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Goitese infernale: uccisa sulle strisce

Un’ottantenne travolta da un’autocisterna mentre attraversa con la bici in pieno paese. È la terza croce in pochi anni

GUIDIZZOLO. Una donna ottantenne di Guidizzolo ha perso la vita ieri pomeriggio travolta da un’autocisterna sulle strisce pedonali all’ingresso del paese proprio davanti alla storica sede del liceo artistico “Alessandro Dal Prato”. Maria Pia Trivini, di Guidizzolo, è morta sotto le ruote di un tir cisterna in un giorno di sole, poco dopo le 16.30. L’incidente ha bloccato la Goitese per diverse ore.

La dinamica – così come viene raccontata dai testimoni e dalle forze dell’ordine sul posto – è un misto di fatalità e disattenzione. Il camionista, un uomo di 36 anni bresciano, che viaggiava in direzione di Brescia, ha rallentato fermandosi in prossimità dell’incrocio con via Roma. C’è un attraversamento pedonale su questa falsa curva – lo stesso utilizzato dagli studenti della scuola – ben segnalato da cartelli e da una luce a intermittenza.

Era pomeriggio, non c’era nebbia e il sole risplendeva dopo giorni di pioggia. Il camion cisterna si è fermato per far attraversare due pedoni sulle strisce. Al momento della ripartenza, però, il conducente sembra non essersi accorto che ai due che attraversavano si era accodata una donna appena scesa dalla bici, la Trivini. Il mezzo pesante è ripartito e la donna è stata travolta dalle ruote del camion.

Chi ha assistito alla scena ha iniziato a gridare. Chi era in auto, sull’altra corsia, a suonare indicando al camionista di fermarsi. Si è corsi verso il mezzo, ma non c’era nulla da fare. Un telo è stato messo a coprire il corpo di Maria Pia Trivini, ex cuoca comunale, sposata con Francesco Treccani e madre di due figlie, Patrizia e Paola, quest’ultima impiegata da anni all’anagrafe del Comune di Solferino. Lunga l’attesa dell’arrivo del magistrato che ha disposto la rimozione del cadavere.

«Una tragedia – commenta il sindaco Stefano Meneghelli raggiunto al telefono mentre ritorna da un meeting in Toscana – conoscevo la signora, una donna riservata ma che era solita muoversi in paese con la sua bici e proprio per questo era conosciuta da tanti. Siamo consapevoli della pericolosità di questo tratto di strada (il 31 marzo del 2017 a pochi metri da questo luogo era stato investito ed era morto un ex impegnato comunale, Carlo Terranza, e negli anni precedenti c’era stata una terza tragedia, ndr) ed è per questo che la tangenziale è necessaria, pur se arriva sempre troppo tardi perché un’altra vita è stata spezzata, per portare i mezzi pensati fuori dal centro storico. Se si pensa poi che, nonostante questo attraversamento sia segnalato e visibile, continuano a succedere queste tragedie, è chiaro che la nuova tangenziale è un’opera necessaria che attendiamo con impazienza».

Ingorghi, a seguito dell’incidente, sulle vie di fuga sulle colline moreniche che, dalle 16. 30 a tarda sera, si sono ritrovate piene di camion, tir, bus e auto. –

Luca Cremonesi

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Pubblicato su Gazzetta di Mantova