio - Era stato operato a una vena safena ed era in lista per un intervento a un’altra vena. Aveva già fatto i preoperatori. Purtroppo non aveva mai smesso di fumare e questo di certo non gli giovava».

Manuel è stato chiamato subito ieri mattina all’ospedale per il riconoscimento del padre: «Polizia e personale del Poma mi hanno spiegato quanto è successo. Non voglio trarre alcuna conclusione, non voglio incolpare nessuno, devo solo attendere i risultati dell’autopsia».

I funerali saranno fissati nei prossimi giorni. —



Pubblicato su Gazzetta di Mantova